Pema Chödrön – Il gusto come oggetto di meditazione

meditazione e gusto

Come il gusto e il cibo possono diventare strumenti di consapevolezza: un esercizio di meditazione sensoriale per tornare al momento presente e creare nuovi percorsi mentali.

Il gusto, o il cibo, è sempre un meraviglioso alleato per il risveglio. Spesso nei ritiri si comincia con un esercizio sul cibo. Questo è l’insegnamento di Thich Nhat Hanh e di altri insegnanti spirituali. Per esempio, il maestro invita a provare a mangiare uno spicchio d’arancia, prestando la massima attenzione al gusto e alla consistenza. E uno dei punti più interessanti che si possono osservare è che può essere piuttosto difficile distinguere tra gustare effettivamente – ossia avere un’esperienza diretta del gusto – e pensare al gusto. Il cioccolato è un ottimo esempio. Quante cose pensiamo sul cioccolato! Magari lo consideriamo come qualcosa di proibito che raramente ci permettiamo di mangiare, perché una volta che cercavamo di perdere peso qualcuno molto malizioso ci ha regalato una bella scatolina con tre cioccolatini. O forse abbiamo in mente un’idea del piacere che ci regalerà. E può darsi che il primo morso sia un’esperienza davvero diretta, perché è da molto tempo che non assaggi il cioccolato e lo adori. E poi passi al secondo cioccolatino, e ha inizio la spirale di tutto ciò che attribuisci al cioccolato o di cui lo investiti, e l’esperienza diretta si perde.

Una delle domande che mi vengono poste più spesso è: “Lavorare con le percezioni sensoriali mi sembra un po’ troppo per me, perché se qualsiasi cosa può essere considerata come oggetto di meditazione, mi sento in qualche modo spaesato, e sono costantemente spiazzato da tutto, anche se so che non è questo il punto”. Come risposta, ho notato che questa persona non aveva recepito appieno l’istruzione di ritornare, semplicemente ritornare all’oggetto della meditazione. Voglio ribadirlo, perché lavorando sul gusto, puoi effettivamente ritrovarti a divagare in un secondo. È davvero facile andare alla deriva. Di solito la prima esperienza è sempre nuova. Trungpa Rinpoche diceva sempre “primo pensiero, miglior pensiero” – anche se non c’è un pensiero. In questo caso, si tratta della sensazione del gusto. È un momento di freschezza. Se qualcuno mi dice: “Ani Pema”, e mi giro, questo è un momento di freschezza, e poi c’è il concetto della persona, o l’attesa di ciò che dirà, oppure “oh, no, con lui non ci voglio parlare”, o “ ah, che gioia, è proprio la persona che speravo di incontrare”. Primo momento, miglior momento. La nostra vita è piena di questi momenti perfettamente freschi, sapori perfettamente freschi.

Esercizio: Il gusto come oggetto

L’istruzione di base per lavorare con il gusto è semplicemente quella di rimanere sintonizzati con il gusto. Quando prendi un boccone di cibo (e ti consiglio di esercitarti con del cibo dal sapore semplice – magari una fragola o un chicco di uva passa), concediti di immergerti nel gusto – sperimenta il gusto. Non l’azione della masticazione. Non la consistenza del cibo. Semplicemente la sensazione del gusto. Quando ti accorgi di esserti distratto, basta ritornare indietro. Se cominci a pensare, non è un male o un errore. Basta semplicemente tornare alla consapevolezza del gusto. L’esercizio è essere pienamente presente al gusto. Dì a te stesso: “Beh, questo mi può servire per esercitarmi ad essere presente”. Non devo lasciarmi travolgere. Non devo sprofondare nelle emozioni, né tormentarmi con i pensieri. Non devo esasperare lo stress o la paura. Posso fermarmi e usare questo sapore come un sostegno per stabilizzare la mente, per rimanere presente, per tornare a un’esperienza fresca e diretta”.

Mingyur Rinpoche racconta di aver partecipato, una volta, a un esperimento di Mind and Life, promosso da Sua Santità il Dalai Lama, in cui i ricercatori hanno utilizzato le macchine per la risonanza magnetica con la TAC per poter vedere attraverso un grafico che cosa succede nella mente di un praticante. In questo modo i ricercatori hanno scoperto che quando facciamo le solite cose, quando la mente attiva il pilota automatico e veniamo trasportati via, persi nei nostri pensieri, oppure ci abbandoniamo alle emozioni, questo viene registrato nel cervello come un profondo solco. Ci sono come dei solchi che si formano con le abitudini, e diventano sempre più profondi ogni volta che facciamo la stessa cosa. Questa è la vera e propria spiegazione neurologica del perché è così difficile cambiare un’abitudine – perché ogni volta rendiamo il solco sempre più profondo.

Ma quando ci rendiamo conto di aver pensato, quando ci rendiamo conto di aver divagato, quando ci rendiamo conto di esserci persi nei pensieri e si forma quel vuoto – proprio quel riconoscimento apre un nuovo percorso neurologico. È come predisporsi a vedere il mondo con occhi nuovi, predisporsi a sintonizzarsi con la naturale spaziosità, freschezza e apertura del proprio essere e del mondo. E ogni volta che rivolgi la mente all’oggetto di una percezione sensoriale e sei presente – è la stessa cosa; si apre un percorso completamente nuovo.

Così, in un certo senso, in qualsiasi momento della tua vita, invece di rafforzare i vecchi schemi che ti renderanno sempre più difficile non solo evitare di continuare a farti guidare dal pilota automatico, ma anche di rinforzare le cause della sofferenza nella tua vita, puoi aprirti a un nuovo modo di vedere, che sui grafici si presenta come uno sblocco o un’apertura di nuovi percorsi neurologici. In altre parole, è qui che crei il tuo futuro. Le tue scelte creano il prossimo momento, la prossima ora, il giorno successivo, il mese successivo, l’anno successivo. Tutta la tua vita è determinata momento per momento dalle scelte che fai. E trovo che lavorare con le percezioni dei sensi sia un modo abbastanza efficace, e a volte anche gradevole, di esercitarsi affinché questi nuovi solchi possano formarsi.

Da: Pema Chödrön , “Come meditare: Guida pratica per fare amicizia con la propria mente”, Terra Nuova Edizioni, 2020.

Per approfondire:

Istruzioni complete per la pratica del mangiare consapevole

Pema Chödrön – Frasi, libri, biografia e testi in italiano

Consulta l’indice tematico per approfondire i temi trattati qui: come meditare, occhi aperti, vivere il presente.

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[La foto sulla meditazione del gusto è di Yan Krukau]
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