Tiziano Fratus ci offre una poesia in forma di foglia, nella quale l’intero ambente naturale del bosco partecipa a una meditazione personale in modo così intimo che la persona stessa sembra sparire.

Tiziano Fratus

Con occhi di selva

Il muschio
è il grembo del Buddha
su cui siedo per aprire gli occhi.
Il Sangha sono gli alberi che oscillano
al capriccio del vento dell’alba, i mulinelli
d’acqua che il ruscello disegna nella luce che
cresce e sprofonda. Sono anche le foglie nuove,
in cima ai rami, e le foglie consunte, nella polvere.
Compagni di meditazione sono i passeri ed i merli
acquaioli che svagano in questo schizzo di bosco.
Sono le cortecce divelte dalla fame dei cervi, le
edere nelle loro mille strette ferrose, i giorni
di pioggia i giorni di nebbia i giorni d’afa.
Socchiudo gli occhi e dimentico ogni
eco di ragione, sono io per un
attimo e non sono più io.
Non ho più parole,
non ho più
casa

Da: Tiziano Fratus, “Sogni di un disegnatore di fiori di ciliegio“, Aboca Edizioni, 2020.

Chi è Tiziano Fratus

Tiziano Fratus, noto anche come Uomo Radice, è autore di una costellazione di opere che abbraccia poesia, narrativa, saggistica e fotografia. Il tema principale delle suo opere è costituito dagli alberi. Ha pubblicato libri con tutti i maggiori editori italiani. Alla pratica meditativa ha dedicato “Il sole che nessuno vede. Meditare in natura e ricostruire il mondo” (Ediciclo) ed “Interrestràre. Quaderno di meditazioni” (Lindau).

[La foto è di Erik Karits, Estonia]

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