Preferisci avere ragione o essere felice?

Potrebbero interessarti anche...

4 Risposte

  1. Chiara ha detto:

    amo Zen in the City ♡

  2. daniela ha detto:

    Non so ….qualcuno ha provato veramente a utilizzarlo in un clima incandescente quando ti vengono fatte richieste assurde e sei sottopressione da quando entri a lavoro fino all’ora in cui esci? Sarebbe bello ma a volte penso che queste tecniche siano utilizzabili solo dagli illuminati! però mi piace!

  3. Paolo ha detto:

    occorre allenarsi come in ogni disciplina…

  4. NemoZack ha detto:

    banalizzare il mondo e la vita, nel suo raccontarle, riducendole ad una semplicità che non è per forza in ogni caso la loro caratteristica peculiare, è fare un pessimo lavoro a favore di grandi valori come verità, libertà, bellezza, giustizia, felicità, etc. che in questo modo ugualmente vengono ridotti ad una loro povera icona, ma facile da imporre a uomini deboli nello spirito, nel psicosoma complessivo di mente e corpo insieme.
    e questo lo si può fare che noi si faccia parte di un organizzazione dichiarata con le sue finalità di espansione o semplicemente per imporre il nostro unico ego. un bisogno, per esempio ma non a caso proprio da quanto leggo nei commenti di questo blog, che facilmente si può dichiarare di aver superato, ma molto più difficilmente dimostrarlo praticamente.
    per cui io inizierei col dire che dire di ogni cosa “sempre” è fare quel pessimo lavoro di cui sopra. il conflitto, e la determinazione a vincerlo in ogni caso, fino allo stesso omicidio possono avere ottimi motivi d’essere, e farci felici. trovatevi di fronte a un uomo nell’atto di uccidere vostro figlio e non avrete alcun dubbio. per poi magari scoprire che a quell’uomo era stata detta troppe volte la parola “sempre”, perdipiù unita insieme al nome dei più grandi valori a cui voi stessi ugualmente fate riferimento. per esempio, convincere altri di poter essere “sempre” più felici di quanto non siano già, è uno degli atti a cui con maggiore probabilità conseguirà un conflitto, che io conosca.
    l’idiozia, ovvero la stupidità portata a dimensioni di massa, è il più grande nemico di ogni autentica consapevolezza spirituale e felicità (e infelicità, spesso in prima istanza) condivisa che potrebbe produrre, ma insieme il suo più grande alleato! tutto dipende da che spiritualità e felicità e che genere di uomo incarni la prima e provi la seconda, poi si tratti. e così siamo di nuovo di fronte a un paradosso troppo poco affrontato davvero, specie ove si parli di spiritualità con troppa facilità: “la strada che porta all’inferno è lastricata di buoni propositi”.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: