Eckhart Tolle – Non cercate la felicità

sorriso forzato

“Come stai?” “Benissimo, non potrei stare meglio.” Vero o falso?

In molte occasioni l’esser felice è un ruolo che la gente rappresenta mentre dietro alla facciata sorridente vi è un grande dolore. Sentirsi abbattuti, depressi e avere reazioni eccessive è comune quando si copre l’infelicità con un aspetto esteriore sorridente e bianchi denti brillanti, mentre invece vi è il mancato riconoscimento, a volte perfino con se stessi, di quanta infelicità vi sia.

“Benissimo” è un ruolo che l’ego interpreta più comunemente in Nord America che in altri paesi dove l’essere e apparire infelice è quasi la norma e persino più socialmente accettabile. È probabilmente un’esagerazione ma mi è stato detto che nella capitale di un paese del Nord si corre il rischio di essere arrestati per comportamento molesto se si sorride agli sconosciuti per strada.

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Se vi è in voi infelicità bisogna per prima cosa riconoscere che c’è. Ma senza dire: “Io sono infelice”. L’infelicità non ha niente a che vedere con chi siete. Dite invece: “Vi è infelicità in me» e dopo indagate. Può darsi che una situazione nella quale vi trovate abbia a che vedere con questo. Può essere necessario intraprendere un’azione per cambiare questa situazione o per riuscire a uscirne.

Se non vi è nulla che potete fare, affrontate quello che c’è e dite a voi stessi: “Bene, in questo momento le cose stanno così, posso accettarle o sentirmi infelice”. La causa primaria di infelicità sono i vostri pensieri sulla situazione, non è mai la situazione in sé. Siate consapevoli dei pensieri che avete. Separateli dalla situazione, che è sempre neutrale, che è sempre così come è. Vi è la situazione o il fatto e vi sono i miei pensieri a questo proposito. Invece di creare storie, state ai fatti. Per esempio “Sono rovinato” è una storia che vi limita e vi impedisce di intraprendere le azioni necessarie. “Mi sono rimasti cinquanta centesimi nel mio conto in banca” è un fatto. Guardare in faccia i fatti dà sempre potere. Siate consapevoli che quello che pensate crea in gran parte le emozioni che provate. Sentite la connessione fra i pensieri e le emozioni. E invece di essere i pensieri e le emozioni, siate la consapevolezza che vi è dietro.

Non cercate la felicità, se la cercate non la troverete perché cercare è l’antitesi della felicità. La felicità è sempre sfuggente, ma si può ottenere adesso la liberazione dall’infelicità, fronteggiando ciò che è invece di inventarvi delle storie. L’infelicità copre il vostro naturale stato di benessere e di pace interiore, la fonte della vera felicità.

Da: Eckhart Tolle, “Un nuovo mondo. Riconosci il vero senso della tua vita“, Mondadori, 2010.

Un nuovo mondo. Riconosci il vero senso della tua vita

Eckhart Tolle, Un nuovo mondo
Il messaggio di Eckhart Tolle è semplice e rivoluzionario: basta spegnere il rumore di fondo che affolla di pensieri la nostra mente, per abbracciare il presente liberi dell'ingombro del nostro ego. Il modello egocentrico di pensiero, l'eccessiva importanza data al nostro io, uno dei maggiori nemici. Se invece si vive nel momento, un nuovo mondo, davvero migliore e pieno di amore, diventa magicamente possibile.

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[La foto è di Very Quiet]
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