Natale con il Buddha

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4 Risposte

  1. sil ha detto:

    Un punto di vista sempre inatteso e illuminante. Grazie 🙂

  2. Giovanna Providenti ha detto:

    Ciao Paolo, buon Natale!
    Ho letto con interesse il tuo resoconto delle cose dette da Cortese martedì scorso.
    Mi sembra che quello che tu scrivi è non solo coerente, ma anche, diciamo così, “tutto giusto”.
    Eppure vi manca qualcosa.
    Nell’ascoltare le parole di Alberto, io avevo come percepito tutta la difficoltà, la durezza di quella notte al buio, al freddo, nel terrore di potere non farcela a risvegliarsi alla luce.
    Si tratta certamente di un entrare in contatto con ciò che siamo veramente, come scrivi tu, indifesi e nudi nel buio più profondo, nell’incertezza totale. Sono parole giuste le tue, è questo.
    Ma l’esperienza, almeno la mia, nel rapporto con la meditazione, insegna che è forse peggio di così: il fatto è che questa sfera di buio e incertezza (da cui deve passare chi medita) fa talmente paura che si innescano talmente tante resistenze di vario livello (i pensieri incalzanti, il poco tempo a disposizione, la tendenza ad addormentarsi, l’illusione di avere colto l’insight, ed altre distrazioni di vario tipo), che il solo riuscire almeno ad entrare in questa dimensione buia e fredda sarebbe già una importante tappa.
    A me sembra che nel discorso di Alberto ci fosse anche questa componente, questo invito a cercare il coraggio di incamminarsi verso questa difficile tappa della ricerca di sé attraverso lo strumento della meditazione. Che Alberto ci indicasse le metafore del freddo, la solitudine, il buio, etc. come tappe difficilissime, ma che vale la pena provare ad attraversare, sapendo che sono dure e che, in quel momento lì, viene a mancare anche la speranza. La luce proprio non c’è (figurarsi l’insight). Ad un certo punto appare, si intravede, un raggio fievole, una cometa che forse indica la strada giusta. E sta a noi capire che, nonostante sia così fievole, nonostante non ci aiuti a vedere/stare bene, né ad essere “felici”, sia proprio quella la cometa da seguire.
    In quello che qui scrivi forse manca il senso della difficoltà e non scontatezza della cosa, ma potrei sbagliarmi,
    auguro comunque buona morte e rinascita a tutte e tutti noi che cerchiamo di affrontare questo passaggio attaverso la meditazione
    Giovanna

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