Corrado Pensa – Cosa possono insegnarci le persone aggressive e antipatiche

persona aggressiva

È possibile apprezzare quello che è spiacevole, ostile, iniquo, violento, orribile? Ovviamente no: non si potrà gioire di ciò che nuoce. Tuttavia la reazione di avversione-paura che abitualmente sorge davanti al lato oscuro dell’esistenza è anch’essa una penosa prigione dalla quale il lavoro interiore ci può gradualmente liberare. Come?

Prendiamo ad esempio il caso di una persona aggressiva e antipatica di fronte a noi. Un buon livello di pratica di consapevolezza lo possiamo descrivere cosi: il flusso d’antipatia generato dalla nostra mente viene frequentemente interrotto da momenti di consapevolezza. A volte la consapevolezza fa cadere l’antipatia (che può o non può riformarsi in breve tempo), altre volte l’antipatia non cade, ma viene meno la nostra fervida fiducia verrebbe da dire nei suoi confronti, ossia si scioglie la nostra identificazione con l’antipatia. In entrambi i casi l’altra persona sarà vista da noi in modo differente. Meno scontata e incapsulata nel nostro giudizio negativo. Allora diventa anzitutto possibile concepire spunti di apprezzamento per lati di quella persona che prima, accecati dall’antipatia, non eravamo in grado di cogliere. Inoltre ai medesimi aspetti ‘antipatici’ guardiamo ora con occhio più equanime. Equanimità però non vuol dire indifferenza, freddezza o tiepidezza. L’equanimità, al contrario, è portatrice di apertura, di non paura, di atteggiamento stabile e positivo. E questo significa, in sostanza, uno spirito di rispetto davanti al lato oscuro delle cose. Rispetto in luogo della consueta avversione-paura, in luogo di quella automatica proliferazione di giudizi e conclusioni che all’avversione si accompagna. Uno spirito di silenzio interiore e di attesa.

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L’atteggiamento giudicante è assente, oppure, se c’è, è circondato da calda consapevolezza. Da notare che mentre l’avversione e la proliferazione mentale negativa davanti allo spiacevole sono esse stesse spiacevoli, esse stesse sofferenza, non possiamo davvero affermare ciò per quanto riguarda lo spirito di rispetto il quale è, anzi, benefico sollievo nella sofferenza e dalla sofferenza.

Abbiamo visto che la gratitudine nasce spontanea dall’apprezzamento. Si può dire che, allo stesso modo, essa nasce dal rispetto? Io credo di sì, aggiungendo però che si tratta di un livello non iniziale di pratica. Sentirsi pieni di apprezzamento e di gratitudine davanti a un paesaggio incantevole è un conto, sentirsi grati in una situazione negativa che abbiamo saputo attraversare con rispetto è un altro conto. Diciamo che su questo versante ci affacciamo su grandi profondità di pratica: la gratitudine verso la sofferenza perché ci ha facilitato l’apertura del cuore, che è fonte di gioia. Il presupposto perché ciò accada è il rispetto, a sua volta fondato sul pilastro per eccellenza, la consapevolezza. Dunque un filo unico che è fatto di consapevolezza, pace, apprezzamento, rispetto, gratitudine, un filo d’oro di libertà e di grazia, così prezioso che dedicargli tutta la vita è il minimo.

Da: Corrado Pensa, “L’intelligenza spirituale. Saggi sulla pratica del Dharma“, Astrolabio Ubaldini, 2002.

Per approfondire:

apprezzamento

equanimità

gratitudine

avversione

letture di Corrado Pensa

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“Ecco un’ altra opera scritta dal grande Corrado Pensa – responsabile dell’A.Me.Co. (Associazione per la Meditazione di Consapevolezza) – contraddistinta da una chiarezza espositiva esemplare, i cui contenuti, tuttavia, non sono dei più semplici. Intendo dire che il testo non è riservato ai neofiti né a chi non ha solide basi nella pratica. Si tratta di una raccolta di articoli comparsi nel corso degli anni in riviste di settore e che l’autore è ben riuscito ad assemblare e coordinare, tanto da realizzare un’opera ben calibrata e che accompagna il lettore in modo chiaro e completo lungo la via della Consapevolezza, soffermandosi su concetti quali l'”attenzione saggia”, l’equanimità, l’ansia e le modalità per affrontarla durante la meditazione, e tanto altro ancora. In sintesi un bellissimo libro che consiglio a tutti i praticanti”. (dal commento dell’utente Amazon marcelloviv)

 

[La foto è di Strep72]
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