La celebre poesia di Gianni Rodari, “Il cielo è di tutti”, è considerata un inno universale all’inclusione e alla giustizia. Ma può essere letta anche come invito a guardare se stessi e gli altri al di là di ogni separazione.

Il cielo è di tutti
Di Gianni Rodari
Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.
È mio, quando lo guardo.
È del vecchio, del bambino,
del re, dell’ortolano,
del poeta, dello spazzino.
Non c’è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.
Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.
Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.
Spiegatemi voi dunque,
in prosa od in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.
Da: Gianni Rodari, “Filastrocche in Cielo e in Terra“, Einaudi Ragazzi, 1996.
Chi è Gianni Rodari
Gianni Rodari (1920–1980) è stato uno scrittore, pedagogista e giornalista italiano, considerato uno dei più grandi autori di letteratura per l’infanzia del Novecento. Nato a Omegna, sul lago d’Orta, ha dedicato la sua vita a educare attraverso la fantasia, convinto che l’immaginazione sia uno strumento di libertà e di crescita. Autore di opere celebri come Favole al telefono, Il libro degli errori e Filastrocche in cielo e in terra, ha ricevuto nel 1970 il prestigioso Premio Andersen. Le sue poesie e filastrocche, semplici e profonde, invitano ancora oggi a guardare il mondo con meraviglia, curiosità e spirito critico.
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