Tenzin Palmo – Gli insegnamenti buddhisti non vanno accettati acriticamente

ascoltare gli insegnamenti di dharma

Tenzin Palmo sottolinea l’importanza di ascoltare, riflettere e meditare sui insegnamenti del Dharma, incoraggiando una comprensione profonda, basata sulla riflessione, anziché un’accettazione acritica.

Quello che dobbiamo fare è “ascoltare, riflettere e meditare”. Prima di tutto dobbiamo accumulare conoscenza, dobbiamo ascoltare gli insegnamenti di Dharma. Tradizionalmente, ai tempi del Buddha, le cose non venivano scritte; quindi nei sūtra si parla sempre di ascolto, perché non c’erano libri. La prima cosa da fare è ascoltare, e questo include leggere, studiare, scaricare materiale da internet e così via; ogni forma di acquisizione di conoscenza è considerata ascolto.

Ascoltare significa studiare il Dharma. Lo acquisiamo leggendolo o ascoltandolo, ma poi dobbiamo pensarci, “rifletterci” su. Non basta semplicemente acquisirlo. È come il cibo: ne prendiamo un morso, poi lo mastichiamo per digerirlo; non lo ingurgitiamo a grandi bocconi. Dobbiamo pensare a ciò che abbiamo letto, a ciò che abbiamo ascoltato, e cercare di capire. Se abbiamo dubbi, va bene, non c’è problema. Non dobbiamo credere ciecamente. Il Dharma ci invita a farlo sulla base della comprensione. Se non crediamo a qualcosa, possiamo metterlo da parte per un po’ o approfondire lo studio.

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Quasi ogni anno, quando mi trovavo nel Lahaul,7 andavo a far visita al mio lama, l’VIII Khamtrul Rinpoche, portando con me una lunga lista di domande. Durante il ritiro ero solita tenere accanto a me un pezzo di carta, in modo che quando sorgeva un pensiero o una domanda potevo annotarli e così dimenticarli, anziché continuare a tenerli in mente. Poi, quando andavo dal mio lama, lui si metteva comodo e mi chiedeva: «Dov’è la tua lista?», e io tiravo fuori le mie pagine di domande. Credo che Rinpoche in fondo si divertisse, perché le questioni spaziavano in tutte le direzioni e in tutti i campi, e di tanto in tanto diceva: «Oh, nessuno me l’ha mai chiesto prima. Devo pensarci, mmm».

C’erano alcune cose relative al buddhismo tibetano a cui davvero non credevo, e lui mi diceva: «Non importa, per adesso mettila da parte». A volte rideva e diceva: «Non tutto quello che leggi nei libri è vero». Una volta mi disse: «Be’, scriviamo così solo per spaventare le persone e farle comportare bene!». Il punto è che non bisogna credere a tutto. Non dobbiamo aver paura che un fulmine dal paradiso si scagli contro di noi se non crediamo a ogni cosa. Non è così. Ciò di cui abbiamo bisogno è una fede intelligente, una credenza basata sul ragionamento.

A volte chiamo il buddhismo “il buonsenso illuminato”, perché a sentirlo vien da dire: “Sì, ha proprio senso”. Tuttavia, se ascoltiamo o leggiamo qualcosa e pensiamo: “Mah, c’è qualcosa che non mi torna”, allora lo mettiamo da parte o magari lo approfondiamo. Può darsi che non l’abbiamo capito, oppure che sia solo una verità provvisoria che comunque non è una verità ultima. Magari era solo qualcosa in cui credeva la società di allora. Non tutti devono credere che il mondo sia piatto, con il monte Meru e i quattro continenti; quella era la cosmologia corrente a quei tempi. Oggi nessuno viene messo al rogo se crede che la Terra è rotonda. Il mondo è rotondo, il mondo è piatto; in ogni caso, tutto è vuoto! Riflettete bene, cercate davvero di capire. Se non capite, allora leggete di più, pensate di più, fate domande. La riflessione è un aspetto cruciale del Dharma.

Da: Jetsunma Tenzin Palmo, “Un cuore eroico“, Ubiliber, 2024.

Dharma – Cosa significa

Il Dharma, nel Buddhismo, rappresenta l’essenza della dottrina predicata dal Buddha. Racchiude la sua profonda saggezza e le sue istruzioni su come vivere una vita libera dalla sofferenza e raggiungere l’illuminazione.

I pilastri del Dharma:

  • Le Quattro Nobili Verità:
    • La sofferenza (Dukkha): La realtà è intrinsecamente segnata dalla sofferenza, che si manifesta in varie forme come dolore fisico, disagio mentale e insoddisfazione.
    • L’origine della sofferenza (Samudaya): La sofferenza sorge dal desiderio e dall’attaccamento alle cose impermanenti.
    • La cessazione della sofferenza (Nirodha): È possibile liberarsi dalla sofferenza mediante l’eliminazione del desiderio e dell’attaccamento.
    • Il sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza (Magga): Il sentiero che porta alla liberazione dalla sofferenza è l’Ottuplice Sentiero Nobile.

L’Ottuplice Sentiero Nobile:

  1. Retta visione: Comprensione delle Quattro Nobili Verità.
  2. Retto pensiero: Pensieri liberi da avidità, odio e illusione.
  3. Retta parola: Parlare con sincerità, gentilezza e onestà.
  4. Retta azione: Agire in modo etico e non violento.
  5. Retto sostentamento: Provvedere al proprio sostentamento con mezzi onesti e non dannosi.
  6. Retto sforzo: Impegnarsi per superare le afflizioni mentali e coltivare le qualità positive.
  7. Retta consapevolezza: Presenza mentale e attenzione al momento presente.
  8. Retta concentrazione: Meditazione profonda per raggiungere la calma mentale e l’intuito.

Il Dharma non è un dogma o una serie di regole rigide, ma una guida pratica per la trasformazione interiore. Attraverso lo studio, la pratica e la perseveranza, gli insegnamenti del Buddha possono condurre alla liberazione dalla sofferenza e alla realizzazione della vera felicità.

Oltre agli insegnamenti contenuti nei sutra, il Dharma include anche:

  • Le spiegazioni e i commenti dei maestri buddhisti.
  • Le tradizioni e i rituali buddhisti.
  • Le esperienze e le intuizioni dei praticanti buddhisti.

In definitiva, il Dharma è un corpo di conoscenza in continua evoluzione che si dispiega attraverso la pratica e la ricerca interiore.

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