Sharon Salzberg – Il senso di colpa è diverso dal rimorso e ci rende più centrati su noi stessi

senso di colpa

La psicologia buddhista opera un’interessante distinzione tra la colpa e il rimorso. Il senso di colpa, ossia l’odio diretto verso se stessi, lacera. Quando sperimentiamo un forte senso di colpa abbiamo poca o nessuna energia disponibile per la trasformazione o la trascendenza; veniamo sconfitti dalla stessa colpa, perché ci esaurisce. Inoltre ci sentiamo anche molto soli. I nostri pensieri si concentrano sulla nostra bassezza: “Sono la persona peggiore del mondo. Solo io faccio queste cose terribili”. Nondimeno, un tale atteggiamento accresce, addirittura, il senso dell”io’. Siamo ossessionati dall”io’ in senso egotistico.

Il rimorso, invece, è uno stato di riconoscimento. Ci rendiamo conto, a un certo punto, di aver fatto o detto qualcosa di malaccorto, che ha causato dolore, e sentiamo la sofferenza di questa consapevolezza. Ma la cosa più importante è che il rimorso ci permette di lasciar andare il passato, ci lascia qualche energia per andare avanti, risoluti a non ripetere i nostri errori.

La colpa può essere ingannevole: possiamo pensare che sia una nobile energia che ci sprona a metterci al servizio degli altri o a compiere azioni salutari. Ma la colpa non lavora davvero in questo modo; quando si è mossi dalla colpa o dall’angoscia, il dolore personale è la scena principale, proprio come, quando si è spinti dalla collera, è l’offesa personale che campeggia in primo piano. Quando tali sensazioni assumono un ruolo centrale, possiamo disinteressarci ai possibili bisogni di qualcun altro, perché non c’è mai abbastanza libertà dall’egocentrismo, nella nostra coscienza, per vedere chiaramente e per sentirci pienamente uniti. Dunque, finiamo col lavorare per noi stessi. E quanto siamo lontani dall’invocazione di Rabindranath Tagore: “Oh Dio, fa di me uno strumento musicale migliore, attraverso il quale tu possa suonare”!

Da: Sharon Salzberg, L’arte rivoluzionaria della gioia, Astrolabio Ubaldini, 1995.

Per approfondire:

picologia buddhista

senso di colpa

io

letture di Sharon Salzberg

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L'arte rivoluzionaria della gioia. Il potere della gentilezza amorevole e il sentiero verso la libertà

Autore: Sharon Salzberg
Editore: Astrolabio Ubaldini
Data pubblicazione: 7 dicembre 1995
ISBN: 978-8834011843
In sintesi: La base su cui poggia la pratica dell’arte rivoluzionaria della gioia è la consapevolezza, ossia, come la definiva Krishnamurti, l’osservazione affettuosa della mente, momento per momento. Sharon Salzberg ci parla qui della pratica della benevolenza, o gentilezza amorevole, e ci insegna passo dopo passo a svilupparla nei riguardi degli altri e naturalmente anche di noi stessi. Non èdifficile infatti che si trovino maggiori difficoltà nel dirigere un’energia affettuosa di bene proprio verso di noi. Vengono analizzati anche gli stati mentali che ostacolano la benevolenza, come l’avversione, la rabbia e l’attaccamento e ci vengono offerti strumenti utilissimi per contrastarli (dalla recensione di Macrolibrarsi).
Zen in the City consiglia caldamente questo libro.

[Foto di Angus McDiarmid , Regno Unito]
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