Shunryu Suzuki-roshi – Come sentirsi cascata e non goccia d’acqua

Sono stato al parco nazionale di Yosemite; e ho visto delle enormi cascate. La più alta, lì, misura 430 metri di altezza, e da essa l’acqua viene giù come una cortina calata dalla sommità della montagna. Non sembra venir giù velocemente, come ci si potrebbe aspettare; sembra venir giù molto lentamente, a causa della distanza. E l’acqua non viene giù in un solo getto, ma è frazionata in tanti minuscoli rivoli. Da lontano sembra una cortina. E pensai che deve essere un’esperienza molto dura per ciascuna goccia d’acqua venir giù dalla cima di una montagna così alta. Ci vuole tempo, sapete, tanto tempo perché l’acqua possa raggiungere finalmente il fondo della cascata. E mi sembra che la vita umana sia qualcosa di simile. Si hanno molte esperienze difficili nella vita. Ma nel contempo, pensai, l’acqua non era originariamente frazionata, ma costituiva un unico, intero fiume. Solo quando è frazionata ha difficoltà nel cadere. È come se l’acqua non possedesse alcuna sensibilità quando è un unico, intero fiume. Solo quando è frazionata in tante gocce può cominciare ad avere o a esprimere una certa sensibilità. Quando vediamo un unico, intero fiume, non sentiamo l’attività vivente dell’acqua, ma quando attingiamo una parte dell’acqua in un mestolo, percepiamo una certa sensibilità dell’acqua e sentiamo anche il valore della persona che usa l’acqua. Sentendo noi stessi e l’acqua in questo modo, non possiamo usarla in modo meramente materiale. È una cosa viva.

Prima di nascere non avevamo alcuna sensibilità; eravamo tutt’uno con l’universo. Questo stato si chiama ‘sola mente’ o ‘essenza della mente’ o ‘grande mente’. Dopo che veniamo separati da questa unità a causa della nascita, come l’acqua che cade dalla cascata viene frammentata a causa del vento e delle rocce, allora acquistiamo una sensibilità. Avete difficoltà perché avete una sensibilità. Vi attaccate alla vostra sensibilità senza sapere proprio come questo tipo di sensibilità si venga a creare. Quando non vi rendete conto di essere tutt’uno col fiume, o con l’universo, avete paura. Frammentata in gocce o no, l’acqua è sempre acqua. Vita e morte sono la stessa cosa. Quando ci si rende conto di ciò, non si ha più paura della morte, né effettiva difficoltà nella vita.

Quando l’acqua ritorna alla sua originaria unità con il fiume, non possiede più alcuna sensibilità individuale; recupera la propria intima natura, e trova quiete. Quanto dev’essere felice l’acqua di ritornare nel fiume originario! E se è così, che cosa sentiremo noi al momento della morte? Io penso che siamo come l’acqua nel mestolo; allora avremo quiete, quiete perfetta. Essa ci può sembrare, per ora, troppo perfetta, perché siamo estremamente attaccati alla nostra sensibilità, alla nostra esistenza individuale. Per adesso, abbiamo paura della morte, ma, una volta riacquistata la nostra vera natura originaria, c’è il Nirvana. È per questo che diciamo: “Raggiungere il Nirvana significa trapassare”. ‘Trapassare’ non è un’espressione adeguata. Forse ‘rifluire’ o ‘procedere oltre’ o ‘ricongiungersi’ sarebbe meglio. Volete cercare di trovare qualche espressione migliore per la morte? Quando l’avrete trovata, otterrete un’interpretazione totalmente nuova della vostra vita. Sarà come la mia esperienza quando vidi l’acqua della grande cascata. Pensate! Era alta 430 metri!

Noi diciamo: “Ogni cosa scaturisce dal vuoto”. Un unico intero fiume o un’unica intera mente è vuoto. Quando raggiungiamo questo intendimento, scopriamo il vero significato della vita. Quando raggiungiamo questo intendimento, possiamo vedere la bellezza della vita umana. Prima di renderci conto di questo fatto, qualsiasi cosa vediamo è solo illusione. Certe volte sopravvalutiamo la bellezza; altre volte sottovalutiamo o ignoriamo la bellezza perché la nostra piccola mente non è in accordo con la realtà.

Parlarne in questo modo è abbastanza facile, ma averne l’effettiva sensibilità non è altrettanto facile. Però praticando lo zazen potete coltivare tale sensibilità. Quando sarete capaci di sedere in meditazione con tutto il corpo e tutta la mente e con l’unità di mente e corpo sotto il controllo della mente universale, potrete facilmente ottenere questo tipo di retto intendimento. La vostra vita di tutti i giorni si rinnoverà senza rimanere attaccata a una vecchia erronea interpretazione della vita. Quando vi renderete conto di questo fatto, scoprirete quanto fosse insensata la vostra vecchia interpretazione, e quanto sforzo inutile abbiate sprecato. Scoprirete il vero significato della vita, e anche se avrete difficoltà nel cadere diritti dalla cima della cascata fino ai piedi della montagna, assaporerete con gioia la vita.

Da: Shunryu Suzuki-roshi, “Mente zen, mente di principiante“, Astrolabio Ubaldini, 1978.

Per approfondire:

acqua

morte

grande mente

letture di Shunryu Suzuki-roshi

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Shunryu Suzuki-roshi, "Mente zen, mente di principiante", Astrolabio Ubaldini, 1978.

Conversazioni sulla meditazione e la pratica zen" description="Tratto dai discorsi che Suzuki-Roshi teneva ai propri studenti zen, questo libro è la testimonianza scritta di un grande uomo, il quale, con le sue doti umane di semplicità, dolcezza, calore e umorismo, ha saputo comunicare agli occidentali, in una lingua occidentale, l'intimo significato dello zen, collocandosi così, insieme a Watts, Krishnamurti e Trungpa, fra i protagonisti dell'incontro fra Oriente religioso e Occidente contemporaneo.

[La foto è di Bill Devlin, Stati Uniti]

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