Thich Nhat Hanh – Il Sangha è uno degli investimenti più importanti che puoi fare

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Il Sangha è una comunità essenziale per il sostegno e la pratica consapevole. Crearlo richiede impegno personale e trasformazione interiore, ma porta armonia, gioia e resilienza contro le sfide della società.

Tutti noi abbiamo bisogno di un Sangha. Se non abbiamo ancora un buon Sangha dovremmo impiegare tempo ed energie per costruirne uno. Se sei uno psicoterapeuta, un medico, un operatore sociale, se lavori nell’ambito del pacifismo o dell’ambientalismo, hai bisogno di un Sangha: senza un Sangha hai troppo poco sostegno e rischi di esaurirti in poco tempo. Uno psicoterapeuta può coinvolgere alcuni pazienti che hanno superato le loro difficoltà, che lo considerano un fratello o un amico, per formare un gruppo di persone che pratica in qualità di Sangha, che pratica lo stare insieme nella pace e nella gioia in una atmosfera familiare. Hai bisogno di fratelli e di sorelle nella pratica, per riceverne nutrimento e sostegno: un Sangha può aiutarti nei momenti difficili. La tua capacità di prestare aiuto alle persone si capisce osservando coloro che hai attorno.

Ho incontrato psicoterapeuti che non hanno una vita privata felice; dubito molto che ci potrebbero aiutare, in caso ne avessimo bisogno. Ho proposto loro di formare un Sangha: fra i membri del Sangha ci potrebbero essere persone che hanno tratto profitto dalla terapia, che sono guarite e che hanno fatto amicizia con il terapeuta. Il Sangha è fatto per incontrarsi e per praticare insieme il respirare e il vivere consapevolmente in pace, gioia e amorevolezza: potrebbe essere una fonte di sostegno e di conforto per il terapeuta. Non solo gli psicoterapeuti e i meditanti debbono imparare l’arte di costruire un Sangha, lo dobbiamo fare tutti. Non credo che potresti arrivare lontano, senza un Sangha. Io vengo nutrito dal mio Sangha; ogni conquista che vi si verifica mi dà sostegno e mi rafforza.

Per costruire un Sangha comincia col trovarti un amico a cui piacerebbe unirsi a te per praticare la meditazione seduta, quella camminata, per recitare gli impegni, per fare una cerimonia del tè o una discussione sugli insegnamenti. Alla fine altri vi chiederanno di unirsi a voi, e il piccolo gruppo potrà riunirsi settimanalmente o mensilmente a casa di uno dei suoi membri. Alcuni Sangha finiscono col trovare un terreno e spostarsi in campagna per dare vita a un centro di pratica. Il vostro Sangha, naturalmente, comprende gli alberi, gli uccelli, il cuscino da meditazione, persino l’aria che respirate: tutto ciò che vi sostiene nella pratica. È un’occasione rara, trovarsi con persone che praticano insieme profondamente. Il Sangha è una gemma preziosa.

Il principio di base è organizzare il Sangha in modo che tutti ne possano trarre il massimo beneficio. Non troverete mai un Sangha perfetto: uno imperfetto va già benissimo. Invece di lamentarti tanto del tuo Sangha, fai del tuo meglio per trasformare te stesso in un buon elemento del Sangha. Accetta il Sangha e consideralo una base su cui costruire qualcosa di valido. Quando tu e la tua famiglia praticate e fate ogni cosa in maniera consapevole, siete già un Sangha; se vicino a casa tua c’è un parco dove puoi portare i bambini a fare meditazione camminata, quel parco è parte del tuo Sangha. Se vogliamo migliorare la qualità del nostro Sangha, cominciamo da noi stessi. Io so che il modo più efficace per migliorare il mio Sangha è camminare in consapevolezza durante la meditazione camminata, bere il mio tè in consapevolezza, osservare le cose e le persone e mettermi in contatto con loro con profondità e presenza mentale, essere più tollerante, essere più aperto. Questo tipo di pratica migliorerà di certo la qualità del mio Sangha; non c’è altro modo per farlo.

Un Sangha è una comunità di resistenti: oppone resistenza alla velocità, alla violenza, ai modi di vivere malsani che prevalgono nella nostra società. Presenza mentale è proteggere noi stessi e gli altri. Un buon Sangha può portarci nella direzione dell’armonia e della consapevolezza. La cosa più importante è la sostanza della pratica, mentre le forme possono essere modificate e adattate.Il nostro Sangha, è ovvio, ha dei difetti. Certo, ci sono cose che andrebbero migliorate, però lo scopo principale di un Sangha è praticare, praticare la consapevolezza, praticare una maggiore apertura, una maggiore tolleranza e amorevolezza. Questa pratica porterà felicità a noi stessi e alle persone che ci circondano. Per poter portare pace, felicità e tolleranza nelle nostre famiglie dobbiamo praticare la pace, la gioia e la felicità con il Sangha.

Grazie al sostegno amorevole degli altri, possiamo entrare in contatto con gli elementi positivi e salutari che abbiamo entro di noi e intorno a noi. Siamo molto fortunati, se abbiamo una buona comunità di amici. Per creare una buona comunità, dobbiamo innanzitutto trasformare noi stessi in buoni elementi della stessa comunità, dopodiché potremo aiutare un’altra persona a entrare a far parte della comunità; in questo modo ci costruiamo una rete di amici. Dobbiamo considerare gli amici e la comunità come i nostri investimenti produttivi più importanti, che possono condividere la nostra gioia e la nostra felicità e ci possono aiutare e confortare in tempi difficili. Possiamo avere un sacco di soldi in banca e, comunque, morire di dolore; al contrario, investire in un amico, fare di un amico un vero amico, costruire una comunità di amici è fonte di sicurezza molto migliore.

Da: Thich Nhat Hanh, “Insegnamenti sull’amore“, BEAT, 2014.

Per approfondire:

Stephen Batchelor – Qual è il significato di Sangha in un’epoca laica?

Thich Nhat Hanh

Thich Nhat Hanh – tutti i libri

Insegnamenti sull’amore

Insegnamenti sull'amore
Thich Nhat Hanh illumina in questo libro la via dei Brahmavihara, i quattro elementi costitutivi dell'amore, detti 'incommensurabili' poiché crescono ogni giorno all'interno di colui che li pratica, rendendolo felice: l'amore, la compassione, la gioia e l'equanimità.
[La foto sul sangha è di Plum Village Sanghas]

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