Perché meditare? Non serve quasi a niente

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9 Risposte

  1. annafelice ha detto:

    Secondo me, la meditazione non serve ad ottenere risultati, ma a vivere con se stessi, ad accettare l’idea che siamo come pesci che cercano l’oceano, ad imparare, attraverso ii contatto che hai con te, che tu sei già felice e senza sofferenza. E se non soffri più, puoi essere compassionevole, interconesso, empatico

  2. marcello ha detto:

    Ciao a tutti.
    Vorrei aggiungere una piccola considerazione. E’ pur vero che la meditazione comporta una serie di “vantaggi” ben espressi nell’articolo, tuttavia la pratica formale non può essere disgiunta da quella, direi più complessa, informale. In quest’ultima, mi sembra assumere una posizione centrale la cura delle relazioni con gli altri e lo studio del Dhamma. Se non vogliamo che la meditazione “serva” solo a raggiungere dei risultati quali quelli evidenziati nell’articolo, e su questo convengo con l’amica annafelice di cui al precedente post, occorre ben altro.
    Con Metta.

  3. lorenzo giovannini ha detto:

    sono letteralmente scandalizzato non tanto dalla pochezza dell’esperimento, quanto dalle stupide premesse dell’articolo. Entrambe le cose dimostrano la manipolazione tentata da certa psicologia nei confronti del Dhamma.

  4. Massimo ha detto:

    La meditazione serve a tante cose. Il modo in cui serve lo trovate da soli. Saluti

  5. Massimo ha detto:

    Aggiungerei che forse avrei preferito una domanda del tipo ” quali sono le qualita’ generate ,espresse o connesse alla meditazione e al suo esercitarsi? Saluti

  6. nickmurdaca ha detto:

    Esperimento interessante ma, come tutti i test su un numero di persone molto limitato, rimane il dubbio se il risultato sarebbe stato identico se condotto su 390 persone o 3900, invece che 39…

    Nel mio caso, il problema nemmeno si pone perché se fossi stato la 40esima persona partecipante mi sarei alzato, come è successo in passato quando ancora non praticavo la meditazione (Zazen): circostanza in cui, a differenza delle persone che in quel momento erano presenti. delle quali evidentemente non posso sapere nulla riguardo le loro pratiche, nessuna di loro fece un gesto minimamente altruistico).

    Non penso che la compassione verso chi soffre, o è in difficoltà, sia direttamente proporzionale al fatto se si medita o meno. Credo che entrino in gioco qualità individuali ben più profonde come la storia personale, la cultura, l’esperienza e i modelli educativi.

  7. stella ha detto:

    Nikmurdaka penso che tu abbia ragione, semplicemente perché, chi si avvicina alla meditazione, probabilmente ha già una buona base. Come dire..una forte predisposizione all’umanità.
    Sicuramente persone estremamente sensibili, che con la meditazione leniscono l’anima e esplorano l’io.

    • Nick Murdaca ha detto:

      Stella, “persone estremamente sensibili, che con la meditazione leniscono l’anima e esplorano l’io” è una considerazione che mi piace molto; di una persona a sua volta estremamente sensibile (nel senso più bello del termine) rispetto all’argomento.

  8. Gaetano Ippolito ha detto:

    scusare ma come devo interpretare il titolo di questo articolo?
    non l’ho capito.. è ironia? o è vero che la meditazione non serve a niente?

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