La consapevolezza del corpo nella meditazione seduta

Nella meditazione seduta, portare consapevolezza alle sensazioni corporee, partendo dalla base del corpo, aiuta a sviluppare presenza mentale e concentrazione, trasformando il corpo in un flusso di percezioni mutevoli.

Percorrere con chiara consapevolezza il corpo dalla testa ai piedi durante la meditazione seduta può essere considerata la presenza mentale della posizione seduta. Possiamo fare la stessa cosa in tutte le posizioni (seduti, in piedi, camminando e distesi), ma per il momento iniziamo da questa. Ci sono molti modi di procedere, vediamone alcuni.

Il modo più semplice consiste nel percorrere con la consapevolezza la posizione seduta. Si può prendere consapevolmente la nota mentale “sedere”, relativa alle forze che mantengono il corpo eretto nella posizione seduta. Vi sono molte di queste forze, e spesso anche tensioni collegate alla struttura dello scheletro e muscolare. Le più evidenti sono le tensioni alla schiena, soprattutto nell’area lombare. A partire da questa area possiamo osservare anche le forze in altre aree, come spalle, bacino e gambe. Questa osservazione viene alternata alla sensazione del “contatto”, cioè i punti di contatto della superficie del corpo. Trattandosi di un’area molto estesa, l’area più evidente è la base del corpo (glutei, gambe), perché è qui che preme il peso del corpo. L’osservazione di questa area rivelerà molte sensazioni, che potremo ritrovare anche in altre parti del corpo.

Spesso si inizia con la nota mentale “sedere” e “contatto”, e i punti di contatto si possono aumentare gradualmente. Tradizionalmente sono elencati oltre 40 punti di contatto.

Si può praticare con moltissime variazioni. Ad esempio, si può notare: “sedere, punto di contatto numero uno, sedere, punto di contatto numero due…”; oppure: “sedere, punto uno, punto due, punto tre…”. Le combinazioni sono infinite. Se ci riusciamo, abbiamo preso lo slancio; non c’è più spazio per permettere alle distrazioni di insinuarsi, e la concentrazione può essere considerevole.

Punti di contatto nella meditazione seduta

Punti di contatto nella meditazione seduta

Ricordate che non si tratta soltanto di mantenere la mente concentrata, ma di riuscire ad essere davvero consapevoli delle sensazioni corporee e osservarle con una chiara percezione delle qualità degli elementi materiali.

Per questo l’approccio suggerito da questo libro consiste nel percorrere il corpo nelle due direzioni con chiara presenza mentale. Ogni volta che la consapevolezza raggiunge la base del corpo (gambe, glutei, palmo delle mani), le sensazioni vengono notate e osservate. Ciò accresce la sensibilità per le sensazioni nelle altre parti del corpo visitate dalla consapevolezza che risale verso l’alto o che cambia area.

movimento dell'attenzione consapevole

Il movimento dell’attenzione consapevole

Dopo un po’ di tempo, le sensazioni diventano moltissime e il corpo inizia a perdere i suoi contorni e la sua forma rigida. Lo percepiamo come una massa di sensazioni mutevoli, come onde e correnti che sono flussi di energie. Alcuni punti possono risaltare in modo particolare e possiamo rimanere più a lungo su di essi. Questa è una differenza con l’osservazione praticata in altre tradizioni meditative (Goenka), in cui si percorre lentamente il corpo parte per parte, a volte fermandosi pur senza essere incoraggiati a farlo. In questo metodo si incoraggia invece a rimanere più a lungo su un punto particolarmente chiaro, in modo da accelerare lo sviluppo della concentrazione.

Da: Bhante Sujiva, “L’albero della saggezza e il fiume del non ritorno”, Pian dei Ciliegi, 2012.

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