Pema Chödrön – Come un rumore molesto può portarci al risveglio

L’atteggiamento del terzo impegno è quello di vivere in un mondo intrinsecamente buono, intrinsecamente risvegliato, e il nostro percorso consiste nel rendercene conto. In parole povere, a questo stadio la pratica richiede di rivolgervi alla vostra esperienza, nella sua totalità, e di non voltarle mai le spalle.

In primo luogo continuate a vivere secondo gli altri impegni. praticate la presenza mentale, continuando a ritornare esattamente lì dove vi trovate e a ciò che state sperimentando: il pavimento sotto i vostri piedi, il ginocchio che fa male, l’acqua calda che vi scorre sulle mani, l’aria invernale che vi punge gli occhi, il rumore dei martelli, il profumo del caffè.

Poi, a questo, aggiungete una sensazione di profondo apprezzamento per ognuno di quei momenti unici e preziosi, Potreste desiderare che gli operai smettano di martellare: vanno avanti tutto il giorno, ogni giorno, da un mese, e non ne potete à più. Ma passerà, e quando ci ripenserete un anno dopo vi sembrerà che il martellamento sia finito in un attimo. L’ascolto del martellamento è un’esperienza fugace e transitoria, e ogni volta in cui il martello picchia è un momento unico: non lo sentirete mai più risuonare in quello stesso modo.

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Non importa quanto ciò che udite vi irriti, ogni suono è degno della vostra attenzione. Quando lo ascoltate apprezzandolo, comincia a tirarvi fuori da voi stessi, fuori dal piccolo mondo egocentrico che si interessa solo all’io. Una volta che disporrete di questa genuina connessione con voi stessi e con il mondo, potrete cominciare a sperimentare lo stato di risveglio. All’improvviso avrete la sensazione di trovarvi in un vasto ambiente aperto con un illimitato spazio per respirare liberamente. È come se foste usciti da una tenda piccola, buia e mal aerata per ritrovarvi sull’orlo del Grand Canyon. È il luogo in cui si è semplicemente. Non è un luogo ultraterreno o etereo, non avete trasceso i normali dettagli della vostra vita, al contrario: siete finalmente entrati totalmente in contatto con essi, ed essi sono diventati un portale per quello che nella tradizione Vajrayana è chiamato il mondo sacro. Sacro non nel senso di religioso o santo, ma nel senso di prezioso, raro, fugace, fondamentalmente sincero e buono.

Da: Pema Chödrön, Vivi nella bellezza. L’incertezza, il cambiamento, la felicità, Apogeo, 2013.

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Vivi nella bellezza. L’incertezza, il cambiamento, la felicità

pema chodron vivi nella bellezza
Viviamo in tempi difficili. A volte la vita rassomiglia a un fiume turbolento e impetuoso che minaccia di sommergerci e distruggere il mondo. Perché allora non dovremmo aggrapparci alla certezza della riva, ai nostri schemi consueti e alle nostre abitudini? Perché, come ci insegna Pema Chödrön, quell'attaccamento basato sulla paura ci impedisce di fare l'esperienza molto più soddisfacente del sentirci pienamente vivi. Di vivere nella bellezza, appunto.
Paolo Subioli

In questo libro consigliatissimo, Pema Chödrön ci dà molte indicazioni su come l’insegnamento buddhista sul non attaccamento può aiutarci veramente a superare la paura e goderci la vita.

[La foto è di David Spreekmeester, Olanda]

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