Ajahn Sumedho – Al corpo umano piace ricevere attenzione

attenzione al corpo

Riflettete sulle condizioni del corpo e della mente e concentratevi su di esse. Potete passare in rassegna il corpo e riconoscere le sensazioni, ad esempio le vibrazioni nelle mani o nei piedi, oppure concentrarvi su un punto qualunque del corpo. Percepite la sensazione della lingua in bocca che tocca il palato, o il contatto fra il labbro superiore e quello inferiore, oppure portate alla coscienza la sensazione di umidità della bocca, o la pressione degli indumenti sul corpo, tutte quelle sensazioni sottili a cui in genere non facciamo caso. Contemplando queste sottili sensazioni fisiche, concentratevi su di esse, e il corpo si rilasserà. Al corpo umano piace ricevere attenzione. È contento di essere oggetto di una concentrazione delicata e tranquilla; però se siete così ‘sconsiderati da odiarlo può darvi molto filo da torcere. Ricordate che dobbiamo vivere in questa struttura per il resto della nostra vita. Perciò fareste meglio a imparare a conviverci con un atteggiamento positivo.

Qualcuno dirà: “Ma il corpo non è importante, è solo una cosa repellente, invecchia, si ammala e muore. Il corpo non conta, l’importante è la mente”. E un atteggiamento piuttosto diffuso fra i buddhisti! Ma in realtà ci vuole pazienza per concentrarsi sul corpo motivati da altro che non da vanità! La vanità è abuso del corpo umano, ma toccarlo con la consapevolezza è sano. Non serve a rafforzare il senso dell’io, è solo un’espressione di benevolenza nei confronti di un corpo vivente, che ad ogni modo non si identifica con voi.

Da: Ajahn Sumedho, “Il suono del silenzio“, Astrolabio Ubaldini, 2008.

Per approfondire:

concentrarsi sul corpo

Ajahn Sumedho – Frasi, libri, biografia e testi in italiano

Meditazione Vipassana

[La foto è di Sharon McCutcheon, Stati Uniti]

Il suono del silenzio

Ajahn Sumedho, Il suono del silenzio
Genre:
Page Count: 170
Ajahn Sumedho ha sempre centrato il suo insegnamento sulla consapevolezza, il solo vero rifugio in una condizione umana che, essendo nata, creata, condizionata, è votata alla sofferenza e alla disgregazione. La consapevolezza come rifugio, quindi, e come strumento prezioso per entrare in contatto con le proprie illusioni, i preconcetti, le emozioni e le reazioni abituali che, una volta illuminate nella loro transitorietà, nella loro natura di puri oggetti mentali, perdono molto del loro potere.

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