Affrontare il dolore con compassione: 2 approcci efficaci

Quella di saper affrontare il dolore è una capacità che non abbiamo potuto imparare a scuola. Eppure è molto importante. Se siamo fortunati, ce ne hanno parlato i nostri genitori, o quanto meno ci hanno dimostrato come fare con il proprio comportamento. Ma affrontare il dolore è una sfida che dura per tutta la vita.
Le situazioni e condizioni dolorose sono una caratteristica intrinseca dell’esistenza. A tutti prima o poi capita di dover affrontare il dolore. Non a tutti in egual misura, certo. E la percezione di trovarsi in una situazione particolarmente dolorosa è fortemente soggettiva. Ogni giorno dobbiamo ascoltare lamentele di famigliari, vicini di casa, colleghi, relative a piccoli e grandi contrattempi, dipinti magari come insopportabili. Nel frattempo a Gaza intere famiglie perdono la casa, il lavoro, il cibo e la possibilità di vivere in un luogo sicuro. Qual è il vero dolore? A dire il vero, non c’è bisogno di trovarsi a Gaza per soffrire. Ci può essere grande sofferenza anche in una vita borghese contraddistinta dall’agio e dalla buona salute fisica.
In questo post vorrei mostrarvi due diversi punti di vista su come affrontare il dolore, entrambi di matrice buddhista. Uno è un insegnamento del maestro zen Thich Nhat Hanh, l’altro una meditazione guidata di Tara Brach, un’insegnante di meditazione statunitense che apprezzo molto. La meditazione guidata è disponibile anche in versione audio in italiano.
Affrontare il dolore secondo Thich Nhat Hanh
Come potrete verdere nel video che segue, secondo Thich Nhat Hanh, affrontare il dolore inizia tornando a noi stessi, portando attenzione consapevole al corpo e al respiro. Affrontare il dolore richiede consapevolezza del nostro corpo, che spesso accumula tensioni a causa della disattenzione. La respirazione consapevole è un atto d’amore: inspirando diventiamo consapevoli del corpo, espirando rilasciamo la tensione. Un esercizio del genere, ricavato dal Sutra Anapanasati, aiuta ad affrontare il dolore e coltivare cura verso noi stessi.
Amare noi stessi significa riconoscere il corpo e liberarlo dalle tensioni, permettendo alla mente di tornare “a casa”. Quando siamo presenti, possiamo notare gli elementi guaritori che ci circondano, generando gioia e felicità. Affrontare il dolore in questo modo crea benessere, riconoscendo le condizioni di felicità nel momento presente.
Quando emergono emozioni dolorose, dobbiamo riconoscerle e abbracciarle con compassione. La respirazione consapevole ci aiuta ad affrontare il dolore abbracciandolo, come se lo tenessimo tra le braccia. Anche pochi minuti di respiro consapevole possono fare la differenza, creando spazio per comprendere e affrontare la sofferenza.
Osservando la sofferenza, possiamo scoprirne le radici. Potremmo vedere come essa sia intrecciata con quella dei nostri genitori e antenati. Questa consapevolezza è fondamentale per affrontare il dolore, portando un tipo di comprensione che genera compassione e ha il potere di guarire. Comprendere la nostra sofferenza ci rende capaci di agire con compassione verso gli altri.
Secondo Thich Nhat Hanh, in sostanza, non possiamo amare veramente gli altri finché non impariamo ad amare noi stessi. La respirazione e la camminata consapevole, il rilascio delle tensioni e la cura delle emozioni sono modi concreti per affrontare il dolore e praticare l’amore verso di sé. Coltivando questa compassione possiamo estenderla agli altri, aiutandoli ad affrontare il dolore e soffrire meno. Questo è il vero modo di amare: prendersi cura, essere presenti e agire con compassione. Ma ascoltiamolo dalle sue stesse parole.
Una meditazione guidata per imparare ad affrontare il dolore
Tara Brach, psicoterapeuta e insegnante di meditazione nota per il suo approccio basato sull’auto-compassione, propone un altro approccio per affrontare il dolore, utilizzando la meditazione guidata RAIN, una pratica di auto-compassione. Il metodo RAIN include quattro fasi: Riconoscere, Permettere, Indagare e Nutrire (Recognize, Allow, Investigate, Nurture).
- La prima fase, Riconoscere, consiste nel notare cosa sta accadendo dentro di noi, identificando emozioni come paura, rabbia o auto-giudizio.
- Permettere significa accogliere queste emozioni così come sono, senza respingerle.
- La fase successiva è Indagare, che richiede curiosità e dolcezza. Ci si chiede: “Cosa sto credendo?” e si esplora il luogo del corpo dove si sente maggiormente la sofferenza. Mettendo una mano su quel punto, si respira con ciò che si sente, creando uno spazio di ascolto per le proprie vulnerabilità.
- L’ultima fase, Nutrire, implica offrire a sé stessi amore e compassione, con parole come: “Va bene, sei abbastanza. Sono qui, non me ne vado”. Questa fase può essere potenziata immaginando una fonte di amore che ci sostiene e lasciando entrare questo amore in profondità.

il metodo RAIN di Tara Brach per affrontare il dolore si basa su 4 fasi: Riconoscere, Permettere, Indagare e Nutrire.
Dopo la RAIN, si nota spesso un cambiamento nella qualità della nostra presenza: più apertura, più spazio, e una sensazione di gentilezza verso noi stessi. Tara Brach ci invita a riposare in questa consapevolezza gentile, riconoscendo che nulla è sbagliato in noi e che possiamo affrontare il dolore con amore e comprensione, trasformandolo in una fonte di guarigione.
In occasione del nostro ultimo incontro di pratica con la comunità Noi di Zen in the City, ho proposto proprio quel video di Thich Nhat Hanh e questa meditazione di Tara Brach, per offrire strumenti utili per affrontare il proprio dolore. La risposta dei presenti è stata molto positiva. Vuoi provare anche tu?
Il metodo RAIN è una delle dieci tecniche di meditazione che raccogliamo nella nostra guida.
Audio della meditazione guidata:
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