Pema Chödrön – Aprire la porta di casa a tutti, senza spalancarla

L’impegno a fare del bene agli altri è tradizionalmente noto come il sentiero del Bodhisattva, la via dell’eroe, il sentiero del guerriero spirituale le cui armi sono la gentilezza, la limpidezza e l‘apertura del cuore. Il termine tibetano per guerriero, pawo al maschile e pawmo al femminile, significa “colui o colei che coltiva l’audacia”. Come guerrieri in addestramento, coltiviamo il coraggio e la flessibilità per vivere nell’incertezza — con la tenera e palpitante sensazione d’ansia, di non avere niente a cui aggrapparsi — e dedicare la nostra vita a renderci disponibili a tutti, in ogni situazione.

L’impegno a prendersi cura degli altri viene spesso descritto come il voto a invitare tutte le creature senzienti a essere nostri ospiti. La prospettiva può spaventarci: vuol dire che tutti verranno a casa nostra, significa aprire la porta a tutti, non solo a quelli che ci piacciono o che hanno un buon odore o a quelli che riteniamo “perbene” ma anche ai violenti e ai confusi, a individui di ogni tipo, taglia, colore, a persone che parlano altre lingue, a soggetti con i più disparati punti di vista. Adempiere al secondo impegno vuol dire dare una festa della diversità nel soggiorno di casa, tutto il giorno per tutti i giorni, per sempre.

In un primo momento la maggior parte di noi non è pronta per un simile impegno: non siamo affatto disposti a saltare senza riserve in una tale assenza di fondamento. Ma se proviamo un intenso desiderio di alleviare la sofferenza, che cosa possiamo fare? Per prima cosa, possiamo invitare tutti e tenere la porta aperta, ma solo per poco. La teniamo aperta solo per l’arco di tempo in cui siamo attualmente in grado di farlo e ci diamo il permesso di chiuderla non appena cominciamo a sentirci troppo a disagio. Tuttavia la nostra aspirazione è sempre quella di riaprire la porta e tenerla aperta qualche istante di più.

Se metteremo in atto questa pratica, i risultati potranno essere sorprendenti. Aprendo la porta gradualmente, senza cercare di spalancarla di colpo, ci abituiamo a quella sensazione trepidante che sperimentiamo quando alla festa cominciano ad arrivare persone con cui non sappiamo bene come rapportarci. Invece di pensare: devo spalancare la porta altrimenti quello che faccio non va bene, partiamo con la forte intenzione di tenere aperta la porta e, a poco a poco, ci troveremo ad attingere a una riserva di forza interiore e coraggio di cui non avevamo mai sospettato l’esistenza.

Da: Pema Chödrön, Vivi nella bellezza. L’incertezza, il cambiamento, la felicità, Apogeo, 2013.

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pema chodron vivi nella bellezza
Viviamo in tempi difficili. A volte la vita rassomiglia a un fiume turbolento e impetuoso che minaccia di sommergerci e distruggere il mondo. Perché allora non dovremmo aggrapparci alla certezza della riva, ai nostri schemi consueti e alle nostre abitudini? Perché, come ci insegna Pema Chödrön, quell'attaccamento basato sulla paura ci impedisce di fare l'esperienza molto più soddisfacente del sentirci pienamente vivi. Di vivere nella bellezza, appunto.

Paolo Subioli

In questo libro consigliatissimo, Pema Chödrön ci dà molte indicazioni su come l’insegnamento buddhista sul non attaccamento può aiutarci veramente a superare la paura e goderci la vita.

[La foto è di temporalata]

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