Dogen – La vita e la morte sono come inverno e primavera

la vita e la morte

Se osserviamo la riva mentre stiamo navigando in barca, ci pare che la spiaggia si muova. Ma se guardiamo più vicino alla barca stessa, sappiamo allora che è la barca a muoversi. Quando noi guardiamo l’universo in confusione di corpo e di mente, spesso acquistiamo l’errata credenza che la nostra mente sia costante. Ma se noi pratichiamo (lo zen) e ritorniamo a noi stessi, vediamo che ci eravamo sbagliati.

Quando la legna da ardere diventa cenere, giammai questa ritorna a essere legna da ardere. Ma non dovremmo dedurne che ciò che ora è cenere era dapprima legna da ardere. Quanto dovremmo capire è che, secondo la dottrina del buddismo, la legna da ardere resta alla posizione di legna da ardere… Vi sono fasi anteriori e fasi posteriori, ma queste fasi sono chiaramente distinte.

Lo stesso è della vita e della morte. Così noi diciamo nel buddismo che il Non-nato è anche il Non-morituro. La vita è una posizione temporale. La morte è una posizione temporale. Sono come inverno e primavera, e nel Buddismo non consideriamo che l’inverno diventa primavera, o che la primavera diventa estate.

Da: Zenji Dogen, “Shobogenzo. L’occhio e il tesoro della vera legge”, Pisani, 2006.

[Eihei Dōgen (1200-1253) è stato un monaco buddhista giapponese, fondatore della scuola buddhista giapponese Zen Sōtō]

Per approfondire:

Dogen

percezioni erronee

non nascita e non morte

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[La foto è di Chris Lawton da Unsplash]
Zenji Dogen, “Shobogenzo. L’occhio e il tesoro della vera legge”, Pisani, 2006.

Lo Shobogenzo è una raccolta di discorsi e saggi tenuti o scritti, in giapponese, da Dogen Zenji nel periodo che va dal 1231 al 1253. Si tratta di un’opera veramente monumentale basata sull’insuperabile esperienza religiosa di Dogen e sulla sua impareggiabile interpretazione dell’insegnamento del Buddha. Come ricorda lo stesso titolo, i discepoli consideravano i discorsi e i saggi di Dogen un tesoro della corretta osservanza della vera Dottrina. Oggi la sua opera ha attirato l’attenzione di molti occidentali ed egli continua ad occupare un posto centrale nel pensiero buddhistico contemporaneo, essendo altamente stimato dalle diverse scuole.

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