Tema: non dualismo
Gianni Rodari – Il cielo è di tutti
La celebre poesia di Gianni Rodari, “Il cielo è di tutti”, è considerata un inno universale all’inclusione e alla giustizia. Ma può essere letta anche come invito a guardare se stessi e gli altri al di là di ogni separazione.
Bar Zecharya – Ricordami
Bar Zecharya in questa poesia celebra la natura dell’interdipendenza quale fondamento dell’essere umani, che si manifesta persino quando le persone si sentono estranee o nemiche per la diversità di appartenenza.
Rumi – Io, Tu, Lui, Lei, Noi
In “Io, Tu, Lui, Lei, Noi” il poeta mistico Rumi esprime il desiderio profondo di uscire da una visione dualistica dell’esistenza, portatrice di divisione, per abbracciare la vera natura della realtà, dove tutto è interconnesso.
Yehuda Amichai – Dove siamo nel giusto
Per il poeta israeliano Yehuda Amichai, laddove dominano le verità assolute, non può esserci pace, né amore. Solo nella via di mezzo che c’è tra le urla e il silenzio, l’amore può esprimersi, come un sussurrare.
Fernando Pessoa – Un giorno straordinariamente chiaro
Fernando Pessoa, in “Un giorno straordinariamente chiaro”, ci invita a osservare i fenomeni naturali per quello che sono e non guidati da una visione idealizzata, dove la “natura” è altro da noi.
Pablo Neruda – Ode alla tranquillità
Pablo Neruda, in “Ode alla tranquillità”, dipinge uno scenario di quieta e profonda contemplazione, che scaturisce dal silenzio e da una conseguente aumentata capacità di vedere le cose intorno a noi.
Tagore – Il giorno in cui fiorì il loto
In questa poesia di Tagore, il protagonista è troppo distratto per accorgersi della bellezza che lo circonda. Ma poi si rende conto che già possiede in sé tutte le qualità che va cercando altrove.
Tiziano Fratus – Bosco itinerante
Nella poesia “Bosco itinerante”, Tiziano Fratus dipinge uno scenario di totale compenetrazione tra essere umano e ambiente naturale, oltre ogni possibile forma di dualismo.
Thich Nhat Hanh – Le lacrime che ho versato ieri sono diventate pioggia
‘Le lacrime che ho versato ieri sono diventate pioggia’: il verso di Thich Nhat Hanh esprime in poche parole la profondità della visione non dualista dello Zen, che ci permette di vedere la bellezza anche dove c’è la disperazione.
