Qual è il significato di Nirvana? Liberarsi dalle idee e le opinioni

Qual è il significato di Nirvana? Che definizione dare a questa parola che, per il buddhismo, indica il raggiungimento dell’illuminazione? Quanto tempo dobbiamo aspettare per raggiungere il Nirvana? In questo video – sottotitolato in italiano da Zen in the City – il maestro zen Thich Nhat Hanh spiega qual è a suo parere il significato di Nirvana. Dice in particolare che il Nirvana è la liberazione da ogni forma di sofferenza e la sofferenza viene sempre dalle percezioni erronee che abbiamo della realtà.

Nel corso della vita cerchiamo di farci un’idea di quale sia il significato della vita e quello della morte, ma per Thich Nhat Hanh essere o non essere, andare e venire, vivere e morire, sono solo idee. Anzi, idee sbagliate, percezioni erronee, delle quali possiamo liberarci grazie a una visione profonda della realtà, che si può ottenere attraverso la meditazione.

Cercare di eliminare le percezioni erronee è l’unica via per la pace. Ecco che cos’è il Nirvana!

Per il buddhismo tutte le opinioni sono sbagliateQuando entri in contatto con la realtà, non hai più opinioni: hai la saggezza, un incontro diretto con la realtà.

nirvana significato
Il significato di Nirvana, per Thich Nhat Hanh. è liberarsi dalle idee, come quella di nascita e morte, sull'esempio della nuvola, che si trasforma in pioggia o neve, ma non muore.

Il significato di Nirvana nella tradizione buddhista

La parola “nirvana” deriva dal sanscrito e significa letteralmente “estinzione” o “soffio”. Nella tradizione buddhista, il nirvana rappresenta lo stato finale di liberazione dalla sofferenza, dal ciclo di nascita e morte (samsara) e dalle illusioni che affliggono l’essere umano. Raggiungere il nirvana significa ottenere una pace profonda e duratura, libera dai desideri e dalle afflizioni mentali.

Il Buddha ha insegnato che il nirvana può essere raggiunto attraverso la pratica del Nobile Ottuplice Sentiero, che include retta visione, retto pensiero, retta parola, retta azione, retta sussistenza, retto sforzo, retta consapevolezza e retta concentrazione.

Vediamo adesso la varietà di sfumature, nel significato di nirvana, tra le diverse tradizioni.

Theravada

Nella tradizione Theravada, considerata la più antica forma di buddhismo ancora praticata, il nirvana è visto come uno stato di cessazione completa della sofferenza e della rinascita. Il nirvana nel Theravada è raggiunto attraverso l’eliminazione dei tre veleni: avidità, avversione e ignoranza. Questo stato di liberazione totale è spesso descritto come l’estinzione dei desideri e dell’attaccamento, portando alla fine del ciclo del samsara. Nella tradizione, i praticanti Theravada mirano a diventare arahant, individui che hanno raggiunto il nirvana in questa vita e non saranno più soggetti alla rinascita. Tale visione è molto più sfumata nelle correnti contemporanee di derivazione Theravada, come la Vipassana e la tradizione dei Monaci della foresta.

Mahayana

La scuola Mahayana – che comprende lo Zen e il Buddhismo tibetano – offre una visione più ampia e inclusiva del nirvana. Qui, il nirvana non è solo la cessazione della sofferenza personale, ma anche un obiettivo collettivo. I praticanti Mahayana aspirano a diventare bodhisattva, esseri che ritardano il proprio ingresso nel nirvana per aiutare tutti gli esseri senzienti a raggiungere la liberazione. Questa corrente introduce il concetto di “nirvana incompleto” e “nirvana completo”, dove il primo è uno stato di liberazione personale, mentre il secondo include la compassione e l’impegno verso la liberazione altrui.

Vajrayana

Il buddhismo Vajrayana, o tantrico, presente soprattutto in Tibet e Mongolia, offre una visione ancora più complessa del nirvana. In questa tradizione, il nirvana e il samsara sono visti come inseparabili e interconnessi. Attraverso pratiche esoteriche e meditazioni avanzate, i praticanti Vajrayana cercano di trasformare le esperienze di samsara in esperienze di nirvana, vedendo entrambe come manifestazioni della stessa realtà ultima. Il concetto di “grande nirvana” o “mahaparinirvana” è centrale, rappresentando non solo la liberazione personale, ma anche la realizzazione dell’unità di tutte le cose.

Che cos’è il Nirvana – Traduzione in italiano del video di Thich Nhat Hanh

Nel buddhismo parliamo del Nirvana, che è la cessazione di tutte le sofferenze. Nirvana significa la cessazione, l’estinzione di tutte le sofferenze. Ma la nostra sofferenza viene dalle nostre percezioni erronee. l’ignoranza (avidya), l’incomprensione. Perciò la pratica della meditazione, la pratica della visione profonda, ha lo scopo di rimuovere le percezioni erronee da noi. Se siamo in grado di rimuovere le percezioni erronee, siamo anche liberi di liberarci dalle afflizioni e dalla sofferenza che scaturiscono sempre dalle percezioni erronee.

Tu hai percezioni erronee su di te e sugli altri. E gli altri hanno percezioni erronee su se stessi e su di te. Questa è la causa della paura, della violenza, dell’odio. È il motivo per cui cercare di eliminare le percezioni erronee è l’unica via per la pace. È il motivo per cui il Nirvana equivale all’eliminazione di tutte le percezioni erronee. Quando elimini le percezioni erronee, elimini la sofferenza.

Meditando profondamente scoprirai che persino idee come essere e non essere, nascita e morte, venire e andare, sono idee sbagliate. Se riesci a toccare la realtà in profondità comprenderai che la realtà ultima è libera dalla nascita, dalla morte dal venire, dall’andare, dall’essere, dal non essere.

Perciò il Nirvana è per prima cosa l’eliminazione delle nozioni, delle idee che costituiscono la base dell’incomprensione e della sofferenza. Se hai paura della morte, del nulla, del non essere, è perché hai percezioni sbagliate sulla morte e sul non essere.

Lo scienziato francese Lavoisier ha detto che non c’è nascita né morte. Ha semplicemente osservato la realtà intorno a sé ed è arrivato alla conclusione che nulla si crea e nulla si distrugge. Quando guardi una nuvola pensi che la nuvola sia un “essere” e più tardi, quando la nuvola diventa pioggia, non vedi più la nuvola e dici che la nuvola non c’è più, la descrivi come “non essere”. Ma se guardi in profondità puoi vedere la nuvola nella pioggia. Perciò per la nuvola è impossibile morire. Una nuvola può diventare pioggia, neve o ghiaccio, ma una nuvola non può diventare nulla.

Perciò la nozione di morte non può essere applicata alla realtà. C’è una trasformazione, c’è una continuazione, ma non si può dire che ci sia la morte. Perché nella tua mente morire significa che da qualcosa improvvisamente diventi niente; da qualcuno improvvisamente diventi nessuno. Così la nozione di morte non può essere applicata alla realtà, sia per una nuvola, sia per un essere umano.

Il Buddha non è morto. Il Buddha ha solo continuato tramite il suo Sangha e il suo Dharma e puoi toccarlo nel qui e ora. Perciò idee come nascere, morire, venire, andare, essere e non essere dovrebbero essere eliminate dalla pratica del guardare in profondità. Quando elimini queste nozioni, sei libero/a e non hai alcuna paura. L’assenza di paura è il vero fondamento di una grande felicità. Se c’è la paura nel tuo cuore, la felicità non può essere perfetta.

Perciò il Nirvana non è qualcosa che puoi ottenere nel futuro. Il Nirvana è la capacità di eliminare le nozioni erronee, le percezioni erronee, che è la pratica della libertà. Nirvana può essere tradotto come “libertà”, libertà dai punti di vista.Nel Buddhismo, tutte le opinioni sono opinioni sbagliate. Quando entri in contatto con la realtà, non hai più opinioni. Hai la saggezza, hai un incontro diretto con la realtà e ciò non può più essere considerato come opinioni.

Per approfondire:

Raggiungere il Nirvana è più facile di quello che si crede. Ecco alcune ricette

Thich Nhat Hanh – Biografia, libri e testi selezionati

Consulta l’indice tematico per approfondire i temi trattati qui: idee e opinioni, morte, nirvana, percezioni erronee, visione profonda.

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[Video tratto dal canale YouTube Plum Village App, con sottotitoli in italiano a cura di Zen in the City]

Paolo Subioli

Insegno meditazione e tramite il mio blog Zen in the City propongo un’interpretazione originale delle pratiche di consapevolezza legata agli stili di vita contemporanei.

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Una risposta

  1. 1 Giugno 2021

    […] di tutto ciò. È liberarsi dalle idee e le opinioni di cosa sia giusto o sbagliato, come abbiamo visto con Thich Nhat Hanh. Ma è anche non aggrapparsi a nulla, lasciare andare, mettere a tacere la mente discriminante e […]

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