Krishnamurti – Credere o non credere in Dio, che importanza ha?

Dire semplicemente: “sì, conosco me stesso molto bene”, è solo un commento superficiale. Ma non è affatto facile realizzare e fare veramente esperienza del fatto che tutto il vostro essere non è altro che un fascio di ricordi e che tutto il vostro pensiero e le vostre reazioni sono meccaniche. Ciò significa essere consapevoli non solo dei meccanismi della mente conscia, ma anche del residuo inconscio: dei retaggi della nostra specie, dei ricordi e delle cose che abbiamo appreso; significa scoprire l’intero campo della mente, la parte nascosta come quella visibile, ed è un’impresa estremamente ardua. E se la mente è solo il residuo del passato, se è solo un fascio di impressioni e ricordi modellati dalla cosiddetta educazione e da varie altre influenze, allora c’è qualche parte di me che non sia tutto questo? Perché se sono solo una macchina atta a ripetere, come la maggior parte di noi che non fa che ripetere ciò che ha appreso, accumulato e che gli è stato detto, allora è evidente che qualsiasi pensiero che sorga in questo campo condizionato potrà condurre solo a ulteriori condizionamenti, sofferenza e limitazioni.

Può quindi la mente, consapevole dei suoi limiti e dei suoi condizionamenti, andare oltre se stessa? Questo è il problema. Limitarsi ad asserire che essa può o che non può sarebbe stupido. Quel che è certo è che l’intera mente è condizionata. Siamo tutti condizionati: dal processo del tempo, dalla tradizione, dalla famiglia e dall’esperienza. Se credete in Dio, quella credenza è il risultato di un particolare condizionamento, proprio come lo è la mancanza di fede dell’uomo che afferma di non credere in Dio. Il fatto di credere o non credere pertanto ha assai poca importanza. Quel che è importante invece è comprendere l’intero campo del pensiero e vedere se la mente è in grado di andare oltre tutto questo.

Per andare oltre, dovete conoscere voi stessi. Dovete conoscere le motivazioni, le necessità, le risposte, l’immensa pressione degli insegnamenti ricevuti, i sogni, le inibizioni, le reazioni a livello conscio e a livello nascosto. Penso che solo allora sarà possibile scoprire se la mente, che allo stato attuale è così meccanica, è in grado di scoprire qualcosa di totalmente nuovo, qualcosa che non sia mai stato corrotto dal tempo.

Da: Krishnamurti, “Liberarsi dai condizionamenti“, Mondadori, 2006.

Per approfondire:

conoscere se stessi

Dio

mente condizionata

letture di Krishnamurti

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[Foto: Sarah]
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