Jiddu Krishnamurti – La vera consapevolezza è come vivere in una stanza con un serpente

consapevolezza

Attenzione non è qualcosa di simile alla concentrazione. La concentrazione è esclusione; l’attenzione, che è totale consapevolezza, non esclude niente. Mi sembra che molti di noi non siano consapevoli, non solo di quello di cui stiamo parlando ma anche del loro ambiente, dei colori che ci sono intorno, della gente, dell’ombra degli alberi, delle nuvole, dello scorrere dell’acqua. Forse è perché siamo talmente preoccupati per noi stessi, per piccoli insignificanti problemi, per le idee, i piaceri, la professione e le ambizioni che non siamo oggettivamente consapevoli. E tuttavia parliamo in continuazione di consapevolezza. Una volta in India viaggiavo in macchina. C’era un autista che guidava e io sedevo accanto a lui. Dietro c’erano tre signori, che discutevano intensamente della consapevolezza e su di essa mi ponevano delle domande; sfortunatamente in quel momento l’autista guardava altrove e investì un’oca, e i tre signori continuavano a parlare della consapevolezza – totalmente inconsapevoli di aver investito un’oca. Quando a quei signori che tentavano di essere consapevoli fu fatta notare quella mancanza di attenzione fu per loro una grande sorpresa.

Lo stesso accade per molti di noi. Non siamo consapevoli di ciò che è esteriore o interiore. Se volete comprendere la bellezza di un uccello, una mosca, una foglia, o una persona con tutte le sue complessità, dovete dare la vostra intera attenzione, che è consapevolezza. E potrete dare tutta la vostra attenzione solamente quando ve ne curiate, il che vuol dire che realmente desiderate comprendere – allora date tutto il vostro cuore e la vostra mente per scoprire.

Una simile consapevolezza è come vivere in una stanza con un serpente; lo osservate ogni momento, siete molto, molto attenti al minimo rumore che fa. Un simile stato di attenzione è totale energia; in una simile consapevolezza la totalità di voi stessi è rivelata in un istante.

Da: Jiddu Krishnamurti, Libertà dal conosciuto, Astrolabio Ubaldini, 1978.

Per approfondire:

attenzione

concentrazione

consapevolezza

esserci al 100 per cento

letture di Krishnamurti

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Jiddu Krishnamurti, Libertà dal conosciuto,
Astrolabio Ubaldini, 1978.

Secondo Krishnamurti è possibile cambiare noi stessi radicalmente a qualunque età, non in un lungo periodo di tempo ma istantaneamente, e, cambiando noi stessi, è possibile cambiare tutta la struttura della società e dei nostri rapporti. Il bisogno vitale del cambiamento e la sua necessità sono l’essenza di ciò che Krishnamurti vuol comunicare. Non si può parlare di insegnamento di Krishnamurti perché egli stesso non si pone come un maestro; non si può parlare di una sua filosofia perché egli non vuole essere detto filosofo. Krishnamurti stesso dice che le sue parole sono soltanto uno specchio in cui rimirarci. Chi sa guardare intrepidamente se stesso nello specchio delle sue parole non sarà mai più lo stesso, ma se lo specchio è appannato dal caldo alito della discordia non si potrà vedere assolutamente nulla.

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[La foto è di Boris Smokrovic, Taiwan]
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