Meditazione guidata sul passato, il presente e il futuro

meditazione guidata sul presente

Il passato, il presente e il futuro sono l’oggetto di questa meditazione guidata, che è stata pensata per aiutare ciascuno di noi a capire l’essenza della meditazione e ad affrontare una delle cause principali della nostra sofferenza. Quando parliamo di passato, presente e futuro, non ci riferiamo a qualcosa di veramente reale, ma a una convenzione che regola la nostra società. Come ha spiegato chiaramente Alan Watts in un testo che abbiamo pubblicato in questo sito e di cui vi consiglio la lettura, non esiste altro tempo che questo istante, anche se tendiamo a comportarci come se fosse l’opposto. Ci sembra che il presente sia solo una sottilissima linea di confine tra il passato e il futuro, ma questa è una visione che deriva dal nostro pensiero verbale, cioè legato al linguaggio, il quale ci consente di affrontare le cose solo una dopo l’altra, in successione. Se la nostra mente fosse come un computer quantistico, riusciremo a gestire molti processi cognitivi contemporaneamente. Ma non siamo affatto computer quantistici. Anzi, ci riesce perfino difficile capire cos’è la meccanica quantistica, e così rimaniamo intrappolati nell’inganno che tutto si svolga secondo una successione di passato, presente e futuro.

Cosa ne pensava il Buddha di passato, presente e futuro

Indagare su cosa sono in passato il presente e il futuro nella nostra mente è molto importante. Il Buddha, pur essendosi occupato poco di questo argomento, in un suo discorso noto come Bhaddekaratta Sutta, o “discorso sul modo migliore di vivere soli”, ha detto una cosa che poi è diventata molto famosa e ultra-citata:

Non inseguite il passato.
Non perdetevi nel futuro.
Il passato non c’è più;
il futuro non è ancora arrivato.

Per il Buddha è saggio colui che “che dimora nella presenza mentale notte e giorno”, osservando a fondo la vita così com’è. In questo modo prendiamo due piccioni con una fava. Perché approfittiamo di ciò che possiamo fare ora, non sapendo per quanto ancora vivremo. Inoltre, osservando la realtà qui e ora, possiamo capire come stanno le cose veramente.

Vi potreste chiedere cosa ce ne frega di sapere cosa ne pensava il Buddha di passato, presente e futuro. Ci frega, perché pur non essendo “buddhisti” (io per lo meno non mi definisco tale), praticando la meditazione di consapevolezza seguiamo un metodo che è stato messo a punto proprio da lui – Siddharta Gautama, detto il Buddha – 2.500 anni fa. È un metodo che funziona molto bene, allora tanto vale seguirlo sì liberi da qualsiasi ortodossia, ma senza neanche equivocarlo troppo.

Questa meditazione guidata si basa proprio sul fatto che capire il modo in cui la nostra mente si muove tra passato, presente e futuro, ci consente di cogliere al cento per cento l’essenza della meditazione stessa.

Come funziona questa meditazione guidata

La meditazione che vi propongo è molto semplice. Si può fare anche da soli, senza seguire la meditazione guidata che qui di seguito potete ascoltare e persino scaricare, sia come file audio che come testo. È una questione di gusti personali e anche di esperienza.

Ecco come funziona. La meditazione, in generale, consiste nel rimanere concentrati sul presente, aiutandosi principalmente col respiro. Nella nostra pagina che spiega come meditare, ci sono alcuni dettagli sulle differenze tra i vari metodi, ma alla fine sempre lì si va a finire: meditare consiste nel concentrarsi sul momento presente.

Pur essendo il principio molto semplice, esso non è affatto facile da seguire. La nostra mente, strutturata sulla base del pensiero verbale lineare – come spiega Alan Watts nel brano che abbiamo citato – non riesce più di tanto a rimanere focalizzata su qualcosa che non può essere interpretato come sequenza temporale. Ma c’è qualcosa di più. Siccome nella vita ci sono alti e bassi, cose belle e cose brutte, piacevoli e spiacevoli, vorremmo che ci fossero solo le cose che ci piacciono e che non ci fossero affatto quelle che non ci piacciono. E così stiamo perennemente a desiderare le cose che riteniamo ci portino piacere e ad arrabbiarci per le cose (di solito la maggior parte) che ci danno fastidio o ci fanno soffrire.

Preoccupato di non poter ottenere le cose gradite e di essere messo in discussione dalle cose sgradite, il nostro ego lavora costantemente per rivolgere la mente altrove, rispetto al presente:

  • rievocare esperienze vissute, sotto forma di rivisitazione di episodi del passato, nostalgia di situazioni perdute, sensi di colpa, tentativi di imprimere una direzione diversa a conversazioni già svolte o a fatti già accaduti, riemergere di esperienze sensoriali, eccetera;
  • anticipare ipotetiche esperienze future, sotto forma di preoccupazioni per quello che potrebbe succedere, elaborazione di scenari (a volte catastrofici), aspettative di esperienze o situazioni piacevoli, elaborazione di dialoghi immaginari, progetti, idee, ecc.

Nella meditazione abbiamo la preziosa opportunità di osservare quello che fa la mente e possiamo constatare che fa molto, di quello che ho appena descritto.

Come meditare sul passato, presente e futuro

Ed eccoci alle istruzioni pratiche per la meditazione sul passato, presente e futuro.

  1. Bisogna innanzi tutto sedersi con una chiara e onesta intenzione di esplorare con curiosità e al tempo stesso con calma tutto ciò che potrà arrivare, senza preconcetti e senza aspettative. Queste sono le fondamenta su cui costruire la nostra casetta della pratica che ci accingiamo a vivere nei successivi 15, 20 o ancora meglio 30 minuti.
  2. Poi ci concentriamo sul respiro: aria che entra, aria che esce, aria che entra, aria che esce, e così via. Se abbiamo già un po’ di esperienza di pratica, ma solo in quel caso, possiamo gradualmente lasciare andare l’attenzione al respiro, per lasciarla sullo sfondo e dirigere l’attenzione sugli altri fenomeni che si presentano, come suoni, odori, sensazioni del corpo, stati d’animo ecc.
  3. Vorremmo continuare così per tutto il tempo che abbiamo prefissato. Magari ci riusciamo al cento per cento. Allora addio meditazione sul passato, presente e futuro, e ci risentiamo la prossima volta.
  4. Se invece ci capita di distrarci – ed è probabile che accada – dobbiamo cercare di capirlo il prima possibile, per evitare che il pensiero che è sorto si trasformi in un lungo “pensiero discorsivo”. A questo punto, cerchiamo di capire se è un pensiero rivolto al passato o al futuro. Nel primo caso, lo etichettiamo come “passato” e dolcemente torniamo al respiro. Nel secondo caso, lo etichettiamo come “futuro” e ugualmente torniamo al nostro respiro, senza giudizio e con grande serenità.
  5. Continuiamo così fino alla fine. A volte emergeranno pensieri rivolti al passato, altre al futuro. Ma potrà capitare facilmente che si manifestino unicamente pensieri di un tipo o dell’altro. Una caratteristica importante dei pensieri è che non siamo noi a sceglierli, perché arrivano da soli. Ci avevate mai pensato?

Alla fine, avremo visto come la mente devia da una parte o dall’altra, quanto spesso lo fa, in che modi e in che direzioni. Tutto ciò è molto interessante. E ancora più interessante è il fatto che la volta successiva che ci proveremo, sarà ancora diverso. Perché la prossima volta non saremo le stesse persone identiche, anzi. Neanche se dovessimo riprovarci subito.

[La foto è di Yogendra Singh, India]

Ascolta la meditazione guidata

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L’importante è praticare sempre il non attaccamento!

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