Krishnamurti – Per cambiare il mondo bisogna conoscere se stessi

conoscere se stessi

La conoscenza di sé non ha mai fine – non giungerete a un risultato, non arriverete a una conclusione. È un fiume infinito: man mano che lo si studia, man mano che ci si addentra sempre di più si trova la pace. Soltanto quando la mente è tranquilla – con la conoscenza di sé e non con una disciplina autoimposta – solo allora, in quella tranquillità, in quel silenzio, si può attingere alla realtà. Solo allora può esserci beatitudine, può esserci azione creativa.

E a me sembra che senza questa comprensione, senza questa esperienza, il semplice leggere libri, partecipare alle discussioni e fare propaganda, sia molto infantile, null’altro che un’attività senza gran significato. Invece se si è capaci di comprendere se stessi, e quindi di provocare quella felicità creativa, quello sperimentare qualcosa che non appartiene alla mente, forse allora potrà esserci una trasformazione nelle nostre relazioni immediate e nel mondo in cui viviamo.

Da: Jiddu Krishnamurti, “La ricerca della felicità“, Mondadori, 2009.

Per approfondire:

conoscere se stessi

mente quieta

silenzio della mente

letture di Krishnamurti

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Jiddu Krishnamurti, “La ricerca della felicità“, Mondadori, 2013.

La libertà, l’amore, l’impegno sociale, i fini dell’educazione: sono questi i temi degli scritti raccolti in “La ricerca della felicità”, uno dei capisaldi del pensiero di Jiddu Krishnamurti, un saggio che ha formato migliaia di persone in tutto il mondo qui riproposto in una nuova, accurata traduzione. Nelle parole del maestro si sente vibrare il retaggio della millenaria tradizione spirituale indiana, rivitalizzato però dal confronto audace con la modernità, il progresso tecnologico, la coscienza delle ingiustizie e delle sofferenze del mondo contemporaneo. Krishnamurti non offre risposte, ma domande stimolanti. E agli uomini di ogni luogo e di ogni cultura ripropone la grande lezione del pensiero religioso e filosofico dell’India: è possibile cambiare il mondo, ma solo a patto di operare in se stessi una profonda trasformazione interiore, rinunciando a ogni consolante certezza prefabbricata al fine di perseguire senza pregiudizi la propria personale verità.

[La foto è di Amir Geshani da Unsplash]
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