2 meditazioni guidate per fare pace con se stessi

fare pace con se stessi

Che significa fare pace con se stessi? Siamo per caso in guerra? La risposta è diversa per ciascuno di noi. Ma tutti dovremmo sapere per esperienza diretta che la causa principale della nostra sofferenza siamo noi stessi. Dunque fare pace con se stessi significa innanzi tutto guardarsi dentro per individuare ciò che ci fa soffrire maggiormente.

In questo articolo vedremo brevemente cosa significa fare pace con se stessi, per poi passare a come fare pace con se stessi. Lo faremo con l’aiuto di due meditazioni guidate.

Che significa fare pace con se stessi

Il problema della sofferenza interiore che ciascuno di noi si porta dentro deriva principalmente dall’infanzia. Non c’è bisogno di essere psicologi per sapere che le esperienze vissute durante i primi anni di vita sono determinanti per il nostro comportamento durante tutto il resto dell’esistenza. Tra di noi, c’è chi nell’infanzia ha sofferto moltissimo, vivendo perfino eventi traumatici, e chi meno. Perfino chi ha avuto un’infanzia felice si porta dietro un bagaglio più o meno pesante di incomprensioni, mancanza di affetto, solitudine, paura di essere abbandonati. È difficile pensare un’infanzia priva di sofferenza. E i genitori sono sempre, per definizione, dei principianti, che commettono errori facilmente o tendono a perpetuare le situazioni negative che hanno già vissuto. E noi tutti tendiamo a ripercorrere i meccanismi che abbiamo vissuto durante l’infanzia, il più delle volte senza saperlo.

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Per descrivere questo meccanismo, Thich Nhat Hanh usa l’immagine efficace del “bambino interiore“. Ecco come la descrive in un libro che si intitola proprio “Fare pace con se stessi“:

In ciascuno di noi c’è una piccola bambina o un piccolo bambino che soffre. Da piccoli, tutti abbiamo trascorso momenti difficili e molti hanno subito traumi. Spesso, cerchiamo di dimenticare i periodi dolorosi per proteggerci e difenderci da future sofferenze. Ogni volta che entriamo in contatto con l’esperienza della sofferenza, crediamo di non poterla sopportare e ricacciamo sentimenti e ricordi giù, in fondo al nostro inconscio. Forse non ci curiamo da diversi decenni di quel bambino dentro di noi.

Questo bambino interiore è presente in ogni cellula del nostro corpo, dice Thich Nhat Hanh. Quei ricordi fondamentali non se ne sono mai andati. Ma noi siamo sempre occupati con tante attività e preoccupazioni che ci distolgono dal guardarci dentro con attenzione. Il bambino non lo vediamo proprio. Meno lo vediamo, più il bambino piange. Soffriamo e non sappiamo perché.

Se riusciamo a vedere il bambino o la bambina in noi che soffre, abbiamo la possibilità di riconoscerlo, ascoltarlo e abbracciarlo. È la strada per la guarigione, per fare pace con se stessi.

Questa è la teoria. Adesso vediamo come fare in pratica.

Come fare pace con se stessi

Fare pace con se stessi non è un atto da compiere una tantum, come un trattato di pace tra due stati. Come l’accordo che speriamo presto sigleranno Russia e Ucraina per porre fine alla guerra. Quello di fare pace con se stessi è un lavoro molto lungo, che può anche prendere la vita intera. O per lo meno, quella parte di vita che ci rimane da vivere dal momento in cui abbiamo preso consapevolezza della necessità di fare la pace con noi stessi.

Ci sono molti modi per prenderci cura della nostra sofferenza e del bambino interiore, che se ne sta sempre lì a piangere perché nessuno si prende cura di lui o di lei. Io qui ne propongo due tra i tanti possibili. Sono due modi indiretti, che non agiscono tanto sul bambino in sé, quanto sul nostro modo di relazionarci con noi stessi e con il resto del mondo. Ve li propongo sotto forma di meditazioni guidate. Perciò potete usarle in vari modi:

  • praticare ascoltando l’audio;
  • prendere il testo come spunto per una meditazione personale;
  • usare il testo per proporre queste meditazioni al vostro gruppo di pratica, ai vostri allievi o ai vostri pazienti, se siete persone che usano la meditazione nella propria professione.

Le due meditazioni guidate scaturiscono da una lezione del corso “Meditazione e poesia“, che ho tenuto nell’ambito di Zen in the City. Chiunque si iscrive al sito come Praticante può seguire questo e gli altri corsi tramite le registrazioni video rese disponibili.

Meditazione guidata di amore per se stessi

Così come siamo, continuamente presi dal confronto con gli altri, non riusciamo mai abbastanza ad apprezzare le nostre vere qualità. Diamo tutto per scontato, e ci concentriamo solamente sulle cose che non vanno, su quelli che consideriamo i nostri “limiti”.

Se non ci si riesce ad apprezzare per quello che si è, come si fa a fare pace con se stessi? Una volta qualcuno ha chiesto pubblicamente a Thich Nhat Han: “Come faccio ad amarmi?”. La sua risposta – che potete vedere in questo video – non è per niente scontata. Ne ho tratto una meditazione guidata di cui riporto di seguito il testo. La ritengo utile per avviarsi su una strada di maggiore apprezzamento delle proprie qualità.

La meditazione guidata inizia con esercizi di respirazione per accogliere e rilassare il corpo. Il focus è sul “qui ed ora”, unendo mente e corpo in un momento presente. Si esplora il corpo come un “capolavoro del cosmo”, riconoscendo la presenza degli antenati e l’interconnessione con l’universo. Si sottolinea l’importanza di non dare per scontato il proprio corpo, celebrandolo come un dono complesso e meraviglioso. L’atto finale è un ritorno alla respirazione, con una sensazione di gratitudine e connessione sia con la natura che con l’universo. La pratica si chiude sottolineando come questa consapevolezza possa portare guarigione e nutrimento.

Di questa meditazione guidata è disponibile il file audio per gli iscritti a Zen in the City come Praticante. L’iscrizione come Praticante comporta un costo molto modesto, peraltro preceduto da un mese di prova gratuito. La puoi effettuare da questa pagina.

Di seguito, ecco il file MP3 da ascoltare.

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Meditazione guidata per Fare Pace con ciò che c’è

Fare pace con se stessi è difficile anche a causa del modo in cui approcciamo qualsiasi fenomeno con il quale abbiamo a che fare. Ci lamentiamo (giustamente) della violenza di un regime fascista come quello di Putin che attacca uno stato sovrano per imporre le proprie regole del gioco. Ma dobbiamo capire che anche i conflitti e le violenze più macroscopiche hanno la propria origine nella mente e nel cuore umani. In ognuno di noi c’è l’Ucraina e c’è Putin. Dobbiamo cercare in noi stessi le radici del conflitto e liberarcene.

Le radici del conflitto sono nella nostra propensione a non voler accettare la realtà, quando non risponde alle nostre aspettative. Siamo sempre in lotta con ciò che vorremmo fosse diverso: la società, il nostro lavoro, il partner, i genitori, i figli, noi stessi. Per passare dalla lotta alla pace – come ci insegnano anche le guerre – a un certo punto bisogna smettere di lottare e scendere a patti. Non rifiutare, ma comprendere la situazione e cercare di capire qual è la cosa migliore da fare.

Questa meditazione è un esercizio per imparare a vedere la nostra reattività e lasciarla andare, per poter trovare la risposta di volta in volta più appropriata.

La meditazione guidata esplora il nostro rapporto con le sensazioni spiacevoli e piacevoli, evidenziando come spesso reagiamo in modo avversativo a ciò che percepiamo. L’obiettivo è “fare pace con quello che c’è”, accettando tutte le emozioni, pensieri e sensazioni del momento. Il primo passo è riconoscere che molte di queste sensazioni sono inevitabili, il risultato di cause e condizioni fuori dal nostro controllo. Invece di reagire impulsivamente, la meditazione ci invita a riflettere sulla risposta più saggia da dare. Estende poi questo concetto alle varie sfere della vita, dalle relazioni famigliari alla situazione lavorativa, e persino ai nostri sentimenti nei confronti di noi stessi. L’idea centrale è che fare pace con il momento presente è il primo passo per affrontare con saggezza e serenità le sfide della vita.

Di questa meditazione guidata è disponibile il file audio per gli iscritti a Zen in the City come Praticante. L’iscrizione come Praticante comporta un costo molto modesto, peraltro preceduto da un mese di prova gratuito. La puoi effettuare da questa pagina.

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[L’immagine su fare pace con se stessi è un fotomontaggio di una foto di Ron Lach e una di Lum3n]

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Paolo Subioli

Insegno meditazione e tramite il mio blog Zen in the City propongo un’interpretazione originale delle pratiche di consapevolezza legata agli stili di vita contemporanei.

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