Jiddu Krishnamurti – Saper ascoltare

saper ascoltare

Saper ascoltare per Krishnamurti è un aspetto chiave di un percorso di liberazione. Bisogna imparare a vedere quanto la mente ostacola il vero ascolto con il proprio desiderio di possesso.

Saper ascoltare

Vi siete mai seduti in silenzio senza fermare l’attenzione su una cosa qualsiasi, senza fare il minimo sforzo per concentrarvi, con una mente davvero calma? Se lo fate, potete ascoltare i rumori lontani e quelli vicinissimi a voi: siete in contatto coi suoni. Allora state veramente ascoltando. La vostra mente non si limita a funzionare attraverso un solo insufficiente canale. Quando ascoltate in questo modo, con grande tranquillità, senza sforzo, scoprite che dentro di voi avviene un cambiamento straordinario, un cambiamento che non dipende dalla vostra volontà e che si produce senza che voi lo chiediate; ed è un cambiamento che porta con sé l’immensa bellezza di una percezione profonda.

Ascoltare senza schermi

Come ascoltate? Ascoltate attraverso le vostre proiezioni, le vostre ambizioni, i desideri, le paure, le angosce? Ascoltate solo quello che volete sentire, solo quello che vi soddisfa o che vi lusinga? Ascoltate solo quello che vi conforta e che attenua momentaneamente la vostra sofferenza? Se ascoltate attraverso lo schermo dei vostri desideri, è ovvio che state ascoltando solo la vostra voce: state ascoltando solo i vostri desideri. Ma esiste un altro modo di ascoltare? Non è forse importante scoprire come si possa ascoltare, non solo quello che dicono gli altri, ma qualunque cosa: il rumore della strada, il cinguettio degli uccelli, lo sferragliare del tram, il fragore delle onde, la voce di vostro marito o di vostra moglie o quella dei vostri amici, il pianto di un bambino? Ascoltare diventa importante quando smettiamo di proiettare i nostri desideri. Possiamo mettere da parte tutti gli schermi che ci impediscono di ascoltare veramente?

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Il rumore delle parole

Ascoltare è un’arte che non è facile acquisire, ma che porta con sé bellezza e comprensione profonda. Ascoltiamo dalle profondità del nostro essere, ma il nostro ascolto è sempre alterato da preconcetti o dai nostri particolari punti di vista. Non siamo capaci di ascoltare direttamente, con semplicità; in noi l’ascolto avviene sempre attraverso lo schermo dei nostri pensieri, delle nostre impressioni, dei nostri pregiudizi…

Per poter ascoltare ci deve essere calma dentro di noi, un’attenzione distesa, e non deve esserci il minimo sforzo tendente ad acquisire qualcosa. Questo stato vigile e tuttavia passivo è in grado di ascoltare quello che è al di là dei significati delle parole. Le parole portano confusione; sono solo un mezzo di comunicazione esteriore, ma per trovarsi al di là del rumore delle parole è necessario ascoltare in uno stato di vigile passività. Coloro che amano sono capaci di ascoltare, ma è estremamente raro trovare chi sia capace di farlo. La maggior parte di noi è troppo occupata a raggiungere degli obiettivi, a ottenere dei risultati; stiamo sempre cercando di andare oltre, di conquistare qualcosa, così non siamo in grado di ascoltare. Solo chi ascolta veramente può cogliere la melodia delle parole.

Non lasciate spazio al pensiero

Avete mai ascoltato il canto di un uccello? Per poter ascoltare, la mente deve essere calma, una calma che non c’entra nulla col misticismo. Io vi parlo e voi, se volete ascoltarmi, dovete stare in silenzio; non potete farvi ronzare nella testa le idee più diverse. Quando guardate un fiore, guardatelo senza dargli un nome, senza classificarlo, senza stabilire a quale specie appartenga; solo così potete guardarlo veramente. Ma farlo è una delle cose più difficili, proprio come è estremamente difficile saper ascoltare: ascoltare un comunista, un socialista, un politico, un capitalista; oppure vostra moglie, i vostri figli, il vostro vicino, il conducente dell’autobus, il canto di un uccello. Potete ascoltare con estrema semplicità solo quando non date spazio a un’idea o a un pensiero: allora può esserci contatto diretto; e quando siete in contatto, capite se quello che vi dicono è vero o falso. Non avete bisogno di discutere.

Ascoltare se stessi

INTERLOCUTORE: Mentre l’ascolto, mi sembra di capire; ma quando vado via, anche se cerco di mettere in pratica quello che lei ha detto, ho la sensazione di non riuscire più a capire.

KRISHNAMURTI: Voi non state ascoltando chi vi parla, state ascoltando voi stessi. Se pretendeste di ascoltare chi vi parla, lo fareste diventare la vostra guida, la vostra via alla comprensione, e questo sarebbe orribile, sarebbe un’abominevole assurdità perché avreste creato la gerarchia dell’autorità. Quindi quello che fate qui e ascoltare voi stessi. State osservando il quadro che chi vi parla sta dipingendo e questo quadro siete voi, è il vostro quadro; non è il quadro di chi vi parla.

Se vi e chiaro che state guardando voi stessi, potreste dire: “Bene, mi vedo esattamente come sono e non voglio modificare proprio nulla”. Allora tutto finisce lì. Ma se dite: “Mi vedo esattamente come sono e qualcosa deve cambiare”, allora cominciate a lavorare basandovi sulla vostra comprensione, e questa è una cosa del tutto diversa dal cercare di mettere in pratica quello che dice chi vi parla. Se, mentre ascoltate chi vi parla, vi rendete conto che in realtà state ascoltando voi stessi, da questo ascolto proviene una chiarezza che è sensibilità e la mente diventa forte, vigorosa. Non ha bisogno di obbedire, ne di opporre resistenza, e si riempie di un’intensa vitalità. Solo un essere umano che possiede una mente simile può creare una nuova generazione, un nuovo mondo.

Da: Jiddu Krishnamurti, “Il libro della vita. Meditazioni quotidiane“, Il Punto d’Incontro, 2016.

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[La La foto su saper ascoltare è di Oleksandr Pidvalnyi, Ucraina]

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