Meditazione al semaforo n. 2

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2 Risposte

  1. massimo mondello ha detto:

    Caro Paolo, quando ci hai proposto la meditazione del semaforo al Sangha, l’ho trovata molto efficace, come metafora. Poi, ripensandoci, mi son detto: sì, solo come metafora.
    In realtà il semaforo non è quasi mai un oggetto isolato, ma fa parte (o dovrebbe far parte) di un sistema del traffico su cui opera (o può operare) l’intelligenza umana. Tramite l’ingegneria del tafffico si dovrebbe tendere alla fluidificazione dello stesso anche tramite l’ottimizzazione della regolazione dei semafori. Esco la mattina in moto per andare al lavoro alla stessa ora, percorrendo le stesse strade e mi accorgo che a Roma i semafori per lo più non sono regolarizzati (programmati secondo un intento di far fulire il traffico). Si incappa così, molto spesso, nel cosidetto fenomeno dello STOP and GO ovvero che scattato il verde sei costretto (non si sa perchè) a fermarti dopo appena 50 m. perchè il semaforo successivo è rosso. E questo, oltre che inquinamento, produce irritazione perchè sì, potrebbe essere diversamente!
    Apprezzo l’intento della tua meditazione, ma mi trovo quasi sempre in difficoltà quando si tratta di paragonare eventi nei quali interviene in qualche modo l’intenzione o l’intelligenza umana (nel bene e nel male) alla stessa stregua di eventi naturali sui quali non esiste alcuna possibilità di controllo.
    Ciao
    Massimo

  2. I Semafori non sono Dio … cantava Jannacci.
    Metafora dei “guasti” o delle azioni riflesse della nostra vita

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