Questo esercizio consiste nel contemplare separatamente le nostre varie componenti, o aggregati (corpo, sensazioni, percezioni, formazioni mentali e coscienza) per trovarvi la dimensione del “non sé” (anattā).

(Se non sai o non ti ricordi il significato di alcuni termini, ti raccomandiamo prima di leggere i testi consigliati nei link di approfondimento)
Lo scopo di questa pratica è contemplare la dimensione del “non sé” (anattā) osservando ciascuno dei 5 aggregati: il corpo, le sensazioni, le percezioni, le formazioni mentali e la coscienza.
Forse, in base all’esperienza con le altre pratiche, hai un’idea di quale sia per te l’aggregato più facile da considerare come anattā (non sé) momento per momento. Se non ne sei sicuro/a, prenditi un po’ di tempo in meditazione per sperimentare e scoprirlo. Altrimenti, una buona scelta di solito è iniziare con le sensazioni corporee.
Per tutta la sessione di meditazione, o per una parte consistente, esercitati a sostenere la visione di questo aggregato come “non io, non mio”.
Nota come ci si sente quando si lascia andare.
Quando da questo modo di vedere scaturisce una sensazione come la pace o la liberazione, potresti:
- prenderne atto, continuando a considerare i fenomeni scelti come anattā;
- oppure, provare a considerare anche l’esperienza stessa come anattā;
- oppure, esercitarti a riposare nell’esperienza, a goderne appieno e a imparare a consolidarla, portando così la mente in uno stato di profonda calma interiore (samādhi).
Una volta che sei in grado di sostenere la visione di quell’aggregato scelto come non sé, e provi un senso di libertà nel farlo, aggiungi alla contemplazione un altro aggregato, o un elemento di un aggregato (ad esempio l’udito nell’ambito delle sensazioni), praticando finché anche questo tipo di contemplazione possa essere sostenuto nella visione.
Gradualmente, potrai aggiungere sempre di più. Puoi lavorare con uno qualsiasi dei fenomeni per volta, oppure includere in questo modo di guardare una gamma prestabilita di fenomeni e lavorare con una consapevolezza più ampia.
Non sentirti obbligato/a a lavorare in modo sistematico con tutti e 5 gli aggregati. Però assicurati che tutti i fenomeni siano inclusi, utilizzando l’elenco degli aggregati semplicemente come lista di controllo.
Nota come il rilascio dell’identificazione influisce sul senso di sé.
Dopo aver acquisito una certa familiarità con questa pratica, inizia a prestare attenzione anche ai modi in cui la visione dei fenomeni come anattā influisce su altri aspetti della percezione dell’esperienza.
Da: Rob Burbea, “Seeing That Frees: Meditations on Emptiness and Dependent Arising“, Hermes Amāra, 2015.
Link di approfondimento
Consulta le seguenti risorse per saperne di più sui vari termini citati in questo esercizio:
