Pema Chödrön – La nostra identità fissa

Lo scopo del percorso spirituale è quello di toglierci la maschera, di sfilarci la corazza. Quando questo accade, si ha l’impressione di una crisi, perché, di fatto, lo è: si tratta della crisi dell’identità fissa. Il Buddha ci ha insegnato che l’identità fissa è la causa della nostra sofferenza. Guardando più a fondo. Potremmo dire che la vera causa della sofferenza consista nell‘incapacità di tollerare l’incertezza e nel credere che sia del tutto sano, normale, negare la fondamentale assenza di fondamento della condizione umana.

L’aggrapparsi all’ego è il nostro modo di negare la realtà. Una volta che ci siamo costruiti l’idea fissa “questo sono io”, vediamo tutto come una minaccia o una promessa, o come qualcosa di cui non ci importa nulla. Nei confronti di tutto ciò che incontriamo, proviamo attrazione, repulsione o indifferenza, a seconda di quanto ciò rappresenti una minaccia all’immagine che abbiamo di noi stessi. L’identità fissa è la nostra falsa sicurezza, e la manteniamo filtrando tutta la nostra esperienza attraverso quest’angolazione. Quando ci piace qualcuno, di solito è perché ci fa sentire bene: non ci manda all’aria il viaggio, non disturba la nostra identità fissa, quindi diventiamo amici.

In genere, quando una persona non ci piace – non è sulla nostra lunghezza d’onda e quindi non vogliamo frequentarla – è perché mette in discussione la nostra identità fissa. Ci sentiamo a disagio in sua presenza perché non ci dà le conferme che desideriamo ricevere e così non possiamo funzionare come vorremmo. Spesso consideriamo le persone che non ci piacciono come nemici, ma di fatto costoro sono estremamente importanti per noi: sono i nostri più grandi maestri, messaggeri speciali che appaiono proprio nel momento in cui ne abbiamo bisogno per mettere in discussione la nostra identità fissa.

Da: Pema Chödrön, “Vivi nella Bellezza”, Urra Edizioni, 2013

Per approfondire:

ego

identità fissa

Pema Chödrön – Frasi, libri, biografia e testi in italiano

Vivi nella bellezza. L’incertezza, il cambiamento, la felicità

pema chodron vivi nella bellezza
Viviamo in tempi difficili. A volte la vita rassomiglia a un fiume turbolento e impetuoso che minaccia di sommergerci e distruggere il mondo. Perché allora non dovremmo aggrapparci alla certezza della riva, ai nostri schemi consueti e alle nostre abitudini? Perché, come ci insegna Pema Chödrön, quell'attaccamento basato sulla paura ci impedisce di fare l'esperienza molto più soddisfacente del sentirci pienamente vivi. Di vivere nella bellezza, appunto.

Paolo Subioli

In questo libro consigliatissimo, Pema Chödrön ci dà molte indicazioni su come l’insegnamento buddhista sul non attaccamento può aiutarci veramente a superare la paura e goderci la vita.

[La foto è di Laura, Usa]

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