Dhammapada – Pdf e testo completo

dhammapada

Il Dhammapada è uno dei testi più importanti del buddhismo, molto popolare in tutte le sue scuole e tradizioni, specialmente Theravada. il Dhammapada è stato considerato l’espressione più sintetica della dottrina del Buddha e una sorta di suo testamento. “Dhammapada”, in Pali, significa porzioni, aspetti, o sezioni del Dhamma (o Dharma). È così chiamato perché, nei suoi 26 capitoli, enuncia i molteplici aspetti dell’insegnamento del Buddha. Di seguito, il testo nella sua versione integrale.

Presentiamo qui di seguito il testo completo dei Dhammapada A fine pagina, il link per salvare in formato PDF e quello per acquistarlo come libro.

Dhammapada. La via del Buddha

dhammapada libro
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Page Count: 235
Il Dhammapada espone, sotto forma di strofe poetiche, i concetti fondamentali del buddhismo antico. Il titolo dell'opera, composta probabilmente intorno al III secolo a. C., significa "parole di Dharma" dove Dharma è parola derivata da una radice linguistica che significa "sostenere" e indica qualcosa di saldo e stabile: il termine è passato a indicare la legge che sostiene l'universo, tanto la legge fisica quanto la legge morale. La traduzione presentata in questo volume è stata…
Paolo Subioli

Il Dhammapada è un testo che dice tutto quello che c’è da sapere. Un condensato di saggezza che è tra le più preziose eredità che ci ha lasciato il Buddha storico.

Per approfondire:

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Dhammapada – Pdf e testo completo

Dhammapada – frasi scelte

 

Versi in coppia

1

Tutto ciò che siamo è generato dalla mente.

È la mente che traccia la strada.

Come la ruota del carro segue

l’impronta del bue che lo traina

così la sofferenza ci accompagna

quando sventatamente parliamo o agiamo

con mente impura.

2

Tutto ciò che siamo è generato dalla mente.

È la mente che traccia la strada.

Come la nostra ombra incessante ci segue

così ci segue il benessere

quando parliamo o agiamo

con purezza di mente.

3

“Mi hanno insultato, maltrattato,

mi hanno offeso, derubato”:

impigliati in tali pensieri

ravviviamo il fuoco dell’odio.

4

Se ci liberiamo del tutto

da pensieri che insinuano:

“Mi hanno insultato, maltrattato,

mi hanno offeso, derubato”,

l’odio è spento.

5

L’odio non può sconfiggere l’odio,

solo esser pronti all’amore lo può.

Questa è la legge eterna.

6

Chi è litigioso dimentica

che moriremo tutti;

non ci sono litigi

per il saggio che riflette sulla morte.

7

Come un vento burrascoso

sradica un albero fragile

così chi incurante si aggrappa al piacere

indulge al cibo e alla pigrizia

può sradicarlo Mara.

8

Come un vento burrascoso

non scuote una montagna di roccia

così chi contempla

la realtà del corpo

chi coltiva la fede e l’entusiasmo

non è turbato da Mara.

9

Indossare l’abito del rinunciante

non conduce di per sé alla purezza.

Coloro che lo indossano e tuttavia mancano

di accuratezza sono infingardi.

10

Pienamente padrone di sé

onesto e accurato nel comportamento:

ecco chi è degno

dell’abito di rinunciante.

11

Scambiando la falsità per verità

la verità per falsità

si vive immersi nella menzogna.

12

Ma vedendo il falso come falso

e il vero come vero

si vive in impeccabile verità.

13

Come la pioggia penetra attraverso

un tetto male impagliato

così le tempestose passioni

si insinuano in un cuore non domato.

14

Come la pioggia non può penetrare

attraverso un tetto ben impagliato

così le passioni non invadono

un cuore ben addestrato.

15

Quando con chiarezza vediamo

la nostra mancanza di virtù

il rammarico ci assale;

sia ora che in futuro ci affliggiamo.

16

Quando sinceramente apprezziamo

la benefica purezza delle nostre azioni

siamo ricolmi di gioia;

sia ora che in futuro

celebriamo la gioia.

17

Chi fa del male

crea la propria sofferenza

nel presente e nel futuro.

Il pensiero assillante

del proprio torto

tiene schiava la mente

e precipita nel caos.

18

Nel presente e nel futuro

chi vive con onestà la propria vita

è felice comunque.

Spontaneamente

apprezza la virtù

ed è di casa nella gioia.

19

Chi è erudito nel Dhamma

ma non vive

in accordo con esso,

come un mandriano

che brami le bestie altrui

non gusta i benefici

del percorrere la Via.

20

Sapendo pochissimo di Dhamma

ma vivendo in sincero accordo con esso

trasformando le passioni

l’avidità, l’odio, la confusione

liberandosi da ogni attaccamento

al presente e al futuro

si gustano i benefici

del percorrere la Via.

La consapevolezza

21

La consapevolezza ricettiva apre alla vita

la fuga nella distrazione

è un sentiero di morte

chi è consapevole è totalmente vivo

chi è distratto

è come fosse già morto.

22

Il saggio, totalmente vivo, gioisce

della ricettività consapevole

e lieto dimora

in questa qualità.

23

I risvegliati saldi nella propria risoluzione

si impegnano con tutti se stessi

e conoscono la libertà dalla schiavitù:

liberazione, unica vera sicurezza.

24

Chi spende tutta la sua energia

nel percorrere la Via

chi è puro e sollecito nell’impegno

raccolto e onesto nel comportamento

vede accrescere in sé l’esultanza.

25

Con l’impegno, l’attenzione

la rinuncia e la padronanza di sé

il saggio fa di se stesso un’isola

che nessuna inondazione può sommergere.

26

Chi è stolto e confuso

si smarrisce nella distrazione.

Il saggio fa tesoro della consapevolezza

che ha coltivato

come il più prezioso dei possessi.

27

“Non smarrirti nella trascuratezza,

non perderti nella sensualità”.

Tenendo caro questo consiglio

il contemplativo gusta

un profondo sollievo.

28

I risvegliati

che hanno assaporato la libertà

da ogni distrazione

coltivando la consapevolezza

vedono tutti i sofferenti

alla luce della compassione,

come chi dalla cima di una montagna

osservi la pianura.

29

Consapevole in mezzo ai distratti

sveglio in mezzo a chi dorme

il saggio procede

come un giovane vivace cavallo

lasciandosi alle spalle gli altri, esausti.

30

Accurato nella consapevolezza

il dio Magha conquistò il suo regno.

L’accuratezza è sempre ricompensata,

la trascuratezza smascherata.

31

Il rinunciante che ama vegliare

e rifugge la distrazione

avanza come un fuoco d’erba

consumando ostacoli grandi e piccoli.

32

Il rinunciante che ama vegliare

e rifugge la distrazione

è protetto, non può retrocedere:

va dritto verso la liberazione.

La mente

33

Come il fabbro forgia una freccia

così il saggio trasforma la mente

di per sé irrequieta, instabile

e difficile da governare.

34

Come un pesce trascinato via

dalla sua casa sott’acqua

e scagliato sulla terraferma

si dibatte

così freme il cuore

quando viene rapito

dalla corrente di Mara.

35

È difficile da educare la mente attiva

capricciosa e vagabonda:

padroneggiarla è essenziale

perché porta gioia e benessere.

36

La mente custodita e sorvegliata

fa sentire a casa.

Per quanto elusiva, sottile e difficile

da afferrare, chi è all’erta

dovrebbe custodire e sorvegliare la mente.

37

Libera vagabonda

senza forma

la mente dimora nell’intima caverna

del cuore.

Dominandola si è liberi

dalle catene dell’ignoranza.

38

In chi ha la mente instabile

il cuore non lavorato

dai veri insegnamenti

e una fede immatura

non è ancora cresciuta

appieno la saggezza.

39

Non esiste paura

per un cuore incontaminato

dalle passioni

e una mente libera dall’astio.

Chi vede al di là del bene e del male

è sveglio.

40

Considerando questo corpo fragile

come un vaso di coccio

fortificando il cuore

come le mura di una città

si può fronteggiare Mara

con l’arma della visione profonda.

Il vantaggio del non-attaccamento

protegge quanto è già stato conquistato.

41

Ben presto questo corpo giacerà senza vita:

per terra abbandonato

privo di coscienza

inutile come un ceppo bruciato.

42

Peggio di un ladro

peggio di un nemico

un cuore mal indirizzato

invoglia a nuocere.

43

Non tua madre non tuo padre

né chiunque della famiglia

può darti dono più prezioso

di un cuore ben diretto.

Fiori

44

Chi vede secondo verità

così come sono

la terra, il corpo

i mondi infernali e celesti?

Chi sa discernere

la Via di saggezza ben esposta

con l’occhio esperto del fioraio

che sceglie i fiori senza difetti?

45

Chi consapevole percorre la Via:

ecco chi vede la terra, il corpo

i mondi infernali e celesti

così come sono.

Ecco chi sa discernere

la Via della saggezza ben esposta.

46

Ricorda che il corpo è fugace

come la schiuma del mare, un miraggio.

Il fiore della passione sensuale

nasconde un artiglio.

Ricordalo, e passa oltre la morte.

47

Come un’improvvisa alluvione

può spazzar via un villaggio addormentato

così può la morte distruggere

quelli che cercano solo i fiori casuali

dei piaceri dei sensi.

48

Essere insoddisfatti e inappagati

e tuttavia cercare ancora solo

i fiori casuali dei piaceri dei sensi

sottomette al dominio del distruttore.

49

Come un’ape raccogliendo il nettare

non nuoce né danneggia

il colore e il profumo del fiore

così il saggio si muove

nel mondo.

50

Non soffermarti sugli errori

e i difetti degli altri;

cerca invece di esaminare

con chiarezza i tuoi.

51

Deludenti come un fiore bello

ma senza profumo

sono le parole sagge

senza retta azione.

52

Come un fiore

dal delizioso profumo

è la parola saggia e amorevole

accompagnata dalla retta azione.

53

Come con un mazzo di fiori

si possono intrecciare ghirlande

con questa nostra esistenza umana

possiamo fare ghirlande

di nobili azioni.

54

Il profumo di fiori o del legno di sandalo

si diffonde solo col vento a favore

ma la fragranza della virtù

pervade tutte le direzioni.

55

Impareggiabile è il profumo

della virtù

anche per i fiori

e per il legno di sandalo.

56

L’aroma del legno di sandalo

e il profumo dei fiori

sono un tenue piacere

rispetto alla fragranza della virtù

che raggiunge anche i regni celesti.

57

Mara non può catturare

chi vive in ricettiva consapevolezza

chi per impeccabile conoscenza è libero

e coltiva la virtù.

58-59

Come il loto cresce

in grazia e profumo

da un mucchio di rifiuti

abbandonati

la luce del vero discepolo

del Buddha

rischiara le buie ombre

sparse dall’ignoranza.

Lo stolto

60

Lunga è la notte

per chi non può dormire.

Lungo il viaggio per chi è stanco.

Immersa nell’ignoranza,

lunga e tediosa la vita

per chi ignora la verità.

61

Se non trovi compagni

che abbiano viaggiato

almeno quanto te

è meglio camminare solo

che accompagnarsi a chi

è esitante.

62

“Penso a mio figlio, penso ai miei beni”:

ecco le preoccupazioni

degli stolti.

Se nemmeno noi ci apparteniamo

a che queste pretese?

63

Lo stolto che sa di essere stolto

ha un pizzico di saggezza;

lo stolto che pensa di esser saggio

è impudentemente stolto.

64

Come il cucchiaio non può

gustare il sapore della minestra

così è lo stolto, che non intende la verità

pur vivendo per una vita

in mezzo ai saggi.

65

Come la lingua che gusta

il sapore della minestra

è chi vede distintamente

la verità, essendo stato un poco

in compagnia di chi è saggio.

66

Sventatamente agendo male

l’incauto stolto

genera per sé amari frutti.

Si comporta come fosse il peggiore nemico

di se stesso.

67

Un’azione è scorretta quando

a ripensarci proviamo rimorso:

piangendo di rammarico

si colgono i suoi frutti.

68

Un’azione è corretta quando

a ripensarci non proviamo rimorso:

nella gioia si colgono i suoi frutti.

69

Gli stolti si figurano le cattive azioni

dolci come il miele

finché non vedono le conseguenze.

Quando ne scorgono i frutti

certo gli stolti soffrono.

70

Mesi di rigido ascetismo

vivendo di dieta frugale:

uno stolto non può paragonarsi

a chi semplicemente vede la verità.

71

Il latte fresco

non caglia immediatamente

non immediatamente le azioni ingiuste

recano frutto;

tuttavia gli stolti soffrono

di certo le conseguenze

della loro stoltezza

come bruciassero posando

su braci ricoperte di cenere.

72

Stolti sono coloro che abusano

di qualsiasi dono dispongano

distruggendo

la propria fortuna.

73-74

Cresce la presunzione e la brama degli stolti

con l’esigere immeritata autorità

riconoscimento e compenso;

la falsità colora la loro sete

vogliono esser visti

potenti e perspicaci.

75

Due sentieri distinti:

quello che porta al guadagno mondano

e quello che porta alla liberazione.

Accorto, il discepolo rinunciante

evita la distrazione

del gioco mondano di guadagni e successi

per dimorare in solitudine.

Il saggio

76

Spuntano doni del cielo

stando in compagnia

di chi è saggio e perspicace

di chi con accortezza offre

dissuasione e consiglio

come guidando a un tesoro nascosto.

77

Che il saggio guidi gli esseri

via dall’oscurità

che offra orientamento e consiglio;

ne farà tesoro l’onesto

li rifiuterà lo stolto.

78

Non cercare la compagnia

di chi è sviato

guardati da chi si è guastato.

Cerca e gioisci della compagnia

di amici fidati sulla Via

di chi la visione profonda difende.

79

Abbandonarsi al Dhamma

porta serenità.

Il saggio vive nella perenne gioia

della verità dal Risvegliato svelata.

80

I costruttori di canali

convogliano il flusso dell’acqua.

Il fabbro forgia le frecce.

Il falegname lavora il legno.

Il saggio doma se stesso.

81

Come una solida roccia

non è scossa dal vento

imperturbato è il saggio

dalla lode e dal biasimo.

82

All’udire il vero insegnamento

il cuore ricettivo

si fa sereno

come un lago, profondo, limpido e silente.

83

Chi è virtuoso è libero.

Non indulge a discorsi futili

sui piaceri dei sensi.

Prova sia gioia che dolore

ma nessuno dei due lo possiede.

84

Non per proprio interesse

né a favore di altri: mai

una persona saggia nuoce

nell’interesse della famiglia

del patrimonio o per guadagno.

A ragione costui viene chiamato

virtuoso e saggio.

85

Quelli che raggiungono l’altra sponda

sono pochi.

I più vagano avanti e indietro, senza fine

su questa sponda

non arrischiandosi al viaggio.

86

Anche se è difficile attraversare

il burrascoso oceano della passione

chi vive in accordo

con il vero insegnamento della Via

raggiunge l’altra sponda.

87-88

Mirando all’obiettivo della liberazione

il saggio abbandona l’oscurità

e ha cara la luce

si lascia alle spalle

la sicurezza meschina

e cerca la libertà dall’attaccamento.

Il desiderio di libertà

è cosa ardua e rara

ma il saggio continuerà a cercare

distaccandosi da tutto ciò che si frappone

purificando il cuore e la mente.

89

Liberati dal desiderio

non soggiogati dalla comune avidità

quelli che si accordano con la Via

conoscono la meraviglia del nonattaccamento

e pur dimorando nel mondo

luminosi risplendono.

Il risvegliato

90

Non c’è più tensione

per chi ha portato a compimento

il proprio viaggio

ed è libero

dal tormento della schiavitù.

91

Pronto alle necessità del viaggio

chi percorre il sentiero della consapevolezza

scivola via silenzioso come un cigno

abbandonando i vecchi luoghi di riposo.

92

Come gli uccelli non lasciano

orme nell’aria

la sua mente non si aggrappa

alle tentazioni che gli si offrono.

La sua rotta

è lo stato di liberazione senza tracce

invisibile agli altri.

93

Libero

da ogni ostacolo

non assillato dal cibo

la sua rotta

la liberazione senza tracce.

Come un uccello che si libra nell’aria

senza orme percorre il sentiero.

94

Come un cavallo ben addestrato dal padrone

è chi abilmente

ha domato i propri sensi;

liberato il cuore

da orgoglio e impurità

desta una gioia che tutto pervade.

95

Pazienti come la terra

non turbati da rabbia

saldi come pilastri

pacati come un limpido e quieto stagno

sono gli esseri che scoprono come

non cadere

nelle reazioni nate dalla confusione.

96

Chi attraverso la retta comprensione

arriva allo stato

di perfetta libertà

è sereno nel corpo

nella parola, nella mente.

Gli alti e bassi della vita

non lo scuotono.

97

Chi conosce ciò che non è nato

chi è libero e placato

chi ha abbandonato il desiderio

è il più nobile degli esseri.

98

Nella foresta, in città

o in aperta campagna

regna la gioia nella dimora

di chi è pienamente libero.

99

Gli esseri liberi dall’ebbrezza

del piacere dei sensi

conoscono una gioia unica al mondo.

Cercano nei boschi la quiete

che il mondo rifugge.

Migliaia

100

Una sola parola vera

che acquieta la mente

è meglio di mille

futili parole.

101

Un solo verso autentico

che calma la mente

è meglio di mille

inconsistenti poesie.

102

Recitare un unico verso di verità

che tranquillizza la mente

è meglio che recitare

centinaia di versi insignificanti.

103

C’è chi da solo sa sconfiggere

centinaia e centinaia di avversari;

ma il più sublime degli eroi

è colui che sa vincere se stesso.

104-105

La vittoria su se stessi è la suprema vittoria,

ha molto più valore

che soggiogare gli altri.

Questa vittoria

nessuno la può contraffare

né carpire.

106

Onorare

per un solo momento

chi ha conquistato se stesso

è più meritevole

che migliaia di offerte

a chi ne è indegno.

107

Onorare

per un solo momento

chi ha conquistato se stesso

giova di più

che celebrare mille cerimonie

senza saggia comprensione.

108

I gesti di offerta

di un intero anno

per guadagnar meriti a se stessi

non valgono un quarto

del rispetto devoto

verso un essere nobile.

109

Chi onora e rispetta

i più anziani

riceve quattro doni del cielo:

lunga vita, bellezza, felicità e forza.

110

Un solo giorno vissuto

con chiara intenzione e onestà

ha più valore di cento anni

privi di disciplina

e di saggia rinuncia.

111

Un solo giorno vissuto

con chiara intenzione e saggezza

ha più valore di cento anni

privi di disciplina

e di manifesta saggezza.

112

Un solo giorno vissuto

con chiara intenzione

e profondo impegno

ha più valore di cento anni

vissuti in pigra passività.

113

Un solo giorno vissuto consapevoli

della natura fugace della vita

ha più valore di cento anni

inconsapevoli di nascita e morte.

114

Un solo giorno vissuto svegli

a ciò che non muore

ha più valore di cento anni

restando ignari del senza-morte.

115

Un solo giorno vissuto nella consapevolezza

della verità profonda

ha più valore di cento anni

vissuti da inconsapevoli.

Il male

116

Non tardare a fare ciò che è salutare.

Dissuadi la mente dal fare il male.

La mente che esita a fare il bene

potrebbe provar piacere a fare il male.

117

Se compi un’azione malvagia

non ripeterla.

Evita di compiacertene nel ricordo.

Dolorosa è la conseguenza del male.

118

Se compi un’azione salutare

falla di nuovo.

Gioisci nel ricordarla.

Il frutto della bontà è la contentezza.

119

Anche chi fa del male

può gioire

finché le sue azioni

non hanno dato frutti.

Ma maturati gli effetti

delle azioni

non potrà evitarne

le dolorose conseguenze.

120

Anche chi vive in modo salutare

può soffrire

fino a che le sue azioni

non hanno dato frutti.

Ma quando i frutti

delle sue azioni maturano

non gli sfuggono

le gioiose conseguenze.

121

Non ignorare la risonanza del male

pensando che finirà nel nulla.

Come la brocca si riempie

di pioggia che cade goccia a goccia

così col tempo lo stolto è incrinato

dalle azioni malvage.

122

Non sottovalutare la risonanza

di un’azione saggia

pensando che a nulla varrà.

Come la brocca si riempie

di pioggia che cade goccia a goccia

così col tempo il saggio

si fa ricolmo di bontà.

123

Come vigile e protettivo

rimane colui cui si affida

un carico prezioso

evita il male come un veleno.

124

Una mano senza ferite

può maneggiare il veleno

e non subire danno;

così il male non tocca

chi non lo compie.

125

Se con intenzione fai male

a una persona innocente

una persona pura e senza macchia

il male si ritorcerà contro di te

come sottile polvere gettata nel vento.

126

Alcuni rinascono come esseri umani

chi fa del male rinasce in un inferno

chi fa del bene nella beatitudine

e il puro entra nella terra senza sentieri.

127

Non c’è luogo sulla terra

non caverna di montagna

non oceano né cielo

dove sfuggire le conseguenze

delle cattive azioni.

128

Non c’è luogo sulla terra

non caverna di montagna

non oceano né cielo

dove la morte non allunghi su di te la mano.

La violenza

129

Provando empatia per gli altri

si scopre che tutti gli esseri hanno paura

della punizione e della morte.

Allora, non si assale

né si provoca più nessuno.

130

Provando empatia per gli altri

si scopre che tutti gli esseri

amano la vita e temono la morte.

Allora, non si assale

né si provoca più nessuno.

131

Far male agli esseri viventi

che come noi cercano appagamento

significa far male a noi stessi.

132

Non far del male agli esseri viventi

che come noi cercano appagamento

significa far felici noi stessi.

133

Evita di parlare agli altri con durezza:

la parola aspra provoca rivalsa.

Chi viene ferito dalle tue parole

può di rimando ferirti.

134

Se ti parlano con durezza

fatti silenzioso come un gong spezzato;

non rivalersi è segno di libertà.

135

Come il pastore

conduce il gregge al pascolo

vecchiaia e morte

sospingono gli esseri viventi.

136

Fanno il male

ma non sanno quello che fanno;

gli stolti subiscono le conseguenze

delle loro azioni

come chi maneggiando il fuoco si brucia.

137-140

Far del male a chi è indifeso

porta in breve sofferenza

agli aggressori.

Mieteranno dolore, povertà o fallimento

malattia, follia o persecuzione

violenza, angoscia o rovina

e dovranno dopo la morte, soli

incontrare faccia a faccia i propri torti.

141

Né l’ascetismo esteriore

né l’umiliazione di sé

né alcuna privazione fisica

purificano il cuore

di chi è ancora oscurato dal dubbio.

142

Vesti sgargianti

non sono di per sé

ostacolo alla libertà.

E’ un cuore in pace

puro, domato

vigile e senza macchia

a distinguere un rinunciante

un pellegrino, un essere nobile.

143

Un cavallo ben addestrato

non ha bisogno di freno.

Rari sono gli esseri a cui

per moderazione e disciplina

non serve ammonimento.

144

Lascia che il timore di una

mediocrità senza fine ti sproni

a un ardente impegno come

per incitare un cavallo ben addestrato

basta il tocco della frusta.

Abbandona il peso dell’interminabile

contesa con fiducia non esaltata

con purezza d’azione, impegno

concentrazione e consapevole

e disciplinata dedizione al sentiero.

145

I costruttori di canali

convogliano il flusso dell’acqua.

I fabbri forgiano le frecce.

I falegnami lavorano il legno.

I buoni domano se stessi.

La vecchiaia

146

Come ridere?

Come abbandonarsi alla gioia

se il mondo è in fiamme?

Perché sei avvolto nel buio

non dovresti cercare la luce?

147

Guarda questo corpo un tempo

imbellettato:

sapeva attrarre l’attenzione

ma ora non è che carne che va guastandosi

semplice putridume.

Non è né solido né reale.

148

Questo corpo con gli anni si consuma;

la malattia è sua ospite:

vulnerabile, fragile

un ammasso decrepito che va

disintegrandosi

e infine svanisce nella morte.

149

Che piacere serba la vita

una volta scorte

vecchie ossa sbiancate

abbandonate e sparse intorno?

150

Il corpo fisico non è che ossa

coperte di carne e sangue.

Dentro ammassati

decadimento e morte, orgoglio e malignità.

151

Tramandato dai saggi

è il sapere che la verità

sopravvive alla dissoluzione

benché ciò che è esternamente

entusiasmante

perda di smalto

e benchè il corpo decada.

152

Come buoi nella stalla

invecchiano gli stolti, mettendo su carne

e restando piccoli di mente.

153-154

Per vite innumerevoli ho vagato

cercando invano

il costruttore della casa

della mia sofferenza.

Ma ora ti ho trovato, costruttore

di nulla da oggi in poi.

Le tue assi sono state rimosse

e spezzata la trave di colmo.

Il desiderio è tutto spento;

il mio cuore, unito all’increato.

155

Coloro che in gioventù

non scelgono una vita di rinuncia

né ricavano un buon profitto dal lavoro

finiscono vecchi aironi intristiti

presso uno stagno senza pesci.

156

Coloro che in gioventù

non scelgono una vita di rinuncia

né ricavano un buon profitto dal lavoro

come frecce che mancato il bersaglio

cadono stanche

rimpiangeranno il passato.

Se stessi

157

Se siamo cari a noi stessi

ci veglieremo solleciti

giorno e notte.

158

E’ saggio

consolidare se stessi

prima di dare indicazioni agli altri.

159

Il più difficile dei discepoli siamo noi stessi.

Pratica quello che insegni:

doma te stesso

prima di cercare di domare altri.

160

In verità è su di noi

che possiamo contare;

come contare

su qualcun altro?

E’ un raro rifugio

arrivare ad affidarci

a noi stessi.

161

Come un diamante taglia la pietra

in cui un tempo albergava

così può sbriciolarti il male

che tu stesso compi.

162

Chi commette il male

si comporta verso se stesso

come il peggiore dei nemici.

Come il rampicante

che soffoca l’albero

che lo sorregge.

163

E’ facile a farsi quello

che non fa bene a nessuno

difficile invece è fare alcunché

di veramente utile e buono.

164

Come il bambù distrugge se stesso

nel dare frutto

a se stessi fanno male gli stolti

prestando fede a false opinioni

e deridendo i saggi

che vivono in accordo con la Via.

165

Siamo noi a fare il male

e siamo noi a diventare impuri.

Siamo noi a evitare il male

e siamo noi a essere puri.

La purezza è nelle nostre mani.

Nessun altro è responsabile.

166

Se conosci la tua strada

percorrila fino in fondo.

Non permettere alle richieste degli altri

per quanto insistenti

di distrarti.

Versi in coppia La consapevolezza La mente Fiori Lo stolto
Il saggio Il risvegliato Migliaia Il male La violenza
La vecchiaia Se stessi Il mondo Il Buddha La felicità
L’affetto La rabbia Gli inquinanti Il giusto Il sentiero
L’inferno L’elefante La brama Il rinunciante Grande essere

Dhammapada. La via del Buddha

dhammapada libro
Publisher:
Genre:
Page Count: 235
Il Dhammapada espone, sotto forma di strofe poetiche, i concetti fondamentali del buddhismo antico. Il titolo dell'opera, composta probabilmente intorno al III secolo a. C., significa "parole di Dharma" dove Dharma è parola derivata da una radice linguistica che significa "sostenere" e indica qualcosa di saldo e stabile: il termine è passato a indicare la legge che sostiene l'universo, tanto la legge fisica quanto la legge morale. La traduzione presentata in questo volume è stata…
Paolo Subioli

Il Dhammapada è un testo che dice tutto quello che c’è da sapere. Un condensato di saggezza che è tra le più preziose eredità che ci ha lasciato il Buddha storico.

Per approfondire:

Dhammapada – Pdf e testo completo

Dhammapada – frasi scelte

Il mondo

167

Rinunciando ai percorsi inutili

e non vivendo sconsideratamente

non seguendo false opinioni

non nutriamo la confusione.

168

Non atteggiarti a falsa umiltà.

Segui con fermezza la tua meta.

La pratica diligente

porta all’appagamento

sia nel presente che nel futuro.

169

Vivi bene la tua vita

in accordo con la Via,

rifuggi una vita di distrazione.

Una vita ben vissuta porta all’appagamento

sia nel presente che nel futuro.

170

Il re della morte non riesce a scovare

chi vede il mondo

come insostanziale

fugace, una bolla

illusorio, un semplice miraggio.

171

Vieni, contempla questo mondo.

Guardalo: è un carro addobbato a festa.

Vedi come gli stolti sono rapiti

dalle proprie idee

mentre il saggio non nutre attaccamento.

172

C’è chi si risveglia

dall’inconsapevolezza

e fa luce nel mondo

come la luna

quando sbuca dalle nuvole.

173

Chi trasforma

vecchie e inconsapevoli abitudini

in gesti freschi e salutari

fa luce nel mondo

come la luna libera dalle nuvole.

174

Una volta presi nella rete

rari sono gli uccelli che sfuggono.

In questo mondo di illusione

rari coloro che vedono una via alla libertà.

175

I bianchi cigni si alzano in volo.

Gli adepti dello yoga

viaggiano attraverso lo spazio.

I saggi trascendono

l’illusione del mondo

mettendo nel sacco le orde di Mara.

176

Chi trasgredisce

la legge della sincerità

chi non si cura

dell’esistenza futura

non c’è male

che non possa commettere.

177

Chi non dà valore alla generosità

non raggiunge il regno celeste.

Ma il saggio gioisce nel dare

e dimora nella beatitudine.

178

Meglio del dominio sul mondo intero

meglio dell’andare in paradiso

meglio che comandare l’universo

è dedicarsi alla Via senza ripensamenti.

Il Buddha

179

La perfezione del Buddha è assoluta;

non resta niente da aggiungere.

Non ha misura la sua saggezza,

non conosce limiti.

Come potrebbe venir distratto

dalla verità?

180

La perfezione del Buddha è assoluta;

non esiste brama

che possa trascinarlo.

Non ha misura la sua saggezza,

non conosce limiti.

Come potrebbe venir distratto

dalla verità?

181

Gli spiriti celesti custodiscono

chi si è risvegliato

chi ha piena comprensione della Via

è devoto alla meditazione

e gioisce della pace

della rinuncia.

182

Non è facile nascere

essere umano

e vivere una vita mortale.

Non è facile distinguere

la profonda saggezza

ma più raro di tutto

è che nasca un Buddha.

183

Smetti di fare il male

coltiva il bene

purifica il cuore.

E’ questa la Via

del Risvegliato.

184

Un rinunciante

non tiranneggia nessuno.

La paziente tolleranza

è il vertice dell’ascesi.

Suprema meta

dicono i Buddha

è la profonda liberazione.

185

Non insultare, non maltrattare

coltiva la rinuncia

nel rispetto della disciplina

frugale nel mangiare e pago

della dimora che hai

dònati all’intento consapevole:

questo è l’insegnamento del Buddha.

186-187

Non nei beni preziosi

trovi l’appagamento

né nei piaceri dei sensi

triviali o raffinati che siano.

Il discepolo del Buddha

trova gioia

nell’estinzione della brama.

188-189

Svariati sono i luoghi dove gli esseri

cercano di sfuggire alla paura:

montagne, boschi

parchi e giardini

e luoghi sacri.

Ma nessuno di questi

offre vero rifugio

nessuno ci libera dalla paura.

190-191

Chi si rifugia nel Buddha

nel Dhamma e nel Sangha

vede e penetra in profondità

la sofferenza, la sua causa, la sua fine

e la via che conduce alla vera libertà.

192

Il Buddha, il Dhamma, il Sangha

sono il vero rifugio

sono eccelsi

conducono alla liberazione.

193

E’ difficile trovare esseri

di profonda saggezza;

rari i luoghi

in cui nascono.

Chi ad essi si accompagna

quando appaiono

incontra la buona sorte.

194

Benedetta è la nascita di un Buddha

benedetta la rivelazione del Dhamma

benedetta l’armonia del Sangha

beata è la melodiosa comunione.

195-196

Immenso è il beneficio

che deriva dall’onorare

chi è puro, chi è andato oltre la paura.

Gli esseri che hanno trovato libertà

da dolore e da angoscia

sono degni di onore.

La felicità

197

Restare liberi dall’odio

anche in mezzo a chi odia

è vera felicità.

198

Restare liberi da angustia

anche in mezzo a chi si angustia

è vera felicità.

199

Restare liberi da avidità

anche in mezzo agli avidi

è vera felicità.

200

Viviamo felici

liberi dall’ansia;

come esseri fulgenti

in mondi celesti

godiamo la gioia.

201

La vittoria porta all’odio

perché gli sconfitti soffrono.

Chi è in pace vive lieto

al di là di vittoria e sconfitta.

202

Non c’è fuoco pari al desiderio

né malattia peggiore dell’odio

né pena che opprima come l’attaccamento

né gioia pari alla pace della libertà.

203

La fame è il più grave dei mali

l’essere soggetti a condizioni

fonte primaria di disperazione.

Vedendo le cose per quello che sono

chi è saggio trova la libertà, gioia suprema.

204

Una mente sana è il migliore guadagno.

L’appagamento è la risorsa più preziosa.

Un amico fidato è il migliore congiunto.

Una libertà senza condizioni

è la massima beatitudine.

205

Gustando il sapore della solitudine

e il nettare della pace

chi beve della gioia

che è la sostanza della realtà

vive libero dalla paura del male.

206

È sempre un piacere

non avere a che fare con gli stolti.

Fa sempre bene incontrare

chi è nobile d’animo

ed è una gioia viverci insieme.

207

Noiosa è la compagnia degli stolti

sempre molesta, come essere

circondati da nemici;

invece accompagnarsi ai saggi

è come essere a casa.

208

Segui le orme di chi

è costante, perspicace

puro e consapevole

come la luna segue

la scia delle stelle.

L’affetto

209

C’è chi va in cerca

di quello che dovrebbe evitare

ed evita

quello che dovrebbe cercare.

Intrappolato nei sensi

perde la via

e invidia

chi conosce la verità.

210

Perdere la compagnia

di quelli con cui ti trovi bene

è doloroso;

anche peggiore

la vicinanza di chi non ti piace.

Dunque non consegnarti

alla compagnia né di quelli

con cui ti trovi bene

né di chi non ti piace.

211

Guardati dall’attaccamento

che nasce dall’affetto

perché separarsi da chi

ci è caro è doloroso;

se invece non assecondi

né osteggi l’affetto

non ci sarà schiavitù.

212

Prediligere è fonte di dolore.

Prediligere genera la paura di perdere.

Se invece sei libero dalla predilezione

non c’è dolore,

e come potrebbe esserci paura?

213

Perdersi nel voler bene

produce dolore;

perdersi nel voler bene

genera paura.

La libertà dal voler bene

fa cessare il dolore,

e come potrebbe esserci paura?

214

Perdersi nel piacere

produce sofferenza;

perdersi nel piacere

genera paura.

Restando liberi nell’esperienza del piacere

la sofferenza cessa,

e come potrebbe esserci paura?

215

Perdersi nella passione

produce sofferenza;

perdersi nella passione

genera paura.

Se non ti perdi nella passione

la sofferenza cessa,

e come potrebbe esserci paura?

216

Perdersi nel desiderio

produce sofferenza;

perdersi nel desiderio

genera paura.

La libertà dal desiderio

mette fine alla sofferenza,

e come potrebbe esserci paura?

217

Naturalmente amato è chi

vive agendo rettamente

e ha trovato la Via

e grazie alla visione profonda

si è radicato nella verità.

218

Chi anela all’ineffabile

col cuore colmo d’ispirazione

con la mente libera

dal desiderio dei sensi

lo chiamo

“uno che è in viaggio verso la libertà”.

219-220

Come i familiari e gli amici

accolgono con gioia

chi da lontano torna a casa

così è accolto dalle proprie buone azioni

chi le ha compiute

quando passa da questa alla prossima vita.

La rabbia

221

Rinuncia alla rabbia.

Lascia cadere l’orgoglio.

Liberati da tutto ciò

che ti tiene legato.

Il puro di cuore che non si aggrappa

né al corpo né alla mente

non cade preda della sofferenza.

222

Chi sa contenere la rabbia

come un auriga controlla

il carro in corsa

tiene in pugno le redini della sua vita;

gli altri tutt’al più ci posano sopra le mani.

223

Trasforma la rabbia con la gentilezza

e il male col bene,

la grettezza con la generosità

la falsità con la rettitudine.

224

Questi tre sentieri

portano tutti al paradiso:

dire la verità

non cedere alla rabbia

e dare, anche quando hai

ben poco da condividere.

225

Un risvegliato non nuoce mai.

Saggiamente si domina

e va verso l’immutabile

dove non c’è più dolore.

226

Qualunque impurità viene mondata

nella mente di chi

sempre veglia,

giorno e notte educandosi

e dedicando tutta la sua vita

alla liberazione.

227

Dall’inizio dei tempi

vengono criticati

quelli che parlano troppo

quelli che parlano troppo poco

e quelli che non parlano affatto.

Tutti in questo mondo sono soggetti a

critiche.

228

Non c’è mai stato

né mai ci sarà

né c’è ora qualcuno

che venga solo biasimato

o in tutto e per tutto lodato.

229

Chi vive in modo impeccabile

chi ha discernimento

è intelligente e virtuoso

viene apprezzato dal saggio.

230

Si può coprire di biasimo chi

nel suo essere è simile all’oro?

Anche gli dèi apprezzano il suo splendore.

231

Guardati dai movimenti maldestri

e sii consapevole del comportamento

del tuo corpo.

Rinuncia a una condotta insincera

e coltiva ciò che è salutare.

232

Guardati dalla parola affettata

e sii consapevole di ogni cosa che dici.

Rinuncia alla parola scaltra

e coltiva ciò che è salutare.

233

Guardati dal pensiero tortuoso

e fai attenzione a tutto quello che pensi.

Rinuncia al pensiero indisciplinato

e coltiva ciò che è salutare.

234

Coltiva il dominio di sé

il saggio

nell’azione, nel pensiero

e nella parola.

Gli inquinanti

235

Come una foglia avvizzita,

i messaggeri della morte

ti sono al fianco.

Benché un lungo viaggio ti aspetti

non hai fatto alcun preparativo.

236

Affrettati a coltivare la saggezza.

Fai di te stesso un’isola.

Terso da macchie e imperfezioni

sarai un essere nobile.

237

È tempo per te di presentarti

al signore della morte.

Non ci sono soste in questo viaggio,

eppure quali preparativi hai fatto?

238

Affrettati a coltivare la saggezza,

fai di te stesso un’isola.

Terso da macchie e impurità

sei libero

dalla nascita e dalla morte.

239

A poco a poco

passo passo

il saggio asporta le sue impurità

come l’orafo dall’oro le scorie.

240

Come il ferro è corroso

dalla propria ruggine

corroso dal suo stesso agire

è colui che compie il male.

241

La mancanza di studio porta

a dimenticare gli insegnamenti,

la trascuratezza sciupa la casa,

la pigrizia fa perdere la bellezza,

la distrazione è la rovina dell’attenzione.

242

Un comportamento sessuale scorretto

sminuisce chi lo segue,

l’avarizia sminuisce

chi non dona.

Le azioni che sminuiscono chi le compie

sono vere macchie.

243

Ma la peggiore delle macchie

è l’ignoranza.

Sei libero

se la purifichi.

244

La vita sembra facile

per chi non conosce vergogna

per chi è impudente come un corvo,

arrogante, aggressivo

invadente e corrotto.

245

Non è facile la vita di chi

conosce la vergogna,

è umile, puro di cuore

e distaccato, ha integrità

morale ed è riflessivo.

246-247

Chi distrugge la vita,

non tiene in nessun conto la verità,

è irresponsabile nella sessualità,

prende ciò che non gli appartiene

e sventato indulge alle droghe

distrugge le radici stesse

della sua vita.

248

Chi dedica se stesso alla bontà

ricordi che è disastrosa

l’incapacità di dominarsi.

Non permettere

all’avidità e al comportamento scorretto

di prolungare la tua infelicità.

249-250

Sono la fede e la fiducia

che ispirano a essere generosi.

Se ci sentiamo scontenti

di quanto ci è stato dato

sarà turbata di continuo

la nostra meditazione;

ma liberi da tale scontentezza

la meditazione si colma di pace.

251

Nulla brucia come la passione

nulla ostacola come l’odio

nulla imprigiona come l’illusione

e nulla travolge come il desiderio.

252

È facile notare i difetti degli altri

ma ci vuole coraggio per guardare ai propri.

Come pula

vagli le altrui manchevolezze

e intanto nascondi le tue,

come un cacciatore furtivo

si nasconde alla preda.

253

Chi va sempre in cerca

dei difetti degli altri

moltiplica i propri vizi

e si allontana dalla libertà.

254

Non ci sono sentieri tracciati nell’aria

non c’è liberazione che non passi dalla Via.

Molti indulgono

alla proliferazione

il risvegliato ne è libero.

255

Non ci sono sentieri tracciati nell’aria,

non c’è liberazione che non passi dalla Via.

Niente di ciò che è condizionato

è permanente

e tuttavia i Buddha restano sereni.

Il giusto

256

Decidere in modo arbitrario

non equivale a giustizia.

Considerati

i pro e i contro,

il saggio decide caso per caso.

257

Chi prende decisioni in base

alla verità e all’equità

salvaguarda la legge

ed è ritenuto giusto.

258

Chi parla molto

non vuol dire che sia ispirato dalla saggezza.

Il saggio si riconosce

perché è in pace con la vita

libero da ostilità e paura.

259

Chi ha una conoscenza limitata

ma comprensione e condotta

in armonioso accordo con la Via,

questi conosce il Dhamma.

260

Non bastano i capelli grigi

per fare un anziano;

si può essere maturi d’anni

ma forse invano.

261

Anziano è colui

che è sincero, virtuoso,

impeccabile nel comportamento,

senza macchia e saggio.

262-263

Chi è invidioso,

meschino e intrigante

non è attraente nonostante

un bell’aspetto e la parola eloquente.

Ma chi si è liberato

dalle sue manchevolezze

ed è giunto alla saggezza

è veramente attraente.

264

Rasarti la testa

non fa di te un rinunciante

se sei ancora

incurante e disonesto.

Come può essere considerato rinunciante

chi è ancora posseduto

dal desiderio e dalla passione?

265

Si diventa monaci o monache

lasciando cadere ogni malvagità

rinunciando a qualsiasi

nocività

sia essa grande o piccola.

266

Non si è monaci o monache

perché si dipende dagli altri

per il proprio nutrimento

ma perché ci si sottomette

con tutto il cuore

all’ addestramento del corpo,

della parola e della mente.

267

Si diventa monaco o monaca

penetrando questo mondo

con la comprensione

al di là del bene e del male

e vivendo una vita di purezza

e di contemplazione.

268-269

Il silenzio non esprime profondità

se resti ignorante e non coltivato.

Come avesse una bilancia in mano

l’assennato soppesa le cose

salutari e non salutari

e arriva a conoscere

sia il mondo interiore che quello esterno.

Perciò l’assennato è detto saggio.

270

Quelli che ancora causano sofferenza

agli esseri viventi

non li si può chiamare realizzati.

Chi è spiritualmente realizzato

si comporta in modo da non ferire

nessuno.

271-272

Non accontentarti

di attenerti alle regole

e ai regolamenti

né di ottenere una vasta erudizione.

Non sentirti soddisfatto

perché raggiungi l’assorbimento meditativo

né perché dimori

in beata solitudine.

Dovresti essere contento

solo quando arrivi

al completo sradicamento

di ogni forma di ignoranza e inganno.

Il sentiero

273

La più nobile delle vie

è l’ottuplice sentiero,

il più nobile discorso

quello delle quattro nobili verità,

la libertà dal desiderio

è il più nobile degli stati

e il Buddha che tutto vede

il più nobile degli esseri.

274

Questa è l’unica via

nessun’ altra

porta alla chiara visione.

Segui questo sentiero

e Mara resterà disorientato.

275

Se segui il sentiero

arriverai alla fine della sofferenza.

Avendolo visto di persona

insegno la Via

che toglie tutte le spine.

276

Il risvegliato

può solo indicare la via:

siamo noi a doverla percorrere.

Chi con saggezza riflette

e intraprende il sentiero

è libero dai ceppi di Mara.

277

“Tutte le cose condizionate

sono impermanenti”:

quando lo comprendiamo

direttamente e profondamente

ci sentiamo stanchi di questa vita

di sofferenza.

È questa la via che conduce alla

purificazione.

278

“Tutte le cose condizionate

sono di per sé insoddisfacenti”:

quando lo comprendiamo

direttamente e profondamente

ci sentiamo stanchi di questa vita

di sofferenza.

È questa la via che conduce alla

purificazione.

279

“Tutte le realtà sono prive

di un sé permanente”:

quando lo comprendiamo

direttamente e profondamente

ci sentiamo stanchi di questa vita

di sofferenza.

È questa la via della purificazione.

280

Se, pur giovane e forte

rimandi di agire

quando sarebbe necessario

perso in sbadate fantasie

non potrai scorgere mai

la Via e la sua saggezza.

281

Sii accurato in ciò che dici

domina i tuoi pensieri

e sii impeccabile in ciò che fai.

Purificare questi tre comportamenti

ti farà procedere sulla via dei saggi.

282

Contemplare la vita porta alla saggezza,

senza contemplazione la saggezza svanisce.

Discerni come la saggezza

si coltiva e si distrugge

e cammina sulla via della crescita.

283

Sfoltisci le foreste del desiderio

ma non aggredire e non distruggere

gli alberi.

Sfronda l’intera foresta del desiderio

e vedrai il sentiero che conduce alla libertà.

284

Finché l’attrazione sessuale

non è svanita

se anche la più sottile delle tracce rimane

il cuore è tenuto in dipendenza

come il vitellino alla mucca.

285

Recidi i vincoli d’affetto

come si coglie un fiore d’autunno.

Percorri il sentiero della liberazione

esposto dal Risvegliato.

286

È stolto

chi indulge a sognare

il luogo più incantevole

in cui vivere, dicendosi:

“Qui farà caldo,

lì sarà fresco” —

inconsapevole della morte che incombe.

287

Come un’alluvione può travolgere

un intero villaggio

chi è catturato

da relazioni e possessi

la morte lo trascina con sé.

288-289

Quando si avvicina la morte

nessuno dei tuoi ardenti attaccamenti

ti proteggerà.

Ricordalo e con saggia disciplina

e risoluto sforzo affrettati

ad aprirti una strada verso la libertà.

Versi sparsi

290

È la saggezza

che permette di lasciar andare

più lieve felicità

in cambio di più vasta

felicità.

291

Fallisci

nella ricerca della felicità

se è alle spese

dell’altrui benessere.

Ti intrappola ancora

il laccio della malevolenza.

292

Lasciare incompiuto

ciò che andrebbe fatto

e fare ciò

che andrebbe evitato

conduce a trascuratezza e presunzione.

Moltiplica la confusione.

293

Svanisce la confusione

perseverando in una pratica

di meditazione

centrata sul corpo,

evitando ciò

che non andrebbe fatto

e consapevolmente facendo

ciò che va fatto.

294

Lasciando cadere desiderio e orgoglio

sradicando le visioni errate

e superando

gli illusori attaccamenti

del mondo dei sensi

procede libero il nobile d’animo.

295

Avendo sgombrato il sentiero

da tutti gli ostacoli —

avidità, rabbia, fiacchezza e pigrizia

inquietudine, ansia e dubbio —

procede libero il nobile d’animo.

296

I discepoli del Buddha

sono pienamente svegli

giorno e notte

contemplando il Risvegliato.

297

I discepoli del Buddha

sono pienamente svegli

giorno e notte

contemplando la realtà.

298

I discepoli del Buddha

sono pienamente svegli

giorno e notte

contemplando la comunione

dei risvegliati.

299

I discepoli del Buddha

sono pienamente svegli

giorno e notte

contemplando

la vera natura del corpo.

300

I discepoli del Buddha

sono pienamente svegli

giorno e notte immersi

nella gioia della compassione.

301

I discepoli del Buddha

sono pienamente svegli

giorno e notte

immersi nella gioia

di coltivare il cuore.

302

È difficile vivere

la vita della rinuncia:

raro è saperne apprezzare

le sfide.

Ma è anche difficile vivere

la vita del capofamiglia:

fa soffrire

stare con quelli

per cui non si sente amicizia.

Vagare senza impegno

porta sempre a difficoltà.

Perché non rinunciare

all’illusorio inseguimento del dolore?

303

Un pellegrino adorno di virtù

padrone di sé e dedito

al comportamento saggio

sarà accolto sempre con onore;

uno così è facile a riconoscersi

e può viaggiare con fiducia.

304

I buoni

si scorgono anche da lontano.

Splendono come le distanti

cime dell’Himalaya.

Chi non sceglie la pratica

semplicemente scompare

come freccia scoccata nel buio.

305

Con entusiasmo dèdicati

alla pratica in solitudine:

siedi solo, dormi solo, solo cammina

con gusto, come fossi nel cuore

della foresta.

L’inferno

306

Mentire porta sofferenza.

Nascondere azioni disoneste

porta sofferenza.

Queste due forme di inganno

portano gli esseri

a uno stesso stato di afflizione.

307

Chi indossa

l’abito del rinunciante

e tuttavia nutre il male

e non ha freno

si muove verso uno stato doloroso.

308

Per un rinunciante

è meglio inghiottire ferro rovente

che vivere di offerte

disonestamente ottenute.

309

Ripetuta tristezza,

sonno tormentato,

biasimo e rimorso

sono la sorte dell’adultero.

310

Breve è la gioia

mista a timore della coppia di adulteri;

non porta che a dolorose conseguenze.

311

Anche un filo d’erba maneggiato male

può ferirti la mano;

così la vita del rinunciante

fa male a chi la vive in modo sbagliato.

312

Le azioni fatte in modo negligente

le pratiche compiute senza purezza

la vita santa vissuta in modo iniquo

sono di poco o nessun beneficio.

313

Se devi fare qualcosa

falla bene

con energia e devozione;

la vita del rinunciante condotta

svogliatamente

non fa che alzare polvere.

314

È meglio non compiere

azioni nocive

perché portano sempre rimorso.

Meglio compiere azioni non dannose

perché non ne seguirà pentimento.

315

Come accuratamente si difende

una città di confine

proteggi te stesso

dai pericoli interni ed esterni:

costruisci le tue difese in tempo

e con saggezza.

Se non ci si mette all’opera

al momento giusto

ne deriverà profonda infelicità.

316

Opinioni distorte

che creano vergogna

per ciò che vergognoso non è

o indifferenza

per ciò di cui andrebbe provata vergogna

precipitano gli esseri in un inferno.

317

Opinioni distorte

che creano paura

verso ciò che non è da temere

o indifferenza

di fronte a ciò che andrebbe temuto

precipitano gli esseri in un inferno.

318

Opinioni distorte

che additano come giusto ciò che è sbagliato

e sbagliato ciò che è giusto

portano gli esseri alla disgregazione.

319

La chiara visione che riconosce

ciò che è guasto come guasto

e ciò che è puro come puro

porta gli esseri a trascendere l’infelicità.

L’elefante

320

Come un elefante in battaglia

resiste alle frecce

io scelgo di tollerare

gli attacchi verbali degli altri.

321

Cavalli ben addestrati

sono fidati anche nella ressa

e degni di essere montati dai re.

Gli individui che hanno addestrato se stessi

a tollerare la violenza

sono ovunque preziosi.

322

Ci colpiscono i cavalli e gli elefanti

ben addestrati

ma più toccanti

sono gli esseri

che hanno domato se stessi.

323

Non su un animale ben addestrato

puoi cavalcare

verso la terra della liberazione,

puoi raggiungerla solo

sulla ben addestrata

cavalcatura di te stesso.

324

Un elefante selvaggio

catturato, legato e in calore

diventa agitato e incontrollabile,

non tocca cibo,

brama solo di tornare a casa nella foresta.

325

Solo lo stolto mangia troppo

e indulge alla pigrizia

e torpido sguazza

nel sonno come un enorme maiale:

tutto ciò predice nuova sofferenza.

326

La mia mente un tempo

selvaggia e indisciplinata

vagava dove voleva;

ora la tengo a freno

come il mahout col suo bastone uncinato

controlla un elefante in calore.

327

Come un elefante con risolutezza

si trascina fuori da un pantano

elèvati con l’ispirazione

dell’attenzione coltivata.

328

Se trovi un compagno sincero

che coltiva integrità e saggezza

supererai tutti i pericoli

in gioiosa e affettuosa compagnia.

329

Ma se non trovi

un amico sincero

che coltiva integrità e saggezza

allora, come un re che lascia

una terra conquistata

o un elefante che vaga solitario nella foresta

procedi in solitudine.

330

Un’innocente vita solitaria

vissuta con agio

come il solitario elefante nella foresta

è meglio della vana

compagnia degli stolti.

331

La gioia sorge

dalla tempestiva compagnia di amici.

La gioia sorge

dall’avere poche esigenze.

La gioia sorge

dalla virtù accumulata alla fine di una vita.

La gioia sorge

dal vedere al di là della sofferenza.

332

La gioia sorge

dal servire equamente i propri genitori.

La gioia sorge

dal dare sostegno ai rinuncianti.

La gioia sorge

dall’onorare gli esseri risvegliati.

333

La gioia sorge

dal coltivare la virtù anche in vecchiaia.

La gioia sorge

dal coltivare una fede che ha fondamento.

La gioia sorge con la chiara visione.

La gioia sorge

dal rinunciare al male.

La brama

334

Il desiderio non contenuto

cresce come rampicante nella foresta.

Perdendocisi dentro

si salta qua e là come una scimmia,

di albero in albero cercando frutti.

335

Nutrire le abitudini

a desiderare e ad aggrapparsi

è come concimare erbe nocive.

336

Come l’acqua cade da una foglia di loto

così scivola via la sofferenza

da chi è libero da tossico desiderio.

337

Come le piogge torrenziali distruggono

le messi Mara ti può distruggere.

Perciò ti supplico:

dissoda le radici di ogni desiderio.

La mia benedizione

protegga il tuo lavoro.

338

Se le radici non vengono strappate

le erbacce continuano a ricrescere:

la sofferenza torna a visitarci

finché rimane il desiderio.

339

Quando la corrente

del piacere dei sensi scorre impetuosa

genera un torrente di desiderio.

340

La corrente del desiderio scorre ovunque.

Il rampicante selvaggio della passione

si dissemina e si fa intricato.

Individuarlo con chiara visione

lo estirpa.

341

Gli esseri incontrano naturalmente

il piacere; ma quando il piacere

è contaminato dalla brama

non abbandonarlo genera frustrazione

seguita da un penoso tedio.

342

Catturati nelle abitudini del desiderio

siamo colti dal panico

come conigli presi in trappola.

Reagire rinforza il dolore

del sentirsi intrappolati.

343

Catturati nelle abitudini del desiderio

siamo colti dal panico

come conigli presi in trappola.

Se si vuole uscire dalla trappola

è dal desiderio che ci si deve liberare.

344

C’è chi si incammina

sul sentiero della libertà

per poi tornare, seguendo il desiderio,

in schiavitù.

345-346

La saggezza sa

che essere dietro le sbarre

o in catene imprigiona meno

dell’infatuazione per gli oggetti

o l’ossessione delle relazioni.

Questi legami seppure non altrettanto

evidenti sono potenti e ci incatenano.

Rinunciare all’attaccamento

al mondo dei sensi significa essere

liberi dalla prigione del desiderio.

347

Come un ragno prigioniero

della sua stessa tela un essere irretito

dal desiderio dei sensi deve liberarsi

dalle sue passioni per tornare libero.

348

Lascia cadere il passato.

Lascia cadere il futuro.

Lascia cadere il presente.

Con cuore libero

raggiungi l’altra sponda

al di là della sofferenza.

349

I legami

delle abituali illusioni e del desiderio

si rafforzano

se distratti lasciamo che la mente indugi

negli oggetti desiderati.

350

Chi trova gioia

nel calmare i pensieri sensuali

chi è vigile e coltiva

la consapevolezza degli aspetti ripugnanti

del corpo spezza i legami del desiderio

e scioglie le abitudini illuse.

351

Per chi ha raggiunto la meta

non c’è più bisogno di una nuova forma:

è libero da paura e desiderio.

Estirpate sono le spine

dell’esistenza.

352

Maestro è chi ha abbandonato

ogni desiderio e ogni presa sul mondo

chi ha visto la verità

al di là delle forme eppure possiede

una profonda conoscenza delle parole.

Di tale grande essere si può dire

che abbia portato a compimento

il suo scopo.

353

Non riconosco altri

come miei maestri

poiché da me stesso sono giunto

alla saggezza che tutto vince,

tutto comprende, a tutto rinuncia:

interamente liberato

da ogni desiderio.

354

Il dono della verità supera tutti i doni.

La fragranza della realtà

supera tutte le fragranze.

La gioia della verità

trascende ogni altra gioia.

La libertà dal desiderio

è la fine di ogni sofferenza.

355

Le ricchezze rovinano lo stolto

ma non chi cerca ciò che va al di là.

Non solo rovina il benessere degli altri

e li fa soffrire: lo stolto

distrugge anche se stesso.

356

Le erbacce danneggiano i campi.

La passione è nociva a tutti gli esseri.

Sostenta chi è libero dalla passione:

è un dono che arreca grande beneficio.

357

Le erbacce danneggiano i campi.

L’odio è nocivo a tutti gli esseri.

Sostenta chi è libero dall’odio:

è un dono che arreca grande beneficio.

358

Le erbacce danneggiano i campi.

La confusione è nociva a tutti gli esseri.

Sostenta chi è libero da confusione:

è un dono che arreca grande beneficio.

359

Le erbacce danneggiano i campi.

L’invidia è nociva a tutti gli esseri.

Sostieni chi è libero dall’invidia:

sarà di grande beneficio.

Il rinunciante

360

È giusto disciplinare lo sguardo.

È giusto disciplinare l’udito.

È giusto disciplinare l’odorato.

È giusto disciplinare la lingua.

361

È giusto essere disciplinati nel corpo.

È giusto essere disciplinati nella parola.

È giusto essere disciplinati nella mente.

È giusto essere disciplinati

in tutto.

Il rinunciante che disciplina

ogni suo aspetto realizza la libertà

dalla sofferenza.

362

Chi rettamente si disciplina

in tutte le azioni

chi è raccolto,

appagato e gioisce

della contemplazione in solitudine:

questi è un rinunciante.

363

È gradevole ascoltare

le parole di un rinunciante

saggio, non tronfio

la mente raccolta

la parola contenuta

e chiara nel significato.

364

Chi dimora nel Dhamma

chi nel Dhamma trova gioia

chi contempla il Dhamma

chi affida alla memoria il Dhamma

non perde la Via.

365

Lamentarsi della propria sorte

o invidiare i privilegi degli altri

ostacola la pace della mente.

366

Viceversa: contento

anche con poco

puro nel modo di vivere e vitale

sei da tutti tenuto in grande stima.

367

I veri rinuncianti

considerano l’interezza di corpo e mente

non sfiorati da pensieri di “io” o “mio”

e privi di desiderio

per ciò che non possiedono.

368

Il rinunciante che dimora

nella gentilezza amorevole

con cuore devoto

all’insegnamento del Buddha

incontra pace, silenzio e beatitudine.

369

Vuota l’acqua dalla tua barca,

liberati dalle inquinanti passioni

della brama e dell’odio:

disincagliato salpa

verso la liberazione.

370

Chi ha disinnescato

i rozzi attaccamenti

e gli attaccamenti sottili

chi coltiva le facoltà spirituali

scopre la libertà

dalla confusione.

371

Vigila!

Non trascurare la meditazione

non permettere alla mente

di intrattenere pensieri sensuali

guardati dall’inghiottire per distrazione

una palla di ferro rovente

per poi gridare:

“Perché soffro?”.

372

La concentrazione non sorge

senza comprensione

la comprensione non si affaccia

senza concentrazione.

Chi le conosce entrambe

si avvicina alla liberazione.

373

Una felicità che trascende la gioia ordinaria

conoscono i rinuncianti

che si ritirano in solitudine

con cuore tranquillo

e chiara comprensione della Via.

374

Quando i saggi dimorano

nella contemplazione

della natura impermanente

del corpo e della mente

e di tutta l’esistenza condizionata

provano gioia e contentezza

penetrando fino a ciò

che è intrinsecamente sicuro.

375-376

Questi sono i primi passi

nel cammino di un rinunciante:

regola in modo saggio le tue facoltà

impegnati nel tirocinio

appagati di quel che hai

cerca la compagnia

di chi nutre la tua aspirazione

a praticare con entusiasmo

gli insegnamenti.

La bellezza di un comportamento puro

genera pieno benessere

grazie alla completa

libertà dal rimorso.

377

Come i fiori appassiti cadono

dal gelsomino

lascia cadere

passione e odio.

378

Pacificato lo definisco

uno che è tranquillo nel corpo,

nella parola, nella mente

e si è purificato interamente

di tutte le ossessioni mondane.

379

Scruta te stesso.

Esamina te stesso.

Se fai saggia attenzione

nel valutare te stesso

vivrai con scioltezza.

380

Siamo noi la nostra protezione

proprio noi siamo il nostro rifugio:

come potrebbe essere altrimenti?

Dunque con adeguata premura

prendiamoci cura di noi stessi.

381

Un monaco, una monaca che coltivi

un’attitudine gioiosa

e riponga piena

fiducia nella Via

incontra pace, silenzio, beatitudine.

382

Seppure giovane, un rinunciante

devoto alla Via con tutto se stesso

illumina il mondo

come la luna che sbuca dalle nuvole.

Grande essere

383

Con impegno interrompi

la corrente del desiderio

e abbandona le passioni dei sensi;

riconoscendo i limiti

di tutto ciò che ha una forma

realizza l’increato.

384

Le catene di ogni schiavitù si spezzano

per chi vede chiaramente

e sa bene che siano

concentrazione e visione intuitiva.

385

Grande è l’essere

che non si ferma su questa sponda

né sull’altra

né su sponda alcuna.

Un essere così non è legato da nulla.

386

Grande è l’essere

che dimora con agio in solitudine,

il cuore libero

da macchia,

completato il cammino,

purificato da ogni tendenza coercitiva,

sveglio.

387

Di giorno brilla il sole

la luna brilla di notte.

Ma giorno e notte

risplende il Buddha

nella gloria della luce.

388

Un grande essere

è chi ha trasformato il male.

Contemplativo

è uno che vive in pace.

Rinunciante

è chi abbandona l’impurità.

389

La non rivalsa

è la caratteristica di un grande essere.

Egli non origina rabbia.

Se viene aggredito,

non fa parte della sua natura reagire.

390

La libertà dalla sofferenza è pari

alla libertà dall’intenzione

di causare dolore.

Non c’è vera grandezza

se non c’è dominio sulla rabbia.

391

Chi si astiene dal provocare sofferenza

attraverso il corpo, la parola e la mente

è un essere degno di rispetto.

392

Devozione e rispetto

è naturale offrire

a chi ci ha rivelato la Via.

393

Nessuno è da considerarsi

degno di rispetto

a causa della sua nascita o della sua cultura

o di qualsiasi altra qualità esteriore.

E’ la purezza

la comprensione della verità

che decide di qualcuno il merito.

394

Ornamenti esteriori

e pensieri apparentemente spirituali

sono irrilevanti

se all’interno regna la confusione.

395

Non preoccuparsi

dell’aspetto esteriore

ma impegnarsi

intensamente e fermamente nella pratica

fanno la grandezza.

396

Nessuno è nobile

per eredità.

Nobiltà è ripulire se stessi

da tutti i veleni

e gli attaccamenti.

397

Chi si è liberato da ogni schiavitù

e ha raggiunto l’assenza di paura

chi è al di là degli attaccamenti

e delle corruzioni

lo riconosco come un grande essere.

398

Chiunque tagli i lacci dell’odio,

sciolga i nodi del desiderio,

distrugga le chiuse delle false opinioni,

spalanchi le porte dell’ignoranza

e guardi in faccia la verità,

lo riconosco come un essere grande.

399

La forza della pazienza

è la risorsa degli esseri nobili:

possono venire incatenati,

sopportare attacchi fisici e verbali

senza abbandonarsi alla rabbia.

400

Chi è libero dalla rabbia

padrone di sé con naturalezza, virtuoso

esperto nella pratica

ed è andato al di là della rinascita

lo chiamo un essere grande.

401

Come l’acqua scivola da una foglia di loto

i piaceri dei sensi

non aderiscono

a un grande essere.

402

Chi conosce la libertà

di aver abbandonato

il fardello dell’attaccamento

al corpo-mente

lo chiamo un grande essere.

403

Chi ha profonda saggezza

chi vede ciò che si accorda

e non si accorda con la Via

chi ha raggiunto

il picco del possibile

lo chiamo un grande essere.

404

Chi non è attaccato alla compagnia

sia di laici che di monaci

e vive libero da desideri

o ansie di qualsivoglia sicurezza

è un essere grande.

405

Chi ha rinunciato

all’uso della forza

nel rapporto con gli altri

deboli o forti che siano

chi non uccide

né dà motivo di essere ucciso

è da ritenere un grande essere.

406

Chi resta amichevole

fra gli ostili

in pace fra gli aggressivi

e non si aggrappa a ciò

da cui gli altri dipendono

è un essere grande.

407

Per un essere grande

passione e malevolenza

arroganza e presunzione

cadono

come un minuscolo seme cadrebbe

dalla punta di un ago.

408

Grande è colui

che dice la verità

che offre delicato incoraggiamento

che non polemizza con nessuno.

409

Le azioni di un essere grande sono pure.

Mai prende per sé

intenzionalmente

ciò che appartiene a un altro.

410

Il cuore di un essere grande è libero.

I grandi esseri non bramano più

le cose di questo mondo

o di un qualunque altro mondo.

411

Il cuore di un essere grande è libero.

Con accurata comprensione

che va oltre ogni dubbio

ha stabile accesso

alla terra della liberazione.

412

Grande è l’essere

che ha trasceso

i vincoli del bene e del male

che è purificato

e libero dal dolore.

413

L’essere libero

da ogni desiderio

come la luna in un cielo senza nuvole

puro, limpido e sereno

lo chiamo grande.

414

Ci sono esseri

che percorrono l’arduo sentiero

che passa per la rischiosa palude

delle passioni corrosive

attraversano l’oceano dell’illusione

l’oscurità dell’ignoranza

e vanno oltre.

Hanno come sostegno

la saggia contemplazione

come rifugio la libertà dal dubbio

sono liberati:

questi sono per me esseri grandi.

415

È grande l’essere che

avendo messo un freno al desiderio

per il piacere dei sensi

vive la vita del senza casa

e ottiene la libertà

dal desiderio

e dall’incessante divenire.

416

E’ grande l’essere che

avendo messo un freno alla smania di avere

vive la vita del senza casa

e ottiene la libertà

dalla smania di avere

e dall’incessante divenire.

417

E’ grande l’essere che

vede in trasparenza le gioie ordinarie

come pure i piaceri sottili

per liberarsi dall’ attaccamento.

418

Chi smette

di contrapporre il mi piace al non mi piace

chi si è acquietato

chi non è influenzato

dalle condizioni del mondo

lo chiamo un grande essere.

419

Grande è l’essere

che comprende pienamente

lo svanire e il sorgere degli esseri

che resta consapevole

non attaccato, sveglio

conscio in ogni momento

del saggio modo di agire.

420

Inconcepibile è la condizione

di un grande essere dopo la morte:

non resta traccia di passioni.

È puro.

421

Chiunque viva libero

dalle abitudini ad aggrapparsi

al passato, al presente o al futuro

senza nulla possedere

è un essere grande.

422

Un grande essere è impavido

come un toro,

nobile, forte, saggio, diligente

vede in trasparenza le illusioni

è limpido, vigile e sveglio.

423

Essenza di un grande essere

è comprendere ogni dimensione

dell’esistenza passata

vedere con precisione tutti i mondi

raggiungere la fine delle rinascite

conoscere con profonda chiarezza

tutto ciò che è da conoscere

liberare il cuore dall’ignoranza.

Versi in coppia La consapevolezza La mente Fiori Lo stolto
Il saggio Il risvegliato Migliaia Il male La violenza
La vecchiaia Se stessi Il mondo Il Buddha La felicità
L’affetto La rabbia Gli inquinanti Il giusto Il sentiero
L’inferno L’elefante La brama Il rinunciante Grande essere
Il testo è tratto da “Dhammapada per la contemplazione”, versione di Ajahn Munindo, Associazione Santacittarama, 2002.

Per approfondire:

Sutra – I più importanti testi della tradizione buddhista

[Foto di Graphic Node da Unsplash]
 

Dhammapada. La via del Buddha

dhammapada libro
Publisher:
Genre:
Page Count: 235
Il Dhammapada espone, sotto forma di strofe poetiche, i concetti fondamentali del buddhismo antico. Il titolo dell'opera, composta probabilmente intorno al III secolo a. C., significa "parole di Dharma" dove Dharma è parola derivata da una radice linguistica che significa "sostenere" e indica qualcosa di saldo e stabile: il termine è passato a indicare la legge che sostiene l'universo, tanto la legge fisica quanto la legge morale. La traduzione presentata in questo volume è stata…
Paolo Subioli

Il Dhammapada è un testo che dice tutto quello che c’è da sapere. Un condensato di saggezza che è tra le più preziose eredità che ci ha lasciato il Buddha storico.

Per approfondire:

Dhammapada – Pdf e testo completo

Dhammapada – frasi scelte

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