Il Buddha era vegetariano? Non proprio, perché preferiva un’Etica Situazionale

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2 risposte

  1. Ale ha detto:

    E’ decisamente fuorviante parlare di etica situazionale, dà l’idea di un’etica flessibile e che varia a seconda delle circostanze. A mio avviso, ciò che i talebani delle tavole delle leggi o semplicemente chi necessita di una morale universale valida sempre e in ogni tempo non comprendono, è che il Buddha pone in cima l’etica non precetti morali. La differenza è molto importante: l’etica produce principi e responsabilità, la morale valori e comportamenti obbligati. I valori della morale si adattano ad una cultura, ad una data società ma sono sempre cangianti nel tempo. Qualcuno però li vorrebbe immutabili, così come i comportamenti che ne conseguono.
    Cosa risponderebbe il Buddha di fronte ad un comandamento quale “Non uccidere”? Che è sbagliato in principio? No di certo ma essendo un precetto non può valere sempre e comunque. Se io uccido senza volerlo un uomo che aggredisce la mia ragazza con il solo fine di difenderla sto agendo contro il precetto morale, ma ho applicato un principio etico di fare la cosa giusta: difendere le persone a cui si vuol bene. Mi assumo la responsabilità delle mie azioni Ho fatto un danno ma ho rispettato la mia idea di giustizia.
    Se io muoio di fame e mi offrono della carne e io la mangio, vado contro il precetto morale del non mangiare carne, ma seguo il principio del rispetto per la vita. Il Buddha, tra l’altro, muore proprio così: accettando la carne (scopertasi poi avariata) per premura nei confronti dell’uomo che gliel’ha offerta.
    Insomma l’etica, i principi del Buddha sono l’amore, la protezione, la premura, non si tratta di etica situazionale. L’etica non dice cosa fare come la morale, ma pone come dei riferimenti che vanno poi declinati a secondo del tempo, del modo, e sì della situazione. Si potrebbe forse dire che l’etica è sempre situazionale perché non ci dice mai come dovremmo comportarci, ci dà solo una bussola.

    Se Devadatta preferisce rifiutare carne offertagli da un generoso cittadino preferisce anteporre la regola, la legge, al rispetto dell’atto generoso. In molte culture rifiutare il cibo offerto è considerato peraltro gesto molto offensivo. Trovo che l’insegnamento del Buddha non sia facilmente comprensibile da chi cerca risposte sociali o ideologiche, come se il buddhismo fosse un movimento marxista o hippy. E, purtroppo, nel buddhismo secolarizzato c’è questa tendenza e non solo in quello. Si avvicinano persone di tendenze progressiste, ambientaliste, etc che vedono nel buddhismo una sorta di cristianesimo dal volto accettabile. Anche in India il suo revival degli ultimi 2 secoli è stata determinato più da una volontà di riscossa delle caste degli intoccabili contro il sistema indù che da una conversione spontanea. Certo che poi ci sia stata e che sia stata sincera nessuno lo dubita, ma così è.

    Lungo pippone molto critico solo per esprimere un personalissimo punto di vista.

    Grazie,

    Buona serata!

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