Accettando le sensazioni spiacevoli possiamo cambiare il mondo

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5 Risposte

  1. Mauro ha detto:

    E’ un bell’articolo che dovrebbero leggere il piu’ persone possibili, anche se non siamo influenti come ad esempio Trump ( che adesso ad esempio vorrebbe comperarsi la Groenlandia perche’ piena di giacimenti petroliferi con la conseguenza di un’ulteriore aumento dell’effetto serra ! ) noi tutti insieme possiamo fare molto per cambiare..un po’ alla volta..le nostre abitudini se veramente non vogliamo che i nostri figli e nipoti poi siano quelli che avranno la peggio .

  2. Paola Ricca Mariani ha detto:

    Finalmente! Qualcuno che dice esattamente quello che penso da qualche anno! A costo di essere visti come strani, questa è la strada da seguire. E noi che abbiamo superato il mezzo secolo di età, abbiamo l’obbligo morale di mostrare ai più giovani che è bello vivere in questo mondo, non doversene solo difendere. Però ammetto di non essere sicura di avere il linguaggio adatto per parlare con i trentenni. Perché noi l’abbiamo potuto vivere e godere il mondo dove era bello stare all’aria aperta e affrontare le varie condizioni climatiche. Mi pare che è questa consapevolezza che manchi tra i più giovani. Certo, anche i coetanei non è che diano un buon esempio. Forse si dovrebbe fare leva sulle capacità perdute, che vanno riacquistate. Anche se non vi nascondo che più si va avanti, più sembra di vivere in un mondo di pazzi, per cui è normale passare dal forno della strada alla ghiacciaia della metro o dell’autobus. Occorre un’alleanza tra i “savi”, quelli che si accorgono che il re è nudo, altrimenti prevale il non buon senso corrente.

  3. Mauro ha detto:

    Una cosa pero’, quando tu Paolo scrivi che bisogna accettare e imparare a convivere con i ” piccoli dolori ” come un mal di testa o un mal di stomaco sono d’accordissimo con te. Ma quando devi convivere con forti dolori cronici come il dolore neuropatico, che e’ il mio caso e quello di altre migliaia di persone il discoso si complica . Questo e’ un periodo ormai lungo ( troppo lungo! ) che soffro di questo tipo di dolori. A volte anche la meditazione ad esempio il bodyscan non riesce nell’intento di darmi un po di giovamento e me ne sto giornate intere seduto tra la poltrona e il letto. Paolo Subioli, mi potresti indicare una soluzione? A volte vengo vinto completamente da questi ” forti dolori ” che non mi lasciano vivere una vita il piu’ possibile normale. Anche il mio umore ne risente. Scusa se mi sono dilungato troppo ma penso che questo problema ce lo abbiano molte persone. Grazie.

  4. paolosub ha detto:

    Caro Mauro, non credo esistano soluzioni facili alla tua esigenza. La pratica di meditazione in quanto tale no può impedirti di provare dolore. Però una cosa importante che può fare è aiutarti ad accettare la situazione, o quanto meno a non peggiorarla con atteggiamenti avversivi. Non a caso la “mindfulmess” è stata inventata proprio per supportare le persone ricoverate in ospedale affette da dolori cronici.
    L’ideale è riuscire ad affrontare il dolore come una mera sensazione corporea, ma non è facile.
    Un equivoco di fondo sulla “utilità” della meditazione sta nel fatto che ci si aspetta che risolva problemi, cosa che non è. Ma se anche li risolve, aiutandoci ad esempio ad affrontare il dolore, lo fa DOPO che ci si è esercitati a lungo. Cioè quando il dolore arriva, bisogna già avere molta dimestichezza con la propria mente e i suoi meccanismi.
    Spero le mie parole non siano state scoraggianti per te. Bisogna avere un approccio realistico e ciò non significa rinunciare, semmai insistere.
    Ti auguro comunque di stare meglio.

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