Meditazione guidata: accogliere la realtà così com’è

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Molti dei nostri disagi, delle nostre sofferenze, dei piccoli e grandi conflitti che attraversano le nostre giornate, nascono da un’unica radice: l’idea che le cose dovrebbero essere diverse da come sono. Crediamo che la realtà debba corrispondere alle nostre aspettative. E quando ciò non accade – come spesso succede – ne soffriamo.

Pensiamo che dovremmo essere più calmi, più produttivi, più amati, più riconosciuti. Pensiamo che gli altri dovrebbero capirci, comportarsi in un certo modo, non deluderci. Pensiamo che il mondo dovrebbe funzionare secondo principi razionali, coerenti, prevedibili. Ma la realtà ci sorprende sempre: è mutevole, imprevedibile, spesso scomoda.

Questa pratica di meditazione guidata nasce proprio da questa consapevolezza: ciò che ci fa soffrire non è tanto la realtà in sé, quanto la distanza tra ciò che è e ciò che vorremmo fosse.

Siamo imprigionati dai doveri

Negli anni, meditando e osservando me stesso e gli altri, mi sono reso conto che gran parte della nostra insoddisfazione quotidiana deriva da un atteggiamento abituale, quasi automatico: quello di contrapporre ciò che accade a un’idea preconcetta di come “dovrebbe essere”. È un’abitudine sottile, spesso inconsapevole, che si insinua in ogni momento della giornata.

Il verbo “dovere” coniugato al condizionale (dovrei, dovresti, dovrebbe, dovremmo, dovreste, dovrebbero) è il fondamento delle nostre convinzioni di base su noi stessi, gli altri, il mondo. Dovrei essere una persona migliore, il mio partner dovrebbe capirmi, il tempo dovrebbe essere sempre bello, nel mondo non ci dovrebbero essere guerre. Creiamo dei doveri e poi ce la prendiamo perché non sono soddisfatti.

In questo senso mi ha molto ispirato il concetto di accettazione radicale, formulato da Tara Brach. Non si tratta di subire passivamente ciò che accade, ma di aprirsi in modo incondizionato a ogni esperienza, riconoscendo che tutto ciò che emerge – dentro e fuori di noi – è il frutto di condizioni, spesso impersonali, che vanno semplicemente viste, accolte e lasciate andare.

Questa meditazione vuole essere un invito a fare proprio questo: smettere di combattere con la realtà e dimorare, per un po’, in una presenza lucida e gentile.

La pratica

La meditazione si intitola Dimorare nel corpo, accogliere la realtà e si articola in due fasi.

  • Nella prima, ci radichiamo nel corpo, sentendo il sostegno dei punti di contatto con la terra. Per creare un punto di partenza stable, ci concentriamo sulle sensazioni neutre, quelle che non sono né piacevoli né spiacevoli.
  • Nella seconda, allarghiamo l’attenzione a tutto ciò che si manifesta — suoni, sensazioni, pensieri, emozioni — coltivando uno sguardo ampio, accogliente, non reattivo.

È una pratica semplice, ma profonda. Un piccolo spazio per sperimentare come ci si sente quando si lascia andare ogni “dovrebbe” e ci si limita a stare, davvero, con ciò che c’è.

Audio della meditazione guidata:

 

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Per approfondire:

Tara Brach – Ti vedo, Mara: l’arte di accogliere le emozioni difficili

Pema Chödrön – Come sperimentare le emozioni accogliendole per quello che sono

Consulta l’indice tematico per approfondire i temi trattati qui: aspettative, accettazione radicale, contatto diretto con la realtà.

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[La foto su accogliere la realtà è di Nikolay Draganov, Bulgaria]

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Paolo Subioli

Insegno meditazione e tramite il mio blog Zen in the City propongo un’interpretazione originale delle pratiche di consapevolezza legata agli stili di vita contemporanei.

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