Jiddu Krishnamurti – Il governo è ciò che noi siamo, non aspettiamoci nulla da un’autorità esterna

Una persona che aborre la violenza, può far parte del governo di una nazione?

Che cos’è un governo? Alla resa dei conti è, rappresenta, ciò che siamo noi. Nella cosiddetta democrazia, qualunque cosa significhi, eleggiamo come nostri rappresentanti persone simili a noi, che ci piacciono, che hanno la voce più forte, la mente più scaltra, o qualunque altra cosa. Quindi, il governo è ciò che noi siamo, non è vero? E che cosa siamo? Siamo una massa di reazioni condizionate: violenza, bramosia, avidità, desiderio di potere, e così via. Quindi, ovviamente, il governo è ciò che noi siamo, cioè violenza in forme diverse; e come può una persona che non è violenta far parte, di nome o di fatto, di una struttura violenta? Può la realtà coesistere con la violenza, che è ciò che chiamiamo governo? Può una persona che cerca o che conosce la realtà aver qualcosa a che fare con i governi sovrani, con il nazionalismo, un’ideologia, i partiti politici e un sistema di potere? Una persona pacifica pensa che, entrando a far parte del governo, potrà fare qualcosa di buono. Ma che cosa accade quando entra nel governo? Che la struttura è così potente che lo inghiotte, e può fare ben poco. È un fatto, ed è ciò che accade nel mondo. Se vi associate a un partito o siete tra i candidati alle elezioni in parlamento, dovete accettare la linea del partito. Così smettete di pensare. E come può una persona che si è consegnata a un altro, a un partito, a un governo o a un guru, come può scoprire la realtà? E come può una persona che cerca la verità avere qualunque relazione con il potere politico?

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Da: Jiddu Krishnamurti, “Sul conflitto”, Astrolabio Ubaldini, 2000.

Per approfondire:

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