Ma gCig – La meditazione secondo il metodo dello stare in modo libero

La meditazione secondo il metodo dello stare in modo libero

Come una statua nel tempio,
che pur avendo un aspetto
benevolo e sorridente
non sembra assorta in pensieri,
dopo aver disposto il proprio corpo
in una qualsiasi posizione comoda
si stia senza pensare,
in una condizione libera dai pensieri.
Priva di considerazioni oggettive,
la realtà essenziale è proprio così!
Si rimanga rilassati senza pensare,
ma non si interrompa il flusso dei pensieri
che sorgono come lampi nel cielo.
Così le rappresentazioni mentali
vengano lasciate libere
come nelle profondità del vasto oceano.
Si stia in una libera condizione di immobilità.
Le varie rappresentazioni visive e mentali
sono come onde dell’oceano
che mutano naturalmente
nello spazio della realtà essenziale.

Da: Ma gcig, Canti spirituali, Piccola biblioteca Adelphi, 1995.

Nota: Ma gCig (1055 o 1062 – 1150 o 1158) è stata una monaca buddhista e scrittrice tibetana. Fu la principale allieva del maestro indiano Padampa, che introdusse in Tibet la tradizione spirituale vajrayana, derivata dalla letteratura sorta attorno al concetto di Perfezione della Saggezza prajñāpāramitā, detta della Pacificazione del dolore. Padampa predicava l’abbandono dei monasteri, la distruzione delle immagini sacre, e riteneva che le cerimonie religiose e le discussioni filosofiche fossero forme di attaccamento di cui disfarsi nel cammino del risveglio. Di Padampa Ma gCig fu anche yoginī, ovvero consorte nelle pratiche sessuali tantriche.
Ma gCig fu l’iniziatrice di nuove pratiche dette gCod, volte alla “recisione dei demoni“. Tale rito comporta, per il praticante tantrico, una danza, al suono di un tamburello e del Kangling, ossia un flauto ricavato da un femore umano, in cui si offre il proprio corpo a tutti gli spiriti dell’universo. Tale offerta era talvolta reale, visto che il rito si svolgeva nottetempo nei cimiteri frequentati da lupi che venivano a cibarsi di cadaveri e talora dei praticanti stessi.
I demoni (māra in sanscrito), già presenti nel Buddhismo Theravada, erano tradizionalmente quattro nel buddhismo mahāyana: quello degli aggregati, delle passioni, della morte e il demone delle divinità. Per vincerli occorre, nell’ordine: la consapevolezza del vuoto, la compassione, il voto di bodhisattva e la devozione verso i maestri spirituali.

Per approfondire:

pensieri

rimanere immobili

libertà

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[La foto è di longtrekhome]

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