Eihei Dōgen – Foglie cremisi sbiancate
Dogen, poeta e uno dei più grandi maestri zen di tutti i tempi, in questa poesia mostra come l’immediatezza dell’approccio zen verso la realtà possa facilmente trasformarsi in attitudine poetica.
di Paolo Subioli · Published 17 Settembre 2024
Dogen, poeta e uno dei più grandi maestri zen di tutti i tempi, in questa poesia mostra come l’immediatezza dell’approccio zen verso la realtà possa facilmente trasformarsi in attitudine poetica.
di Paolo Subioli · Published 2 Agosto 2024
Eugenio Montale, in “Oboe”, sembra dirci che l’unica verità data all’uomo è la coscienza dell’impossibilità di avere qualche certezza, in un mondo indecifrabile e inconoscibile.Da qui può nascere una ricerca autentica.
di Paolo Subioli · Published 15 Marzo 2024
Giuseppe Ungaretti, in “Sereno”, confrontandosi con il cielo stellato che appare al diradarsi della nebbia, entra in contatto con la dimensione meravigliosa dell’impermanenza.
di Paolo Subioli · Published 30 Ottobre 2023 · Last modified 29 Ottobre 2023
Chandra Livia Candiani, in “Siamo nuvole”, mette a confronto la fugacità delle nostra esistenza, segnata da un disordine strutturale, con la semplicità e la serenità di una realtà “ultima”, che ci riesce difficile vedere.
di Paolo Subioli · Published 11 Maggio 2023 · Last modified 9 Maggio 2023
Questa è la poesia di Mary Oliver che contiene i famosi versi “Per vivere in questo mondo devi essere abile a fare tre cose: amare ciò che è mortale; stringerlo contro le tue ossa sapendo che la tua vita ne dipende; e, quando è tempo, lasciarlo andare”.
di Paolo Subioli · Published 14 Settembre 2022 · Last modified 26 Giugno 2024
Jane Hirshfield tratta il tema dell’impermanenza avvalendosi di un immaginario poetico. Richiamando figure ben note della vita quotidiana, ci offre uno scenario realistico e al contempo incoraggiante.
di Paolo Subioli · Published 7 Aprile 2014 · Last modified 29 Agosto 2022
Una poesia di Fernando Pessoa ci insegna come sia possibile vedere la realtà con occhi nuovi in ogni momento, gli occhi come quelli di un bambino, “nitidi come un girasole”, capaci di stupirsi per la meraviglia dell‘impermanenza di tutte le cose.