Nasce il Sangha di Zen in the City, ecco come sarà

Nasce il Sangha di Zen in the City e credo sia una bella notizia, sia per i molti aficionados di questo sito, sia per le ancora più numerose persone che, pur non conoscendo Zen in the City, hanno bisogno di un punto di riferimento e di confronto ampio per la propria pratica di meditazione.

Zen in the City è stato fondato circa 10 anni fa, inizialmente per supportare la pratica di meditazione nell’ambito degli stili di vita contemporanei, caratterizzati da precarietà, frammentazione sociale, presenza pervasiva dei dispositivi digitali. Col passare del tempo è diventato punto di riferimento per un tipo di pratica di ispirazione buddhista, ma estremamente laica. Quindi oggi è molto frequentato da chi si riconosce in un approccio aperto alla pratica di meditazione, spesso senza alcuna appartenenza.

In questo video nel quale annuncio e spiego la novità, ho approfittato per ringraziare i molti visitatori che quotidianamente contribuiscono, con la loro stessa presenza, a sostenere il sito. Nella sfera digitale, infatti, la sola visita a una risorsa contribuisce a rafforzarla. Ma molti scrivono anche per mandare messaggi di apprezzamento e di incoraggiamento. Questi messaggi sono il mio carburante, perché rafforzano la motivazione a proseguire in questo lavoro con sempre maggiore impegno.

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Come cambia Zen in the City

Il principale cambiamento che vedremo in Zen in the City è la trasformazione da sito di informazione a piattaforma di servizi. Sarà una trasformazione radicale. Finora è stato un contenitore, sempre più vasto, di risorse informative. Perfino troppo vasto, per molti, perché una scelta ampia può essere disorientante, come quando si entra per la prima volta in un ipermercato avendo bisogno solo di una confezione di biscotti. Adesso ci sarà la possibilità di usarle al meglio, quelle risorse, in forme guidate e condivise con gli altri.

Il cambiamento nasce dalla constatazione che tra le persone interessate alla pratica di meditazione, a vario titolo, ci sono delle esigenze diffuse che rimangono sostanzialmente insoddisfatte, ma che richiedono una risposta. L’epidemia di Covid ha inoltre impresso un’accelerazione alla diffusione della comunicazione digitale, rendendo normale per molti l’idea che ci si possa riunire con altri anche semplicemente attraverso il computer o lo smartphone.

A chi si rivolge il nuovo Zen in the City

Il nuovo Zen in the City intende soddisfare una certa gamma di bisogni legati alla pratica di meditazione, che possiamo esemplificare nelle seguenti tipologie di utenti:

  • persone che desiderano semplicemente imparare a meditare e non sanno bene a chi rivolgersi, o vogliono imparare nuove tecniche di meditazione, senza particolari preclusioni tra le diverse tradizioni che nel corso dei secoli hanno messo a punto le diverse modalità di praticare;
  • praticanti che desiderano approfondimenti e aiuto per la propria pratica personale, che anche se si appartiene a un gruppo vine comunque svolta per lo più in forma individuale;
  • insegnanti di meditazione, di mindfulness, di yoga e quant’altro, che sono ricerca di idee, di risorse e di stimoli per fare al meglio il proprio lavoro;
  • i sempre più numerosi gruppi di pratica che oggi sono presenti in Italia e che, non essendo affiliati ad alcuna organizzazione o movimento, desiderano sentirsi parte di qualcosa di più grande e avere la possibilità di confrontarsi, scambiare idee, buone pratiche e quant’altro con altri gruppi;
  • tutte le persone che si sentono geograficamente “isolate” nella propria pratica , perché nel luogo dove vivono non ci sono abbastanza persone per formare un gruppo e per creare un punto di riferimento per la pratica regolare insieme e quindi posso trovare conforto in forme di incontri di pratica online che dopo questo questa annata di Covid sono accettate più volentieri.

Quali servizi offrirà Zen in the City

Andando sul concreto dei nuovi servizi offerti, l’ambizione principale è quella di costruire un vero e proprio Sangha. La parola “sangha” è stata usata tradizionalmente nel Buddhismo per indicare le comunità di monaci, ma oggi, nel XXI secolo, specie in Occidente, il Sangha sta a indicare tutti i gruppi di praticanti, di persone che si mettono insieme per praticare la meditazione. Tali gruppi possono essere all’interno di un’organizzazione, un movimento o un orientamento spirituale, o anche no. Sono infatti sempre più diffusi gruppi di praticanti laici che si auto-organizzano come comunità di amici che si sostengono a vicenda. Così saremo anche noi del Sangha di Zen in the City, con la differenza che ci ritroveremo tipicamente online. Il nostro solo limite sarà l’uso della lingua italiana, per chi vive ovunque nel nostro Paese o all’estero. Il Sangha si riunirà regolarmente e a tali incontri si affiancheranno altre iniziative, come corsi, seminari, interviste a personaggi d’interesse, incontri con autori di libri. Appena potremo, organizzeremo anche degli incontri in presenza.

Daremo inoltre la possibilità a chi fa parte del Sangha di cercare altri praticanti nella propria città o regione e stimoleremo la creazione di gruppi di interesse locale. Daremo supporto ai gruppi che vorranno organizzare propri incontri online e gli inviteremo ad aprirli agli altri gruppi.

Un altro gruppi di servizi riguarda il supporto all’uso delle molte risorse già presenti in Zen in the City, con un Indice tematico che permetterà di crearsi percorsi tematici per parola chiave. Ci sarà poi un archivio intelligente di esercizi di meditazione e i contenuti della app Zen in the City, che offre attività contestualizzate in base alla situazione di vita quotidiana nella quale ci si trova.

Tra i nuovi servizi c’è anche una chicca: il calendario unificato di tutti i Ritiri di Meditazione che vengono programmati in Italia dai vari centri, come ad esempio Pomaia, Pian dei Ciliegi, Avalokita, Ameco, Santacittarama e molti altri ancora. Inoltre per chi aderirà al Sangha non compariranno più pubblicità sulle pagine del sito.

Ma non esistono pranzi gratis!

C’è un famoso proverbio americano che dice “che non esistono pranzi gratis”, per intendere il principio economico in base al quale qualsiasi azione ha comunque un prezzo che prima o poi qualcuno dovrà pagare. Così è anche per Zen in the City. L’aggiunta di nuovi servizi richiede molto più lavoro, persone e fornitori retribuiti, oltre a una piattaforma molto più sofisticata. Tutto ciò ha un costo per il quale chiederemo un piccolo contributo a chi vorrà aderire. Il contributo sarà differenziato in base alle possibilità di ciascuno, ma non saranno differenziati i servizi offerti.

Vogliamo attuare quella richiesta fatta da Karl Marx nel XIX secolo quando diceva ciascuno dovrà dare secondo le proprie possibilità e a ciascuno dovrà essere dato secondo le proprie necessità. Marx in realtà prese a prestito questo principio dagli Atti degli Apostoli, un libro del Nuovo Testamento cristiano. Noi oggi vogliamo attuare questo progetto in Zen in the City, richiedendo così un’adesione formale (e un pagamento) a chi dichiarerà il proprio interesse.

Cosa succede per chi non aderisce?

Per chi non aderisce al nuovo progetto di Sangha non succede assolutamente niente, perché Zen in the City come sito di informazione rimarrà esattamente lo stesso, con la medesima cadenza negli aggiornamenti di letture dei maestri, articoli del blog, poesie, meditazioni guidate e quant’altro. Questo grande patrimonio di informazioni continuerà a crescere e ad essere liberamente consultabile da chiunque.

Ciò nonostante mi auguro che sarete in tanti ad aderire perché sarebbe bellissimo se riuscissimo a costituire la più grande comunità italiana di praticanti libera, perché non si riconosce un un orientamento specifico e alla quale pertanto possano aderire coloro che prediligono lo Zen, come coloro che preferiscono la Vipassana, così come coloro che sono orientati alla Mindfulness o al Buddhismo Nichiren. Insieme ci sosterremo nella nostra pratica personale e nel nostro desiderio di progredire in un ambiente che sarà al 100% laico, al 100% tollerante e soprattutto al 100% libero. Al suo interno, ciascuno si sentirà libero non solo di aderire o di non aderire, ma anche, dopo aver aderito, di tacere o di intervenire, di conservare le proprie idee o di cambiarle, di credere in qualcosa o di non credere a niente.

Mi auguro di trovarvi numerosi a partire dal 1° maggio, data nella quale il nuovo Sangha di Zen in the City verrà inaugurato, svelando anche tutti i dettagli concreti per l’adesione.

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13 risposte

  1. Marco Rivara ha detto:

    Complimenti per l’impegno e la dedizione. Marco

  2. paolo schifano ha detto:

    Come diciamo a Torino: a la fait un travajun! Complimenti. Spero di riuscire a fare parte di questa comunità e auspico che i tuoi sforzi possano essere ricompensati …

  3. Luce Maria Vergaro ha detto:

    Sono felice di questa iniziativa.
    attendo di capire come pagare .
    grazie mille

  4. Luce Maria Vergaro ha detto:

    sto tentando di registrarmi , ma non me lo consente !
    ho messo l’indirizzo mail e la password.

  5. Giuditta ha detto:

    Grazie Paolo per il tuo lavoro sempre puntuale e sapiente!

  6. Francesca ha detto:

    Ecco e’ proprio quello che volevo fosse il nuovo Zen and the City.Grazie Paolo per l’entusiasmo sano e fattivo che trasmetti.Aspetto l’inizio di questo viaggio.

  7. fabiana ha detto:

    Grazie per questa iniziativa “in evoluzione”. Bene! E grazie a Paolo per il grande l’impegno .

  8. marco zaccheo ha detto:

    Bene

  9. Lucia Coluccia ha detto:

    Grazie ancora per tutto questo lavoro. Grazie per aver espresso al meglio la libertà nella pratica. Grazie per lasciare la partecipazione economica libera e allo stesso tempo responsabile. Non si poteva fare meglio di cosi, a mio parere. Grazie per tutto l’amore nel voler costruire, mantenere e condividere tutta questa passione.

  10. Ornella ha detto:

    Iniziativa bellissima . Grazie Paolo

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