Elena Natali

“Ci sono donne gonfie d’amore” di Mariangela Gualtieri esalta l’importanza per gli altri del nostro stare al mondo. Alcune persone incarnano molto bene questa capacità di nutrire gli altri con le proprie qualità.

Ci sono donne gonfie d’amore
sono spade e forcelle e assi
nella manica.
Vitalità si sporge
dai capezzoli per un latte piccolo
all’infante. Le condiziona la struttura celeste
quel tessere l’enigma
fino al velo scostato per pochissimo
fino alle sonde acute
di concentrazione.

Non sono donne in verità
ma passeri sporgenti su nidiate
inermi. L’estate entra
nei vestiti
e s’infila
in un sudore d’ossa delicate.

Sono qui. Portano parte del peso
una polvere di stelle primarie.
Soccorrono ridendo
le sponde d’un cielo
imperfetto che a volte cade.

Piangono. Ogni tanto.
Quel guastarsi del pane
il grave precipizio del tempo.
Sono che non c’è al mondo
bocca che rida meglio
di quella loro fiamma. O leggerezza
in sponda d’infante.

Niente c’è che perfori
come l’incendio a festa
di quel riso. Sono capanne
dove lo stanco pellegrino
piange
un poco
in sere cupe di gravità terrestre.

Dicono «Si nasce in avanti. Verso la fonte
di tutta una luce. Al qui.
Al tempo. Al niente. Càlmati ora».

Sono qui per questo. Portare la parola.
Ridere. Stare senza pensiero.
Dare da mangiare. Essere geniale svolta.
Pulire dove si sporca. Miracolare.
Sono opera intera d’un amore
trapuntato di stelle.

Tratto da: Mariangela Gualtieri, “Bestia di gioia“, Einaudi, 2010.

La pubblicazione di questa poesia è in memoria di Elena Natali (1960-2024), una persona di cui questa poesia sembra quasi il ritratto.

Il testo che segue è stato inviato da un amico lontano e letto in occasione dell’ultimo saluto a Elena.

Astro di luce pieno di vita.
Elena aveva gli occhi color del cielo perché racchiudevano
la sua immensa sete di conoscenza, la sua voglia di capire,
di abbracciare, consolare, aiutare,
nonché di viaggiare ed esplorare di persona e con la mente,
per soddisfare la sua infinita curiosità,
ma anche per intuire meglio la vita.
Una vita spesa tutta al massimo e senza rimpianti,
forte dell’amore per Caterina,
pietra d’angolo della sua vita di adulta.
Una vita che trasmetteva a tutti coloro
che entravano in contatto con lei;
una forza, un’energia, un vigore
e una capacità di riflettere su cosa sia o meno importante,
su cosa valga e cosa invece sia superfluo.
Che fossero i suoi colleghi o i suoi studenti o gli amici,
tutti sono stati toccati da questa grazia,
contagiati da questa passione per il giusto, per l’azione,
perché l’inazione non era un vocabolo a lei noto.
Il vuoto è tremendo, incolmabile,
ma non è un’assenza, perché i suoi consigli,
i suoi incoraggiamenti, i suoi moniti
suonano e risuoneranno
sempre con noi.

Un amico

Chi è Mariangela Gualtieri

La parola è sempre limitante rispetto alla realtà. Ecco come lo dice Mariangela Gualtieri, poetessa e scrittrice nata a Cesena nel 1951:
Io non sono mai tutta, mai tutta,
io appartengo all’essere e non lo so dire,
non lo so dire, io appartengo e non lo so dire, non lo so dire
io appartengo all’essere, all’essere e non lo so dire.

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