Tema: non sé
Terra! – Contemplazione del cibo
I versi di “Terra!”, che esprimono con un linguaggio poetico la realtà dell’interdipendenza, vengono utilizzati nel centro di pratica di Pardesa per la contemplazione del cibo, prima di ogni pasto.
Rumi – Io, Tu, Lui, Lei, Noi
In “Io, Tu, Lui, Lei, Noi” il poeta mistico Rumi esprime il desiderio profondo di uscire da una visione dualistica dell’esistenza, portatrice di divisione, per abbracciare la vera natura della realtà, dove tutto è interconnesso.
Giuseppe Ungaretti – Sereno
Giuseppe Ungaretti, in “Sereno”, confrontandosi con il cielo stellato che appare al diradarsi della nebbia, entra in contatto con la dimensione meravigliosa dell’impermanenza.
Tiziano Fratus – Invernare
Questa poesia di Tiziano Fratus, dalla forma vagamente organica, sintetizza la finalità implicita nell’atto di meditare: quella di consentire che l’io si dissolva, ma senza uno sforzo particolare.
Gregory Corso – Spirito è Vita
Gregory Corso in Spirito è Vita esprime l’aspirazione verso una dimensione dell’assoluto, dell’impersonale, la sola che può consentirci di liberarci dalle catene soffocanti dell’io.
Patrizia Cavalli – Condannata a essere umana
Patrizia Cavalli, in questa poesia, sembra voler affrontare il difficile tema dell’apparente esistenza di un sé, un io, in parte separato e in parte unito agli altri, che rivendica il proprio ruolo, ma è in realtà inafferrabile.
Emily Dickinson – Io sono Nessuno!
Essere “nessuno” non è facile, ma può essere un antidoto all’egocentrismo, alla fatica dei continui artifici che costruiamo. Un modo per essere naturali, liberarci di tutte le storie e semplicemente “essere noi stessi”.
Wislawa Szymborska – Vista con granello di sabbia
Una poesia che ci aiuta a ribaltare il nostro modo abituale di vedere le cose, tutto basato su concetti e su idee fisse delle cose intorno a noi.
