
La contemplazione del corpo è una pratica di consapevolezza che unifica respiro, mente e sensazioni fisiche, favorendo calma profonda e guarigione, e riportando l’esperienza al contatto diretto con la vita presente.
Ascolta una sintesi di questa lettura:
Contemplazione del corpo
Il superamento del dubbio scettico (vicikicchā) è cruciale nell’addestramento della mente. Dubbio e incertezza sono ostacoli formidabili con cui dobbiamo confrontarci. L’investigazione dei “primi tre vincoli” – idee sul sé, attaccamento cieco a regole e pratiche religiose, dubbio scettico – è la strada praticata dagli illuminati che conduce alla libertà dall’attaccamento. Ma dapprima si comprendono queste contaminazioni solo attraverso i libri, mancando ancora la visione profonda di come le cose sono in realtà.
Investigare le idee che abbiamo sul sé, la concezione che abbiamo della personalità, è la strada per andar oltre l’inganno di considerare il corpo come un sé, sia esso riferito all’attaccamento verso il vostro corpo e quello di altri. Le idee sul sé, le proiezioni che conseguono sulla personalità, sono un fenomeno in cui identificate voi stessi. Questo include l’attaccamento alla convinzione che il corpo sia un sé. Dovete investigare questa visione fino a raggiungere una nuova comprensione e poter vedere la verità che l’attaccamento al corpo è una corruzione che ostruisce le menti di tutti gli esseri umani dall’ottenere la visione del Dhamma.
Per questa ragione, prima di ogni cosa, il monaco precettore istruisce ciascun candidato all’ordinazione di bhikkhu (monaco) ad indagare cinque oggetti di meditazione: capelli, peli, unghie, denti e pelle. E’ tramite la contemplazione e l’investigazione che sviluppate la visione profonda relativa alle idee sul sé. Questi oggetti costituiscono le più immediate basi d’attaccamento che creano l’illusione del concetto di personalità.
Questa contemplazione conduce al diretto esame delle idee sul sé e offre i mezzi con i quali ogni generazione di uomini e donne che ricevono tali istruzioni dal loro precettore, entrando nella comunità monastica, possono di fatto trascendere le identificazioni con una idea di sé. Ma inizialmente, senza una visione profonda, e quindi impossibilitati a penetrare il concetto di personalità e vedere la verità delle cose così come sono, rimanete nell’illusione. Mancate della visione della verità perché ancora avete un attaccamento forte e rigido. E’ questo attaccamento che sostiene l’illusione.
Il Buddha ci ha insegnato a trascendere l’illusione. Il modo di trascenderla è attraverso la chiara visione di cosa il corpo sia. Con una penetrante visione interiore dovete vedere che la vera natura del vostro corpo e quello delle altre persone è essenzialmente la stessa. Non esiste differenza sostanziale fra i corpi della gente. Il corpo è solo il corpo; non è un essere, un sé, vostro o loro. Un corpo esiste: lo etichettate e gli date un nome. Poi vi ci attaccate e vi ci aggrappate con l’idea che sia il vostro corpo o quello di altri. Vi attaccate all’idea che il corpo sia permanente e che sia qualcosa di pulito e di piacevole. Questa attaccamento penetra in profondità nella mente. Questo è il modo in cui la mente si attacca al corpo.
Avere idee sul sé significa che siete ancora preda di dubbi e incertezze a proposito del corpo. La vostra visione profonda non ha ancora pienamente penetrato l’illusione di immaginare un corpo come un sé. Finché l’illusione persiste, denominerete un corpo come sé (o atta), e interpreterete la vostra intera esperienza dal punto di vista che ci sia una entità solida e durevole che possa essere chiamata sé. Siete così completamente attaccati al modo convenzionale di vedere il corpo come un sé, da non esserci apparentemente un modo di vedere il tutto diversamente.
Ma una chiara comprensione, in linea con il modo in cui le cose sono realmente, significa vedere il corpo così com’è: il corpo è solo un corpo. Con la visione profonda, vedete il corpo semplicemente come tale, e questa saggezza annulla l’illusione di un senso del sé. Questa intuizione che vede il corpo così com’è, conduce alla distruzione dell’attaccamento attraverso il suo sradicamento graduale e l’abbandono dell’illusione.
Praticate la contemplazione del corpo “così com’è”, finché diventi naturale pensare a voi stessi come: “Oh, il corpo è semplicemente il corpo. E’ così com’è”. Una volta che questo modo di riflettere sia connaturato, nel momento che vi direte che è così com’è, la mente lascerà andare. C’è il lasciare andare dell’attaccamento al corpo. C’è la visione profonda del corpo semplicemente come corpo.
Sostenendo questo senso di distacco mediante la visione continua del corpo come solo un corpo, tutti i dubbi e le incertezze sono gradualmente sradicati. Più si investiga sul corpo, più si vede con chiarezza come lo stesso sia solo un corpo anziché una persona, un essere, un me o un loro, e più potente sarà anche l’effetto sulla mente, culminante nella rimozione simultanea del dubbio e dell’incertezza.
Da: Ajahn Chah, “Istruzioni sulla meditazione”, Edizioni Santacittarama, 2013.
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