Meditazione sull’impermanenza di tutte le cose

impermanenza

La meditazione sull’impermanenza è una pratica che si concentra sulla natura transitoria di tutte le cose, aiutando a sviluppare una comprensione più profonda del cambiamento costante nella vita. Attraverso questa meditazione, cerchiamo di ridurre l’attaccamento e l’avversione, accettando la realtà come essa si manifesta.

In questo post è possibile ascoltare una meditazione guidata sull’impermanenza, basata su un testo del maestro zen Thich Nhat Hanh.

La meditazione sull’impermanenza è una pratica molto utile per migliorare la propria vita. Cogliere la realtà mutevole e impermanente di tutte le cose è infatti la via maestra per la liberazione dalla sofferenza, perché ci aiuta a non attaccarci a nulla da cui poi dovremo prima o poi separarci, comprese le emozioni.

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Ciascuno di noi ha fatto più e più volte esperienza dell’impermanenza di tutte le cose. Il nostro corpo si trasforma giorno dopo giorno. Oggi sto bene, domani forse non mi sentirò bene. Col tempo la mia pelle invecchia e la forza fisica di cui dispongo si affievolisce. Adesso sono di buon umore, tra un’ora potrei essere arrabbiato, ma poi mio passerà. Amicizie a cui tenevo molto si affievoliscono fino a dimenticarsi del tutto a vicenda. Le idee di cui si parla e si discute cambiano tantissimo, nel corso del tempo, così come cambia la politica, gli scenari internazionali, i diritti dei lavoratori, i sistemi sanitari e pensionistici. Il mio telefono mi sembra così vecchio, eppure l’ho comprato solo 3 anni fa!

L’elenco potrebbe essere infinito, perché non c’è proprio nulla al mondo che non sia soggetto alla legge del cambiamento, dell’impermanenza.

L’impermanenza non è un concetto da comprendere intellettualmente, quanto piuttosto da sperimentare direttamente. A cominciare da sé stessi. Il nostro corpo e la nostra mente sono gli oggetti di studio più semplici da avere a disposizione, perché sono sempre con noi.

L’autore di questa meditazione, Thich Nhat Hanh, con la sua grande intelligenza ci aiuta a scoprire la dimensione dell’impermanenza in un modo molto facile.

Passando in rassegna il proprio corpo, si comincia dai capelli. Per noi uomini specialmente, è molto facile coglierne il carattere impermanente, perché cominciamo a perderli presto, ma il loro imbiancamento è un fenomeno che chiunque può osservare su di sé. Poi si passa agli occhi. Dopo i 40 anni, con l’insorgere della presbiopia, ci si rende benissimo conto di cosa sia, l’impermanenza per gli occhi.

E poi, con l’aiuto della voce che guida, si passa in rassegna tutto il resto del corpo, che non sfugge alla legge dell’impermanenza in nessuna delle sue parti. Anzi, ogni giorno nel nostro copro nascono e muoiono migliaia di cellule.

Dal corpo si può passare facilmente ad una scala più ampia: la mia nazione, il pianeta terra, i sistemi politici che governano il mondo. Non sono forse tutti estremamente mutevoli? Un conto è saperlo in teoria, un altro sperimentarlo. Esserne pienamente consapevoli ci aiuta di sicuro a porci nei loro confronti con un atteggiamento più aperto, equanime e sereno.

Poi sarà più facile, nella vita di tutti i giorni, cogliere il carattere impermanente anche delle emozioni. Le nostre e quelle degli altri. E così via.

L'impermanenza nel corpo umano

Ascolta l’audio della meditazione guidata:

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Paolo Subioli

Insegno meditazione e tramite il mio blog Zen in the City propongo un’interpretazione originale delle pratiche di consapevolezza legata agli stili di vita contemporanei.

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