S. Suzuki – Perché nello zen meditazione e vita quotidiana sono la stessa cosa

Dogen-zenji diceva: “Anche se è mezzanotte, l’alba è qui; anche se viene l’alba, è notte”. Ecco un’affermazione che esprime l’intendimento tramandato da Buddha ai Patriarchi, dai Patriarchi a Dogen e da Dogen a noi. Notte e giorno non sono differenti. La stessa cosa è denominata a volte notte, a volte giorno. Si tratta di un’unica cosa.

La pratica dello zazen (meditazione seduta) e l’attività di tutti i giorni sono un’unica cosa. Noi chiamiamo zazen la vita di tutti i giorni, e chiamiamo vita di tutti i giorni lo zazen. Invece comunemente si pensa: “Adesso è finito lo zazen e ricominceremo l’attività di tutti i giorni”. Ma non è questo il retto intendimento. Si tratta di un’unica cosa. Non c’è altra via d’uscita. Quindi nell’attività deve esserci calma, e nella calma attività. Calma e attività non sono differenti.

Ciascuna esistenza è dipendente da qualcos’altro. A rigor di termini, non ci sono esistenze individuali separate. Ci sono solamente molteplici denominazioni per un’unica esistenza. A volte si pone l’accento sull’unità, ma non è questo il nostro intendimento. Noi non sottolineiamo alcun punto in particolare, nemmeno l’unità. L’unità ha un suo valore, ma pure la varietà è stupenda. Sottolineare l’assoluta unicità dell’esistenza a discapito della varietà costituisce un intendimento unilaterale. In tale intendimento, infatti, è presente una spaccatura tra varietà e unità. Ma unità e varietà sono la stessa cosa, per cui bisogna avvertire l’unità in ciascuna esistenza. Ecco perché mettiamo in evidenza la vita di tutti i giorni anziché qualche particolare stato mentale. Bisogna saper trovare la realtà in qualsiasi momento, in qualsiasi fenomeno. Si tratta di un punto molto importante.

Da: Shunryu Suzuki-roshi, “Mente zen, mente di principiante“, Astrolabio Ubaldini, 1978.

Nota: Eihei Dogen (1200-1253) è stato un monaco buddhista giapponese, fondatore della scuola Zen Soto.

Per approfondire:

vita quotidiana

mente quieta

letture di Shunryu Suzuki

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Shunryu Suzuki-roshi, "Mente zen, mente di principiante", Astrolabio Ubaldini, 1978.

Conversazioni sulla meditazione e la pratica zen" description="Tratto dai discorsi che Suzuki-Roshi teneva ai propri studenti zen, questo libro è la testimonianza scritta di un grande uomo, il quale, con le sue doti umane di semplicità, dolcezza, calore e umorismo, ha saputo comunicare agli occidentali, in una lingua occidentale, l'intimo significato dello zen, collocandosi così, insieme a Watts, Krishnamurti e Trungpa, fra i protagonisti dell'incontro fra Oriente religioso e Occidente contemporaneo.

[La foto è di Ari Tikka, Finlandia]

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