Norman Fischer propone la semplice pratica meditativa di essere presenti a ciò che siamo, alla vita che scorre in noi e che guida ogni nostro passo. È la base di tutte le preghiere, i rituali, e le osservanze in ogni tradizione spirituale.

Tornate a voi stessi, al vostro vero sé; al respiro, al corpo, alle sensazioni: allo spazio e al tempo. Inspirate con consapevolezza, espirate con consapevolezza. Concedetevi di essere liberi e aperti a ciò che sorge in voi, senza cercare nulla, senza sperare nulla, senza giudicare nulla, ma anche senza negare nulla. E anche se sorge il cercare, lo sperare e il giudicare, non preoccupatevi e non opponetevi. Lasciate che tali sentimenti siano presenti in maniera libera e aperta, mentre respirate e dimorate esattamente dove siete.

Questa semplice pratica meditativa – il semplice essere presenti a ciò che siamo, alla vita che scorre in noi e che guida ogni nostro passo, se glielo permettiamo – costituisce l’esercizio contemplativo di base. Tutte le preghiere, i rituali, e le osservanze vengono da essa. Sentitelo ora. O aggiungetela alla vostra pratica, se consiste in petizioni per aiuto o a sostegno di qualcuno.

Ricordate che ogni qualvolta siete pienamente presenti, consapevoli del vostro corpo e del vostro respiro, della vostra preghiera, della recitazione o del rituale, state tornando all’originale equilibrio che è sempre stato dentro di voi. Il viaggio spirituale è difficile da comprendere. Impossibile da fissare. Alle volte è pericoloso e suscita una gran paura. Ma quando tornate a voi stessi (e, se siete fortunati, alla comunità di persone, vicine o lontane, vive o morte, con le quali condividete il viaggio) sarete protetti. Il vento può soffiare, la vostra mente può infuriarsi, ma voi starete bene. Inspirate ed espirate tale realtà. Percepite la forza che infonde.

Da: Norman Fischer, “Tornare a casa. Un commento zen all’Odissea“, Edizioni La Parola, 2010.

Temi di questo esercizio: essere isola per se stesso | vivere il presente |
Autore: Norman Fischer |
Immagine di copertina: André Derain, Madame Matisse au kimono (part.), 1905
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