Thich Nhat Hanh – Che cos’è la consapevolezza? È come uno schermo solare

che cos'è la consapevolezza

Che cos’è la consapevolezza? Per Thich Nhat Hanh è come uno schermo solare che protegge la pelle sensibile di un neonato. Con la sua protezione possiamo rimanere sani e al sicuro e assumere solo i nutrimenti più sani.

Tutti i suoni intorno a noi e tutti i pensieri che rivisitiamo senza sosta nella nostra mente possono essere considerati una sorta di cibo. Il cibo commestibile, quello che mastichiamo e deglutiamo fisicamente, ci è familiare ma non è l’unico tipo di cibo che noi esseri umani consumiamo, è solo uno dei tanti. Quello che leggiamo, le nostre conversazioni, gli spettacoli che guardiamo, i giochi online che facciamo, e le nostre preoccupazioni, pensieri e ansie sono tutti cibo. Non stupisce che spesso non abbiamo posto per bellezza e silenzio nella nostra coscienza: ci stiamo riempiendo costantemente di moltissimi altri tipi di cibo.

Ci sono quattro tipi di cibo che ogni persona consuma ogni giorno. Nel buddhismo li chiamiamo i Quattro Nutrimenti. Sono cibo commestibile, impressioni sensoriali, volizione e coscienza, sia individuale sia collettiva.

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Il cibo commestibile è, naturalmente, quello che mangi ogni giorno con la bocca.

Il secondo cibo, le impressioni sensoriali, è costituito dalle esperienze che ricevi attraverso occhi, orecchie, naso, lingua, corpo e mente. Comprende ciò che senti, ciò che leggi, ciò che odori e ciò che tocchi. Comprende i tuoi messaggi telefonici e gli SMS, il suono dell’autobus fuori dalla tua finestra e il cartellone che leggi mentre vi passi davanti. Benché tali cose non siano cibo commestibile sono informazioni e idee che entrano nella tua coscienza e che tu consumi ogni giorno.

La terza fonte di nutrimento è la volizione. La volizione è la tua volontà, la tua preoccupazione, il tuo desiderio. È cibo perché «nutre» le tue decisioni, le tue azioni e i tuoi movimenti. Senza la volizione, senza l’intenzione di fare qualcosa, non ti muoveresti, appassiresti semplicemente.

Il quarto tipo di cibo è la coscienza. Comprende la tua coscienza individuale e il modo in cui la tua mente nutre sé stessa e nutre i tuoi pensieri e le tue azioni. Include anche la coscienza collettiva e il modo in cui influisce su di te.

Tutti questi cibi possono essere salutari o non salutari, nutrienti o tossici, a seconda di cosa consumiamo, quanto consumiamo e quanto siamo consapevoli del nostro consumo. Per esempio, a volte mangiamo cibo spazzatura che ci fa stare male, o beviamo troppo quando siamo turbati per qualcosa, nella speranza di distrarci, anche se in seguito quel consumo ci fa sentire peggio.

Facciamo la stessa cosa con gli altri nutrimenti. Con il cibo sensoriale possiamo anche essere consapevoli di assumere messaggi che sono sani e illuminanti o, d’altro canto, possiamo usare videogame, film, riviste o persino dedicarci al pettegolezzo con lo scopo di distrarci dalla nostra sofferenza. Anche la volizione può essere salutare (motivazione costruttiva) oppure non salutare (brama e ossessione). Parimenti, la coscienza collettiva può essere salutare o non salutare. Pensa a come sei influenzato dallo stato d’animo o dalla coscienza del “gruppo in cui ti trovi, dal fatto che esso sia solidale, felice, arrabbiato, pettegolo, competitivo o inquieto.

Visto che ogni nutrimento influisce a fondo su di noi, è importante essere consapevoli di cosa e quanto stiamo consumando. La nostra consapevolezza è la chiave della nostra protezione. Senza protezione assorbiamo di gran lunga troppe tossine. Senza rendercene conto ci riempiamo di suoni tossici e coscienza tossica che ci fanno stare male. La consapevolezza mentale è come uno schermo solare che protegge la pelle sensibile di un neonato. Senza di esso la pelle si riempirebbe di vesciche e si ustionerebbe. Con la protezione della nostra consapevolezza siamo in grado di rimanere sani e al sicuro e di assumere solo i nutrimenti che ci aiutano a prosperare.

Il dono del silenzio

thich nhat hanh, il dono del silenzio
Viviamo alla continua ricerca della felicità, e nella corsa senza sosta per raggiungerla non ci accorgiamo delle straordinarie meraviglie di cui è già ricco il mondo attorno a noi. Ogni giorno, ogni ora, ogni istante la bellezza ci chiama, ma raramente ci poniamo in ascolto. Perché per avvertire la sua voce e poterle rispondere è necessaria una condizione divenuta rara: il silenzio. In questo piccolo libro, Thich Nhat Hanh ci mostra il percorso da intraprendere…

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[La foto è Moose Photos]

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