Shunryu Suzuki-roshi – Posizione del Loto: perché la usiamo nella meditazione

posizione del loto

Ora vorrei parlare della nostra posizione zazen. Quando sedete nella posizione del loto completo, avete il piede sinistro sulla coscia destra e il piede destro sulla coscia sinistra. Quando incrociamo le gambe in questo modo, nonostante abbiamo una gamba destra e una sinistra, esse sono diventate tutt’uno. La posizione esprime l’unità della dualità: né due né uno. È questo l’insegnamento più importante: né due né uno. Il corpo e la mente non sono né due né uno. Se pensate che il corpo e la mente siano due, è sbagliato; se pensate che siano uno, è ancora sbagliato. Il corpo e la mente sono due e uno allo stesso tempo. Di solito pensiamo che se qualcosa non è uno, è allora più di uno; se non è singolare, è plurale. Ma nell’esperienza effettiva, la vostra vita è non solo plurale, è anche singolare. Ognuno di noi è dipendente e indipendente allo stesso tempo. Fra qualche anno moriremo. Se crederemo che ciò sia la fine della nostra vita e basta, allora avremo capito male. Ma, d’altro canto, anche pensare di non dover morire è sbagliato. Moriamo e non moriamo. Ecco il retto intendimento. Alcuni possono sostenere che la mente o l’anima esistano per sempre, e che sia solo il corpo fisico a morire. Ma ciò non è propriamente esatto, perché mente e corpo hanno entrambi una fine. Ma nel contempo è anche vero che esistono in eterno. E anche se noi diciamo «mente e corpo’, in realtà si tratta di due facce della stessa medaglia. Ecco il retto intendimento. Dunque, quando assumiamo questa posizione, essa simboleggia questa verità.

Da: Shunryu Suzuki-roshi, “Mente zen, mente di principiante. Conversazioni sulla meditazione e la pratica zen“, Astrolabio Ubaldini, 1978.

Mente zen, mente di principiante. Conversazioni sulla meditazione e la pratica zen

Mente zen, mente di principiante. Conversazioni sulla meditazione e la pratica zen
Tratto dai discorsi che Suzuki-Roshi teneva ai propri studenti zen, questo libro è la testimonianza scritta di un grande uomo, il quale, con le sue doti umane di semplicità, dolcezza, calore e umorismo, ha saputo comunicare agli occidentali, in una lingua occidentale, l'intimo significato dello zen, collocandosi così, insieme a Watts, Krishnamurti e Trungpa, fra i protagonisti dell'incontro fra Oriente religioso e Occidente contemporaneo.

Paolo Subioli

È uno dei più importanti testi dei riferimento sulla meditazione. Il concetto di ‘mente di principiante’ è importantissimo e non a caso viene citato dalla maggior parte dei grandi maestri.

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[La foto è di Polina Tankilevitch, Russia]