Mindful Eating: la pratica che ti risana mentre stai mangiando

mindful eating

Il tema del mindful eating, cioè del mangiare consapevole, è di particolare attualità. I motivi della sua popolarità sono principalmente due: l’impatto dell’alimentazione sulla salute e quello sull’ambiente. Giusto un paio di dati per avere un’idea:

  1. Uno studio del 2019 ha scoperto che un decesso su 5 a livello mondiale è causato da cattiva alimentazione.
  2. La FAO riporta che le catene di approvvigionamento del bestiame sono responsabili del 14,5% delle emissioni globali di gas serra di origine umana.

Ma oggi vorrei proporvi una dimensione diversa, per il mindful eating, o mangiare consapevole. È quella di un modo di mangiare che è al tempo stesso una meditazione. Ma è anche un modo nuovo di vedere la realtà, che ci fa capire nuove cose su di noi e sul nostro rapporto col mondo.

Da dove arriva ciò che mangiamo

Cominciamo dal considerare da dove arrivano le sostanze che compongono gli alimenti che mangiamo.

  • Da un punto di vista fisico e chimico, i vari elementi che compongono gli alimenti (macro e micronutrienti, fibra, enzimi, microorganismi, ecc.) sono il prodotto di precedenti trasformazioni. Trasportati dagli animali e dagli agenti atmosferici, ciascuno di essi è parte di una catena di eventi che si può far risalire fino al Big Bang, l’origine dell’universo. Ad esempio, una molecola contenuta in una mela può benissimo essere appartenuta un tempo a una stella oggi lontanissima.
  • L’acqua, inoltre, è presente in tutti gli alimenti. Ci è arrivata attraverso la pioggia e i sistemi di irrigazione, che la prelevano dalle falde sotterranee o dalle sorgenti, a loro volta originate dalla pioggia. Quest’ultima deriva dall’evaporazione dell’acqua presente nel terreno, nei fiumi, nei laghi, nei mari, nelle piante e negli animali. In mezzo a questa parte del processo ci sono tanti altri elementi come l’evaporazione, le nuvole, la sudorazione, perfino le lacrime.
  • Da un punto di vista biologico, l’origine e la produzione degli alimenti coinvolge molti elementi e soggetti diversi: le specie vegetali o animali di provenienza; i metodi di coltivazione o allevamento; il territorio; il clima; la stagionalità; i processi di maturazione.
  • Da un punto di vista culturale, gli alimenti sono frutto di elementi come le tradizioni culinarie, che spesso sono frutto di elaborazioni di secoli; le abitudini alimentari, legate anche a rituali e credenze di vario tipo; l’influenza sociale di mode, diete, tendenze alimentari.
  • Da un punto di vista industriale, gli alimenti risentono dei processi di trasformazione; dell’eventuale aggiunta di conservanti e additivi; delle varie tecnologie alimentari; dei vari passaggi della filiera produttiva; di normative e certificazioni; del marketing; del packaging.
  • Da un punto di vista economico e politico, fattori importanti che influiscono sugli alimenti sono i prezzi; le politiche agricole delle istituzioni ai vari livelli; la globalizzazione; le possibilità di accesso ai vari mercati.

Ognuno dei fattori elencati implica peraltro il coinvolgimento di molte persone diverse, a volte molto distanti sia nello spazio che nel tempo.

Dove va a finire ciò che mangiamo

Ora vediamo cosa succede veramente quando mangiamo, a livello fisiologico:

  • All’interno della bocca, il cibo viene frammentato in piccoli pezzi dai denti e una parte di esso viene già processato
  • Quando il cibo arriva nello stomaco, la lavorazione continua.
  • Giunto all’intestino tenue, gli enzimi pancreatici completano la scomposizione di carboidrati, grassi e proteine in molecole più semplici: i carboidrati diventano glucosio; le proteine sono scomposte in amminoacidi e i grassi in acidi grassi e glicerolo.
  • Le molecole nutrienti vengono assorbite dalle pareti dell’intestino tenue e passano nel flusso sanguigno. Poi attraverso il sangue raggiungono tutte le cellule del corpo.
  • Il glucosio viene utilizzato per produrre energia; gli amminoacidi vengono impiegati per costruire e riparare tessuti e gli acidi grassi vengono utilizzati per produrre energia o immagazzinati come riserva.
  • Le parti non digeribili (come le fibre) raggiungono l’intestino crasso , dove vengono trasformate in feci ed eliminate.
apparato digerente
Elementi principali dell'apparato digerente.

Dunque abbiamo un processo nel quale ingeriamo degli alimenti, composti da determinate sostanze, e il nostro corpo ne estrae tutte le molecole che gli servono per vivere e mantenersi in salute.

Idee per praticare il mindful eating

Io trovo che il processo appena descritto abbia del miracoloso. Nella cosa che stiamo mangiando, anche fosse solo un semplice frutto, si condensano elementi provenienti dalla Terra, dalla nostra e da altre culture e, in pratica, da tutto l’universo. Questi elementi vengono trasformati da quel sofisticato sistema che è l’apparato digerente per venire a far parte di noi a tutti gli effetti.

Detto in altre parole, quello che siamo è il prodotto di una miriade di persone, animali, minerali, fenomeni e processi vicini e lontani. Siamo una manifestazione vivente della Rete di Indra, la metafora indiana per descrivere l’universo, nella quale ogni nodo della rete è una gemma che riflette tutte le altre.

Detto in parole ancora diverse, è difficile stabilire un confine netto di separazione tra noi e gli altri, dove gli altri sono sia gli altri umani che gli altri animali e tutte le altre cose di questo mondo.

Avere questo tipo di consapevolezza è molto risanante. È una cura per l’ansia, lo stress, il senso di inadeguatezza, la paura, la depressione. A lungo andare, ci fa passare perfino la paura di morire, perché indebolisce l’Ego e rafforza il senso di connessione e di continuità con gli elementi naturali e umani.

Il mio consiglio è di tenere a mente questo schema di due parti – le origini del cibo e la sua trasformazione all’interno del nostro corpo – ogni volta che mangiamo. Non è per niente difficile farlo.

L’importanza di creare le condizioni adatte

Il punto è riuscire a creare le condizioni adatte per il mangiare consapevole. Il silenzio è la prima condizione. Trovare le occasioni per mangiare in silenzio è un dono enorme che possiamo fare a noi stessi, perché ci permette di trasformare un semplice atto quotidiano in un’occasione di liberazione e di gioia.

L’altra condizione è, per l’appunto, di mangiare consapevolmente. Se mangiamo in silenzio, ma in fretta e pensando di continuo ad altro, non ricaveremo alcun beneficio dal mindful eating. È necessario concentraci su ciò che stiamo facendo e masticare bene ogni boccone, immaginandoci proprio che stia avvenendo la parte iniziale del processo di sminuzzamento e trasformazione dell’alimento in preziose cellule umane.

Un segreto degli esperti del mindful eating è quello di lasciare la posata poggiata sul tavolo fino a che non abbiamo finito di deglutire il boccone precedente. Si tratta cioè di non preparare il boccone successivo finché abbiamo la bocca piena.

Spero che tutto ciò che ho scritto fin qui vi sia di beneficio. Buon appetito!

[La foto sul Mindful Eating è di Anna Shvets, Spagna]

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Paolo Subioli

Insegno meditazione e tramite il mio blog Zen in the City propongo un’interpretazione originale delle pratiche di consapevolezza legata agli stili di vita contemporanei.

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