Perché pubblichiamo brani di Osho senza vergognarcene

osho e turner

I brani di Osho pubblicati su Zen in the City non piacciono a tutti, lo so, perché Osho è un personaggio controverso. Ma aver visto il bellissimo film Turner, in questi giorni al cinema, mi ha rafforzato nell’idea che sì, pubblicare brani di Osho può essere più che accettabile.

Cominciamo da Turner. Il film di Mike Leigh offre una panoramica dell’ultima parte della vita del grande pittore inglese William Turner (1775-1851), considerato precursore dell’impressionismo e padre del paesaggio moderno. Turner è un artista che è difficile non apprezzare, perché pur essendo vissuto due secoli fa, ci appare straordinariamente moderno. Ma forse ciò che ci tocca di più è la sua capacità di interpretare in pieno lo spirito del romanticismo, specie in quanto predilezione per tutto ciò che è in grado di emozionare.

Nella vita privata Turner non era altrettanto “romantico”. Se la ricostruzione storica del film è fedele, il pittore ha fatto molto soffrire le donne con cui è entrato in relazione. Specie la persona che gli ha dato due figlie, di cui non si è mai voluto occupare e di cui negava persino l’esistenza. Uno stronzo, si direbbe oggi semplificando. Ma di artisti e personaggi illustri egocentrici, egoisti, cinici, crudeli, perfino pedofili, è piena la storia contemporanea. Che dire dell’antisemita Louis-Ferninand Céline, autore di indimenticabili romanzi? E dell’illuminista Jean-Jacques Rousseau, che pur essendo precursore della pedagogia moderna ha abbandonato tutti i suoi cinque figli in un orfanatrofio? Potremmo parlare anche del grande poeta Paul Verlaine, che in un eccesso di gelosia e rabbia sparò due colpi di pistola ad Arthur rimbaud. Ma la lista di artisti poco raccomandabili è troppo lunga e arriva ai giorni nostri. Di tutti loro non smettiamo di apprezzare le opere, per quello che ci possono dare.

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Veniamo a Acharya Rajneesh, noto come Osho (1931-1990), il santone indiano più seguito e più criticato della storia. Osho ha avuto un enorme successo in tutto il mondo e i suoi libri hanno scalato le classifiche dei best-sellers, per via del suo originale mix di spiritualità orientale, condito con uno spirito fortemente liberatorio e anticonformista e da uno “sdoganamento” della sessualità senza eguali, in ambito spirituale. Il suo centro di Pune è oggi una delle maggiori attrattive turistiche dell’India. Ma leggere la biografia di Osho fa abbastanza rabbrividire, e non solo per la sua collezione di Rolls Royce. L’insieme dei suoi insegnamenti, d’altro canto, costituisce un’eredità indubbiamente importante e tra i suoi numerosi libri possiamo trovare ogni tanto cose davvero interessanti, a mio parere. Quanto meno utili.

Non voglio esprimere un giudizio complessivo su Osho come persona, né su alcun altro. Il suo karma (insieme dei pensieri, parole e azioni nel corso della vita) ha prodotto molti effetti nel mondo, positivi e negativi. Includere i suoi testi tra ciò che vale la pena leggere trovo che, dopo tutto, sia non molto diverso dal visitare un museo senza coprirsi gli occhi quando si transita di fronte a un quadro di Turner.

Già che ci sei:

Osho – Frasi, libri e testi scelti in italiano

[L’immagine è un fotomontaggio di due immagini tratte entrambe da Wikipedia]

Libri di Osho

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5 risposte

  1. GianCarla ha detto:

    Sono completamente d’accordo con te Paolo e già abbiamo avuto modo di trovarci sulla sessa onda ….

  2. Vito ha detto:

    Indubbiamente Osho è stato un grandissimo maestro. L’acutezza del suo pensiero rimane, a mio parere, insuperata tra i maestri dell’era moderna. Certe preclusioni nei suoi confronti fanno sinceramente sorridere e rimarcano un atteggiamento un po’ puerile nei confronti della scienza dello spirito, da parte di chi non può fare a meno di santi od eroi da idealizzare. È come se di un determinato scienziato, di un Einstein ad esempio, non si volesse accettare o sentir parlare della legge della relatività, solo perché all’improvviso veniamo a scoprire degli aspetti caratterialmente o moralmente deplorevoli della sua persona. È sempre un grave errore e fortemente limitante confondere l’uomo col suo genio e la sua creazione. Personalmente non ho e non voglio maestri da venerare. Apprezzo la lettura e le mirabili intuizioni del maestro Osho e non mi curo di giudicare alcune sue debolezze umane (come le Rolls-Royce) o alcune sue opinioni sulla liberazione sessuale che, come possiamo facilmente immaginare, si sono prestate a facili distorsioni.

  3. mainato ha detto:

    Caro Paolo, grazie per aver pubblicato brani di Osho, l’ultimo (dopo secoli di assenza) maestro che veniva dalla terra del Buddha e che scelse di insegnare in America ad un
    pubblico di “figli dei fiori”, attirandosi con le sue provocazioni nei confronti dello stile di vita americano e dei suoi miti (ad es.: la flotta delle Rolls, l’oggetto status symbol impietosamente banalizzato) le attenzioni del Dipartimento di Stato.
    Indubbiamente Osho ha uno stile poco ortodosso, se confrontato con altri maestri del
    suo tempo emigrati in occidente, e spesso i suoi libri, trascrizioni di incontri e conferenze,
    denunciano una stesura poco curata. Ma grande è il merito di aver popolarizzato maestri come Tilopa, Milarepa, Bodhidharma ed i sutra della Prajna Paramita.
    Mi aspetterei dunque che Zen in the City si focalizzasse anche su queste figure del
    Buddhismo, magari non trascurando Macgig Labdron, la prima donna nel Buddhismo
    che, dall’anno 1000 ci manda un insegnamento unico su come recidere le radici
    dell’orgoglio.
    Grazie e buon lavoro con un loto.

    Mainato

    come Tilopa, Milarepa, Bodhidarma,
    )
    le attenzi

  4. Umberto ha detto:

    Apprezzo il tuo punto di visto e lo condivido pienamente. Grazie per l’immane lavoro di diffusione!

  1. 17 Gennaio 2021

    […] L’altra docuserie Netflix utile per esercitarci nell’equanimità e nel non giudizio è Wild Wind Country, che narra le vicende di Bhagwan Shree Rajneesh, meglio noto come Osho. Il guru indiano conta molti convinti sostenitori, tra i lettori di questo sito, ma anche dei critici, a causa del suo stile di vita piuttosto contraddittorio, simboleggiato dal suo possesso di un gran numero di lussuose Rolls Royce. Io stesso fui criticato per il fatto di pubblicare suoi brani e i sentii in obbligo di rispondere con un articolo ad hoc. […]

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