Praticare la meditazione nella vita quotidiana è un modo per meditare alternativo alla classica pratica del rimanere seduti in silenzio, particolarmente adatto agli stili di vita del giorno d’oggi. La lezione dello Zen, in particolare, si applica al mondo contemporaneo: adattare la pratica meditativa, finalizzata allo sviluppo spirituale, alla vita delle persone normali, dunque inserita nel flusso delle attività quotidiane come camminare, mangiare, lavorare, dormire, eccetera.
Inserire la meditazione nella vita quotidiana oggi è più importante che mai. Non tanto perché c’è poco tempo per la meditazione formale seduta, che è bene rimanga un’abitudine quotidiana. Il motivo è soprattutto che il mondo contemporaneo è sovraccarico di stimoli di ogni sorta, che rendono arduo creare silenzio nella mente. Con la meditazione nella vita quotidiana inseriamo la consapevolezza e il silenzio mentale in quello che già dobbiamo fare. Perciò risulta molto efficace!
Origini storiche della meditazione nella vita quotidiana
È forse necessario ricordare che il Buddhismo indiano delle origini si applicava tipicamente alla vita monastica. I praticanti, per lo più monaci e monache, conducevano una vita ritirata, dedicata completamente alla pratica meditativa e all’osservanza di regole etiche molto precise.
Quando il Buddhismo venne assimilato in Cina, entrò in contatto con culture profondamente diverse, come quelle del Taoismo e del Confucianesimo, trasformandosi in qualcosa di diverso. Il contesto cinese, più orientato alla vita comunitaria e alle relazioni sociali, favorì una reinterpretazione della pratica buddhista in chiave più concreta e applicabile alla vita quotidiana. Il risultato di questo processo fu una spiritualità più pratica e più incarnata nel contesto sociale, una pratica che non si limitava al monastero ma che trovava espressione nelle attività di tutti i giorni. Erano le prime forme di meditazione nella vita quotidiana. Questo nuovo approccio fu alla base della nascita del Chan, che poi si trasformò in Zen una volta approdato in Giappone.
Il Chan cinese, e successivamente lo Zen giapponese, si contraddistinsero per un’importante integrazione tra la pratica formale della meditazione seduta (zazen) e l’attenzione consapevole rivolta alle attività ordinarie della vita. Lo Zen enfatizzò la possibilità di praticare la consapevolezza in qualsiasi momento e in qualsiasi attività, trasformando le azioni quotidiane in opportunità di crescita spirituale. Questo tipo di pratica includeva molte attività apparentemente comuni, come il dipingere, il tirare con l’arco, il giardinaggio, la cerimonia del tè, la calligrafia, e persino il lavare i piatti o spazzare il pavimento. Ogni gesto poteva diventare un’occasione per coltivare la concentrazione e per rimanere in profondo contatto con il momento presente.
Lo Zen insegnava che ogni azione, se eseguita con piena consapevolezza, poteva diventare una forma di meditazione. L’idea era quella di eliminare la distinzione tra pratica formale e vita quotidiana, rendendo quest’ultima un campo fertile per lo sviluppo della mente e del cuore. Attraverso l’attenzione al qui e ora, si coltivava la capacità di rispondere alle situazioni della vita con serenità e saggezza, senza lasciarsi travolgere dalle emozioni o dai pensieri compulsivi, attuando di fatto la meditazione nella vita quotidiana.
La pratica in azione come forma di meditazione nella vita quotidiana
In varie tradizioni si è poi sviluppata la cosiddetta “pratica in azione” come forma di meditazione nella vita quotidiana, cioè la consapevolezza rispetto alla situazione che si sta vivendo nel qui e ora, qualsiasi cosa si stia facendo.
Si possono fare molti esempi:
Sto camminando, e invece di pensare a qualcos’altro, mi concentro completamente su ciò che sta avvenendo qui e ora.
Sto pelando le patate. Mentre lo faccio non penso a qualcos’altro, ma mi concentro solo su questa azione, cercando anche di metterci tutto me stesso.
Infatti ancora oggi nello Zen tradizionale si dà molta importanza alla meditazione nella vita quotidiana, che comprende compiti come lavare i piatti, fare le pulizie di casa, e così via.
Con tale atteggiamento, siamo pienamente inseriti al centro della vita, perché la nostra vita si svolge unicamente nel momento presente e non nel passato, né nel futuro. Il passato non c’è più e il futuro non c’è ancora. Esiste solo il presente.
Concentrandoci al cento per cento su ciò che stiamo facendo non solo entriamo in contatto con la vita, ma anche con la verità, perché impariamo a vedere le cose direttamente, per quello che sono, e non per quello che pensiamo che siano o che vorremmo che fossero. Perciò è un tipo di esercizio molto importante.
Ricollegarsi al momento presente
Il maestro zen Thich Nhat Hanh spiega bene in che modo la consapevolezza delle azioni ordinarie possa essere la chiave per rientrare realmente in noi stessi e goderci la vita:
Mentre lavate i piatti forse pensate al tè che vi aspetta, perciò cercherete di sbrigarvela il prima possibile per andarvi a gode re la vostra tazza di tè. Ma questo significa che mentre lavate i piatti siete incapaci di vivere. Quando lavate i piatti, lavare i piatti dev’essere la cosa più importante della vostra vita. Allo stesso modo, quando bevete il tè, bere il tè de v’essere la cosa più importante della vostra vita. Quando andate al gabinetto, prendetela come la cosa più importante della vostra vita.
Seguendo questo approccio, ogni atto della vita quotidiana diventa una specie di rito, di cerimonia. Anche quando non c’è nulla da “celebrare”, la consapevolezza stessa merita solennità per la sua stessa importanza.
Istruzioni per la meditazione nella vita quotidiana
Oggi molte azioni della vita quotidiana sono state eliminate. Si tende a delegare le faccende di casa, a muoversi poco a piedi, a cucinare il meno possibile, a dedicarsi poco o per niente ai lavori artigianali o al giardinaggio.
Eppure le occasioni non mancano. Ecco alcune situazioni perfette per una pratica in azione nella vita contemporanea, che più volte abbiamo trattato in questo sito, con i link ai rispettivi articoli:
Oggi nessuno può dire di non avere tempo di praticare la meditazione, perché con la pratica in azione, con la meditazione incarnata nella vita quotidiana, possiamo avere molti momenti in cui siamo concentrati al cento per cento su ciò che stiamo facendo, godendocelo appieno, qualsiasi cosa sia.
Non rimandare a un altro giorno la tua pratica: comincia subito, muovendoti consapevolmente non appena avrai finito di leggere questo articolo!
"Questo libro è stato il mio primo contatto con lo zen. Per me che sono appena approdata in questo mondo è stato una rivelazione, perché parla di pratiche quotidiane che non necessitano di particolari conoscenze, ma che aiutano a vivere la vita in modo più sereno. è un libro alla portata di tutti, esordienti e esperti. è bello potercisi affidare in davvero molti momenti della giornata, perché nel libro si riesce a trovare la giusta…
Ho scritto questo libro per condividere ciò che ho imparato nell’ambito della mia pratica quotidiana, grazie agli insegnamenti dei maestri, ma anche e soprattutto dell’esperienza diretta.
Insegno meditazione e tramite il mio blog Zen in the City propongo un’interpretazione originale delle pratiche di consapevolezza legata agli stili di vita contemporanei.
In effetti la pratica meditativa “nel fare” è molto affascinante. Difficile, però, avere sempre la consapevolezza di applicarla. La prima sfida è quella Ps: complimenti per il sito :)
In effetti la pratica meditativa “nel fare” è molto affascinante. Difficile, però, avere sempre la consapevolezza di applicarla. La prima sfida è quella
Ps: complimenti per il sito :)