Sharon Salzberg – Per gestire la rabbia ci vuole la ‘non identificazione’

Petras Gagilas, furious

Molta della ricerca psicologica contemporanea ha dimostrato che, se si ha la tendenza ad arrabbiarsi per un nonnulla, ciò col tempo rende sempre più facile esprimere la propria rabbia: la collera diviene un’abitudine. Secondo molte persone abbiamo una certa quantità di rabbia dentro e, se non vogliamo tenerla lì, dobbiamo espellerla: in qualche modo, se è fuori, non sarà più dentro. La rabbia sembra una cosa solida. Ma se osserviamo attentamente, scopriamo che di fatto non ha fondamento. In realtà, è semplicemente una risposta condizionata che nasce e muore.

È fondamentale per noi vedere che, quando ci identifichiamo con tali stati passeggeri come se fossero stabili e come se fossero la nostra vera identità, lasciamo che essi ci controllino e siamo costretti a compiere azioni che causano dolore a noi stessi e agli altri. La nostra apertura richiede di riposare su una base di non identificazione. Riconoscere nella mente l’avversione o la rabbia come un fatto transitorio è molto differente dall’identificarci con essa come se fosse la nostra vera natura e dall’agire su di lei.

Da: Sharon Salzberg, L’arte rivoluzionaria della gioia, Astrolabio Ubaldini, 1995.

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T-shirt La mia religione è la gentilezza

L'arte rivoluzionaria della gioia. Il potere della gentilezza amorevole e il sentiero verso la libertà

Autore: Sharon Salzberg
Editore: Astrolabio Ubaldini
Data pubblicazione: 7 dicembre 1995
ISBN: 978-8834011843
In sintesi: La base su cui poggia la pratica dell’arte rivoluzionaria della gioia è la consapevolezza, ossia, come la definiva Krishnamurti, l’osservazione affettuosa della mente, momento per momento. Sharon Salzberg ci parla qui della pratica della benevolenza, o gentilezza amorevole, e ci insegna passo dopo passo a svilupparla nei riguardi degli altri e naturalmente anche di noi stessi. Non èdifficile infatti che si trovino maggiori difficoltà nel dirigere un’energia affettuosa di bene proprio verso di noi. Vengono analizzati anche gli stati mentali che ostacolano la benevolenza, come l’avversione, la rabbia e l’attaccamento e ci vengono offerti strumenti utilissimi per contrastarli (dalla recensione di Macrolibrarsi).
Zen in the City consiglia caldamente questo libro.

[Foto di Petras Gagilas, Regno Unito]
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