Perché pubblichiamo le letture di Osho

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3 Risposte

  1. GianCarla ha detto:

    Sono completamente d’accordo con te Paolo e già abbiamo avuto modo di trovarci sulla sessa onda ….

  2. Vito ha detto:

    Indubbiamente Osho è stato un grandissimo maestro. L’acutezza del suo pensiero rimane, a mio parere, insuperata tra i maestri dell’era moderna. Certe preclusioni nei suoi confronti fanno sinceramente sorridere e rimarcano un atteggiamento un po’ puerile nei confronti della scienza dello spirito, da parte di chi non può fare a meno di santi od eroi da idealizzare. È come se di un determinato scienziato, di un Einstein ad esempio, non si volesse accettare o sentir parlare della legge della relatività, solo perché all’improvviso veniamo a scoprire degli aspetti caratterialmente o moralmente deplorevoli della sua persona. È sempre un grave errore e fortemente limitante confondere l’uomo col suo genio e la sua creazione. Personalmente non ho e non voglio maestri da venerare. Apprezzo la lettura e le mirabili intuizioni del maestro Osho e non mi curo di giudicare alcune sue debolezze umane (come le Rolls-Royce) o alcune sue opinioni sulla liberazione sessuale che, come possiamo facilmente immaginare, si sono prestate a facili distorsioni.

  3. mainato ha detto:

    Caro Paolo, grazie per aver pubblicato brani di Osho, l’ultimo (dopo secoli di assenza) maestro che veniva dalla terra del Buddha e che scelse di insegnare in America ad un
    pubblico di “figli dei fiori”, attirandosi con le sue provocazioni nei confronti dello stile di vita americano e dei suoi miti (ad es.: la flotta delle Rolls, l’oggetto status symbol impietosamente banalizzato) le attenzioni del Dipartimento di Stato.
    Indubbiamente Osho ha uno stile poco ortodosso, se confrontato con altri maestri del
    suo tempo emigrati in occidente, e spesso i suoi libri, trascrizioni di incontri e conferenze,
    denunciano una stesura poco curata. Ma grande è il merito di aver popolarizzato maestri come Tilopa, Milarepa, Bodhidharma ed i sutra della Prajna Paramita.
    Mi aspetterei dunque che Zen in the City si focalizzasse anche su queste figure del
    Buddhismo, magari non trascurando Macgig Labdron, la prima donna nel Buddhismo
    che, dall’anno 1000 ci manda un insegnamento unico su come recidere le radici
    dell’orgoglio.
    Grazie e buon lavoro con un loto.

    Mainato

    come Tilopa, Milarepa, Bodhidarma,
    )
    le attenzi

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