Meditazione guidata sulla mia casa in me

meditazione guidata sulla mia casa in me

Con questa meditazione guidata sulla mia casa in me vorrei invitarvi ad approfondire insieme il tema dell’interdipendenza. Esploreremo, in particolare, come siamo connessi con il mondo vivente, il mondo materiale e gli altri esseri umani attraverso l’ambiente che ci circonda.

È una meditazione che possiamo fare comodamente a casa da soli, dopo aver studiato questo testo o ascoltando l’audio della meditazione guidata. Ma è anche molto adatta a essere praticata in gruppo. Nella comunità di Noi di Zen in the City l’abbiamo praticata insieme, online.

Per prima cosa è bene sedersi nella posizione che ciascuno di noi ritiene più adatta a sostenere un’attenzione rilassata per una durata di circa 30 minuti.

Mentre siamo seduti, pian piano sentiamo che la nostra mente – dispersa in molte direzioni diverse e ancora influenzata dagli elementi della giornata – si raccoglie, per connettersi con questo corpo, questo luogo e questo momento.

Chiudiamo gli occhi (ma possiamo anche lasciarli semichiusi con lo sguardo sfocato), sentendo in noi la motivazione che ci ha portato qui stasera.

Iniziamo a prendere consapevolezza del respiro, osservando come l’aria entra ed esce dal corpo. Con ogni inspirazione e espirazione, ci sentiamo più rilassati e presenti in questo momento.

Prima parte: connessione con il mondo vivente

Mentre continuiamo a respirare, immaginiamo l’aria che stiamo respirando. Quest’aria è la stessa che circonda il pianeta, toccando foreste, oceani, città e montagne.

Ogni molecola di ossigeno che entra nei nostri polmoni è stata prodotta dalle piante e dalle alghe, creando un legame invisibile tra noi e il regno vegetale. Sentiamoci connessi a queste piante che, attraverso il processo di fotosintesi, supportano la vita sula Terra e la nostra stessa esistenza.

Inspirando sento l’ossigeno che dall’aria si trasferisce nel sangue e alimenta ogni cellula del mio corpo.

Tutto quell’ossigeno che ci tiene in vita proviene dal plancton negli oceani, dalle foreste, dalle piante, dai laghi. Proprio come l’anidride carbonica che esaliamo nutre così tante forme di vita. Immaginiamo tutti i luoghi vicini e lontani da cui proviene l’ossigeno.

L’Amazzonia, l’Oceano Atlantico, il mare Mediterraneo, le foreste dell’Africa centrale, tutti i parchi e la vegetazione vicina dove viviamo. Le tue piante di casa. Non potremmo sopravvivere senza ossigeno e ci viene fornito incondizionatamente.

Ora, pensiamo agli animali, inclusi gli umani, che condividono questo ossigeno e respirano la stessa aria.

Siamo tutti uniti in un ciclo di vita che ci collega indissolubilmente gli uni agli altri, in questo edificio dove mi trovo, in questa città, in questa nazione e nel mondo intero.

Inspirando sento che le caratteristiche del mio organismo sono molto simili a quelle di miliardi di altri esseri viventi, espirando mi sento in connessione con tutti gli esseri umani e gli altri animali.

Sento anche di essere in connessione con i miei antenati, che hanno respirato questa stessa aria secoli fa.

Con ogni respiro, sentiamoci parte di questa rete infinita di vita, estesa attraverso il tempo e lo spazio.

Seconda parte: connessione con il mondo materiale

Adesso, portiamo la nostra attenzione alla casa nella quale ci troviamo.

Inspirando sono consapevole della posizione del mio corpo. Espirando sento la pressione del corpo sul supporto che mi sostiene.

Sento che questo pavimento, questa casa, l’intero edificio mi sostengono e sono parte di me.

Sento il contrasto tra la morbidezza del mio corpo e la durezza degli elementi che mi sostengono. Ho stabilito un contatto tra il mondo vivente e quello delle cose inanimate.

So però che questi due mondi sono in realtà molto simili. Io stesso non potrei esistere, così come sono, senza questa casa, che è a tutti gli effetti parte di me stesso.

Inoltre ogni materiale, dalla pietra ai mattoni, al legno e al vetro, proviene dalla Terra. Questi materiali sono stati formati attraverso processi che abbracciano geologie e tempi che superano la nostra comprensione immediata.

Mi immagino mentalmente di toccarli per sentirne la consistenza.

Le molecole che formano i materiali con cui è fatta la casa provengono da spazi e tempi lontanissimi: dalle stelle, dalle galassie, dal Big Bang.

Questa casa è un insieme di elementi che, come ciascuno di noi, sono soggetti alle leggi dell’universo – gravità, termodinamica, elettromagnetismo. Ogni elemento – pur apparendoci solido e colorato – è in realtà fatto di atomi che sono in gran parte vuoti, proprio come il nostro corpo.

Inspirando ed espirando contemplo le leggi dell’universo che governano sia tutto ciò che mi circonda, sia me stesso.

Terza parte: connessione con altri esseri umani

Inspirando sento la presenza del mio corpo in questa casa. Questa casa non esiste solo per me. Ogni suo dettaglio racconta la storia di chi l’ha progettata, costruita e abitata. Mentre respiro, mi apro alla presenza di chi ha lasciato la propria impronta in questo luogo.

Ogni persona ha contribuito con il proprio lavoro, le proprie speranze e i propri sogni.

Io sono la continuazione di quelle persone, delle loro speranze e dei loro sogni.

Sento la presenza delle persone che, nel tempo, hanno abitato questa casa e il terreno su cui è costruita. Bambini, adulti, anziani. Le loro gioie e le loro sofferenze hanno dato un senso a questo luogo. Ormai sono andate. Rimangono queste strutture che vengono riempite di nuovi significati dalla mia presenza.

Inspirando prendo contatto con la coscienza collettiva che è in me. Espirando, sono consapevole che gran parte dei miei pensieri e delle mie emozioni appartiene alla coscienza collettiva.

Questa coscienza è comune a tutti coloro che mi hanno preceduto in questa casa, in questo quartiere e in questa città. Oggi è parte di me. Sento che mi collega profondamente e intimamente ha chi è già stato qui.

Mi sento in connessione con gli altri abitanti di questo edificio e di questo quartiere. Ognuno di noi è una tessera in un mosaico più grande, con storie intrecciate e vite che si toccano.

La nostra interdipendenza va oltre le mura fisiche per abbracciare le esperienze condivise, il supporto reciproco che ci forniamo attraverso il nostro lavoro, e la comunità che – nel bene e nel male – costruiamo insieme.

Conclusione

Mentre questa meditazione si avvicina al termine, prendiamoci un momento per sentire gratitudine per queste connessioni.

Lasciamo che questa consapevolezza dell’interdipendenza ci riempia di un senso di umiltà e meraviglia per la complessità del nostro mondo.

Con un ultimo respiro profondo, portiamo con noi questa sensazione di unità e connessione, mentre ci apprestiamo a tornare lentamente alla nostra attenzione abituale.

Audio della meditazione guidata:

 

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[La foto sulla meditazione guidata è di Francesco Ungaro, Italia]

Paolo Subioli

Insegno meditazione e tramite il mio blog Zen in the City propongo un’interpretazione originale delle pratiche di consapevolezza legata agli stili di vita contemporanei.

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